Piloni nelle aule, lezioni in radiocronaca

Lezione con pilone in bella vista. Accade nel palazzo dello Spirito Santo, la più nuova tra le sedi della Facoltà di Architettura dove, per chi prenda posto nelle ultime file dell’aula, la lavagna diventa sfuggente quanto un miraggio. “Proprio così”, conferma Paolo Di Francesco, uno studente che frequenta il quarto anno del corso di laurea in Architettura quinquennale. “Nella maggior parte delle aule, se capiti nella posizione sbagliata, più che assistere alla lezione ascolti una specie di radiocronaca. I piloni, nel bel mezzo della stanza, impediscono la visuale. Il problema non è nuovo, si presentava pure in alcune aule della sede di palazzo Gravina. Quello, però, almeno era un edificio vecchio, difficilmente adattabile. A questo palazzo lavorano da anni, possibile che non sia stato fatto nulla per eliminare il problema?”. Tornano in mente le polemiche e le discussioni che nacquero, qualche anno fa, quando la Federico II acquistò dal banco di Napoli il palazzo in questione. Studenti, ma anche non pochi docenti, proprio della Facoltà, provarono a spiegare che quell’edificio, originariamente creato per ospitare piccoli uffici ed abitazioni private, mai e poi mai avrebbe potuto diventare una perfetta sede universitaria. All’epoca, circa quattro anni fa, ci fu anche chi, tra gli stessi studenti, propose di utilizzare il palazzo dello Spirito Santo per realizzare un nuovo studentato, piuttosto che per Architettura, destinando invece alla facoltà altri spazi. Furono organizzate pure alcune iniziative pubbliche – pranzo sociale pennichella pomeridiana su materassi portati alla bisogna – per spingere verso la soluzione casa dello studente, che invece non è passata. Quattro anni di lavori e investimenti molto sostanziosi, da parte dell’ateneo, hanno per la verità profondamente cambiato il volto dell’edificio e, in parte, l’hanno resa piuttosto funzionale. I limiti strutturali, però, quelli già denunciati all’epoca, non sono stati ovviamente eliminati del tutto.  
Piloni e scarsa visibilità a parte, chiacchierando con gli iscritti che frequentano la nuova sede emergono altre interessanti questioni. Quella, per esempio, del sovraffollamento delle aule. Un disagio particolarmente acuto, questo, quando si svolgono le lezioni del quarto anno e in occasione di tutti i laboratori.  “Qui ci sono quasi tutte aule da 50 posti – riferisce Raffaele Giordano- A volte a lezione ci si ritrova ad essere almeno il doppio. C’è chi segue in piedi e c’è chi rimane sulla soglia, sbirciando come può”. Aule studio: allo Spirito Santo ne sono aperte due in questo momento, con vista sull’esterno, che appaiono piuttosto funzionali. I posti a disposizione, però, sono inadeguati rispetto alla richiesta. Riferisce Fiorella Ciccarelli, una studentessa che abita a Giugliano “E’ evidente che le aule studio sono poche. Io resto qui fino a pomeriggio avanzato e spesso non trovo posto, perché entrambe le aule sono occupate. Succede in particolare nel primo pomeriggio.  Servirebbe qualche spazio in più, per studiare tra un corso e l’altro”. In presidenza fanno sapere che è prevista, a completamento dei lavori, l’apertura di almeno un’altra aula destinata agli studenti. 
Un altro servizio che potrebbe essere migliorato, raccontano gli aspiranti architetti, è quello della segreteria studenti. Sono aperti due sportelli e la fila spesso si allunga fin oltre l’ufficio. Mediamente, sottolineano ragazze e ragazzi, l’attesa è di oltre 40 minuti. “Due sportelli sono veramente pochi”, riflette, in coda, Alessandra Guarducci, che è iscritta al secondo anno.
Promossi a pieno titolo, i servizi igienici –che un po’ tutti definiscono funzionali e generalmente puliti– i centauri sono unanimi nel ritenere che sia troppo piccolo il parcheggio interno per moto e motorini. 
(Fa. Ge.)
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