Vince il settore biomedico

E’ il settore biomedico il vero trionfatore della terza edizione di “Start Cup Federico II” 2005. Già, perché i quattro progetti vincitori (il primo posto è stato un ex aequo) appartengono tutti all’area biomedica e biotecnologica, a differenza dello scorso anno, quando a spadroneggiare furono gli ingegneri. Nella cerimonia di premiazione dello scorso 7 novembre, svoltasi nell’Aula Magna storica di corso Umberto, sono saliti sul gradino più alto del podio “Genomic Mountain” e “SNIPer Gene”; seconda piazza ad “Angiotech”; “Neuromechanics Lab”, terzo classificato. A tutti, premi in denaro (5 mila da dividere in due, 3mila e 2mila euro) e, soprattutto, la possibilità di usufruire di servizi di accompagnamento forniti dall’Incubatore di Città della Scienza per la realizzazione delle idee imprenditoriali. Novità del 2005, l’attribuzione di un premio speciale andato al progetto “ISFN-FEDII”. A decretare i vincitori, una giuria composta unicamente da soggetti esterni al mondo accademico.
Una competizione di idee da trasformare in progetti d’impresa attraverso la redazione di un business plan, ciò che in sintesi realizza la Start Cup fridericiana, creatura del prof. Mario Raffa, direttore a fine mandato del Dipartimento di Ingegneria Gestionale. L’iniziativa, dunque, è un modo per stimolare e diffondere la cultura imprenditoriale nel Mezzogiorno d’Italia, offrendo ai partecipanti (docenti, ricercatori, laureati, studenti e personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo ed esterni) la possibilità di confrontarsi con chi già opera a vario titolo nel mondo delle aziende. 
Ventitré i gruppi iscritti quest’anno, di cui nove giunti in finale, per un totale di centottanta progetti presentati dal 2003 ad oggi, “a dimostrazione del crescente interesse che via via riscuote la manifestazione”, sottolinea, soddisfatto il Rettore della Federico II, Guido Trombetti. “Ruolo dell’Università – prosegue il Rettore – è quello di stimolare la nascita di progetti imprenditoriali, cui però bisogna garantire la forza economica per essere tramutati in realtà”. Come dire, d’accordo le idee, ma ci vogliono i soldi affinché dall’inchiostro del business plan si passi alla creazione concreta dell’impresa. 
E il mondo del credito ne sa qualcosa. “Stando all’ultimo rapporto Svimez – riferisce Antonio Nucci, direttore generale Sanpaolo-Banco di Napoli – 8mila laureati si spostano al Nord per lavorare; di questi, il 37% ha completato gli studi con 110 e lode, il 44% con un voto compreso tra 100 e 109. Insomma, i nostri migliori talenti lasciano il Sud e noi dobbiamo assolutamente cercare di fermare questa emorragia”. Per l’assessore regionale all’Università, Teresa Armato, “si deve creare un circolo virtuoso che colleghi innovazione, imprese e mondo delle finanze e del credito: solo in questo modo la Campania può imboccare la strada dello sviluppo economico e sociale”. A rincuorare vincitori e vinti, le parole di Bruno Falzarano, amministratore delegato Sviluppo Italia Campania: “Il Cipe ha rifinanziato i fondi per il 2006, che dovrebbero ammontare a 460 milioni di euro. Tra gli altri nostri strumenti finanziari a sostegno dell’imprenditorialità, entro fine novembre disporremo di altro danaro destinato alle idee imprenditoriali ad alto contenuto innovativo”.
Agricoltura, costruzioni navali, biotecnologie, ricerca biomedica, servizi informatici, alcuni dei piani d’impresa presentati all’edizione 2005 di Start Cup. Molti progetti sono frutto dei risultati di ricerche svolte negli ultimi anni nei laboratori dell’Ateneo. È il caso di Genomic Mountain, il primo ed unico progetto esistente per la diagnosi precoce di sclerodermia, piazzatosi al primo posto nella competizione. “La sclerodermia – spiega Cecilia Mari, laureata in Biotecnologie e capogruppo di Genomic – è una malattia autoimmune di cui abbiamo identificato l’anticorpo che è causa della patologia”. Grande soddisfazione, dunque, per il risultato di Start Cup, “anche perché sono laureata da due anni e spero che questa vittoria mi consenta di lavorare a Napoli e di non dover fare le valigie alla volta di chissà quale altra città”. 
Un “cecchino” (in inglese “sniper”) che analizzi le caratteristiche dell’intero patrimonio genetico di ogni individuo è l’idea nuova alla base del progetto SNIPer Gene, primo ex aequo alla Start Cup 2005. Attraverso l’utilizzo di metodologie avanzate di spettrometria di massa, il gruppo punta a sviluppare terapie farmacologiche individuali e personalizzate, che verosimilmente soppianteranno, nei prossimi dieci anni, la medicina tradizionale. E parla ancora di medicina il progetto che è giunto al secondo posto, Angiotech, la cui idea è nata all’interno del team di ricerca del Tigem, di cui fa parte il prof. Alberto Auricchio, docente di Genetica medica: “La speranza è quella di produrre e commercializzare un farmaco per la terapia dell’albinismo oculare, patologia genetica considerata a tutt’oggi incurabile”.
La macchina è stata già progettata, costruita e brevettata. Una novità che è valso il terzo posto al gruppo Neuromechanics Lab. Parliamo della Eccentric Leg Curl (E.L.C.) ed è un macchinario che, partendo da studi di ricerca di medicina sportiva realizzati da uno dei componenti del gruppo, Flavio Guadagno, laureato in Scienze Motorie, “serve per la riabilitazione e la prevenzione degli infortuni ai danni dei muscoli ischio-crurali, cioè i muscoli posteriori della coscia, e delle patologie ortopediche del ginocchio”, afferma Fiore Iuliano, laureando in Ingegneria Meccanica.
Premio speciale ed attestazione di stima del rettore Trombetti, infine, al gruppo ISFN-FEDII, che mira a sviluppare applicazioni di telerilevamento della Terra per assicurare il soddisfacimento dei bisogni primari (fame, sete, convivenza pacifica) nei Paesi in via di sviluppo. “Puntiamo a coinvolgere ingegneri neolaureati, facilitando così il loro ingresso nel mondo del lavoro – chiarisce il prof. Daniele Riccio, che è anche membro di Ingegneri senza Frontiere -. Per decollare, però, abbiamo bisogno di finanziamenti, peraltro già disponibili come testimoniano i numerosi bandi esistenti e la nostra già attiva collaborazione con la Croce Rossa Italiana, l’Onu e diverse comunità locali di Paesi africani”. 
Prossima tappa il 15 e 16 dicembre per la finale nazionale. 
Paola Mantovano
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