Per alcune discipline completare il programma “è come leggere la Bibbia in una settimana”

In perenne affanno. Gli studenti di Giurisprudenza raccontano il vivere quotidiano del secondo semestre, fatto di corsi accelerati, nozioni da comprendere in fretta ed esami alle porte. “Durante le lezioni ci si sente di corsa – afferma Mara Gioiello, matricola – I docenti sono in ansia perché hanno paura di non finire il programma, e quest’ansia viene di conseguenza trasferita anche a noi. Personalmente mi sento in lotta contro il tempo. Ho un esame arretrato del primo semestre e credo che tralascerò Privato proprio perché non mi sento sicura”. “Le materie più complesse – dichiara Alfonso Fulco, matricola – sono anche quelle più svantaggiate. Abbiamo fatto lezioni di Privato il pomeriggio, proprio per cercare di coprire le parti fondamentali del programma. Non credo che sia servito a molto. Ad un mese dalla fine del corso, sono tante le cose che mancano. Almeno verranno ‘garantite’ le spiegazioni degli Istituti fondamentali”. La preparazione ne risente, così come la convinzione che una disciplina come Diritto Privato possa essere sostenuta a giugno.  “Da matricola inesperta, non mi azzardo minimamente a provare l’esame a giugno – dice Camilla Simeone – La prova è prevista il 28, abbiamo il tempo per ripetere, sinceramente però qui non si tratta di ripetizione. Ci vuole uno studio accurato perché molti dettagli sono stati tralasciati. Non mi sento pronta e preferisco dedicarmi alle altre due materie, sinceramente più facili”. “Ad un certo punto, soprattutto per un neo iscritto, quello che conta è portare il risultato a casa – sostiene Gianmarco Morici – Se il semestre è partito di corsa, le lezioni sono state un susseguirsi di nozioni e per di più in poco tempo devi far tutto, perché suicidarsi?”. Secondo lo studente: “Due esami semplici sono meglio di niente e allora Privato potrà aspettare settembre. L’estate mi servirà per approfondire la disciplina senza dover affannare. Mi sento più sicuro in questo modo e tanti miei colleghi la pensano come me. Il secondo semestre è soffocante perché non solo il tempo è ridotto, ma ti trovi anche a dover fare i conti con gli strascichi del primo”.
La situazione non migliora al secondo anno dove si incontra Diritto Commerciale che di tutto ha bisogno, tranne che della fretta. “Il prof. Giuseppe Guizzi sta facendo il possibile per terminare il programma – racconta Vincenzo De Stefano, studente al III anno – Con i seminari di approfondimento, alcune tematiche sono più chiare, ma è come voler leggere la Bibbia in una settimana. Puoi anche farcela, ma devi poi appurare cosa ti è rimasto di quello che hai letto. Ora capisco il significato di sedimentare. Hanno ragione i nostri docenti, alcune materie hanno bisogno di tempo per essere acquisite e fatte proprie. Detto questo, non demordo e a luglio sono pronto a sostenere l’esame. Sarà l’unico che darò,, quindi speriamo di vincere la partita”. Anche per Chiara Vitali, l’esame di Commerciale sarà l’unico del semestre: “Darne due credo sia umanamente impossibile, soprattutto con la preparazione attuale che si colloca nel mezzo: non siamo pessimi ma nemmeno i primi della classe. Questa cosa ad un esame così può tagliarti le gambe. Devi essere preparatissimo perché il rischio bocciatura è alto. Quindi meglio mettersi il cuore in pace, andare a ricevimento tutto giugno per avere supporto e sostenere la prova a luglio”. “Solo il ricevimento mi potrà salvare – ammette Elisabetta Taddei – Il mio programma è fiondarmi dai collaboratori, non appena il corso sarà finito. Dove non è arrivata la spiegazione del docente, vi sarà di certo un chiarimento ad personam per salvaguardare chi ne ha bisogno. A tal proposito, leggevo in qualche gruppo social che vi sarebbe la possibilità di ascoltare spiegazioni fatte dai collaboratori, su parte del programma, per piccoli gruppi di studenti che si recano a ricevimento. Andrò di sicuro anche a queste piccole riunioni, a luglio dovrò farcela”.
Discorso simile per Procedura Civile. Seppure i corsi siano incentrati sulla seconda parte del programma, il fabbisogno di ore in più viene reclamato da tutti i corsisti. “Non perché si è fatta già una parte della disciplina, le lezioni ristrette sono gradite – spiega Domenico Migliaccio, studente al V anno – Siamo avvantaggiati rispetto a chi dovrà sostenere Commerciale o Penale, ma la mancanza di tempo per soffermarsi di più su alcuni concetti è palese e genera sconforto. Dal mio canto, credo che le lezioni debbano continuare anche in concomitanza degli esami. Chi magari è preparato sostiene la prova, chi necessita di spiegazioni segue ancora il corso. Una volta si faceva così. Ricordo lezioni di recupero anche a metà giugno. Perché ora siamo tutti ossessionati dal correre? Un tempo certe regole non vi erano?”.
Qualche lamentela arriva dai corsi di Procedura Penale. “Per quanto mi sforzi, non riuscirò mai a sostenere la prova tra maggio e giugno – dichiara Daniela Aloi, studentessa al V anno – I concetti vanno assimilati, non come un’accozzaglia da ripetere a memoria per superare l’esame. Darò l’esame a luglio, anche perché alcune lezioni pomeridiane non si arresteranno a metà maggio. Proseguiranno fino a giugno, proprio per dare la possibilità di recuperare argomenti. Sembra una baggianata, ma forse stavamo meglio lo scorso anno, quando avevamo 4 ore di lezione al giorno. C’era più tempo per le spiegazioni anche se a sera si arrivava tramortiti”. Secondo Irene Miscia: “Le lezioni per le materie difficili andrebbero strutturate meglio. Non si può paragonare un esame di Filosofia ad uno di Commerciale – sostiene la studentessa al IV anno – Vanno valutate le difficoltà, le carenze e riformulate le ore di corso, in base alle necessità. Si parla da anni di sdoppiare questi esami e poi in concreto non si fa nulla. Così non si può andare avanti, la didattica necessita di una seria ed urgente riforma”.
Susy Lubrano
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