Più matricole a Scienze

Tutti i Corsi di Laurea della Facoltà di Scienze sembrano registrare un aumento delle immatricolazioni. “Abbiamo avuto un incremento delle iscrizioni superiore al 25%. In aula ci sono oltre 700 studenti, più di quanti ne avessimo previsti”, dice la prof.ssa Simonetta Bartolucci, Presidente del Corso in Biologia Generale e Applicata. La Biologia continua ad essere una disciplina trainante e, prevedendo un aumento delle immatricolazioni, i corsi del primo anno erano stati preventivamente suddivisi in quattro gruppi. “Per fortuna, la nuova struttura di Monte Sant’Angelo ci aiuta, ma le nostre previsioni sono state disattese e per fronteggiare l’emergenza, che coinvolge soprattutto i laboratori, abbiamo dovuto prolungare di una settimana il semestre”,  conclude Bartolucci. “Quest’anno abbiamo più di 120 iscritti e i laboratori sono troppo affollati. Abbiamo prontamente attivato una discussione per risolvere il problema e probabilmente sdoppieremo i corsi di laboratorio. Diversamente, costringeremmo gli studenti a dei turni massacranti”, dice il Presidente del Corso di Laurea in Chimica, Marco D’Ischia. “Abbiamo circa 73 iscritti, un leggero aumento rispetto al passato, ma siamo in linea con i dati dell’anno scorso”, dice la prof.ssa Paola De Capoa, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Geologiche.
IL RIORDINO DEI PERCORSI DI STUDIO. Un tema di grande attualità in Facoltà è la discussione sul riordino dei percorsi di studio. Anche senza una precisa normativa di riferimento, i tempi sono stretti e il Consiglio di Facoltà dovrà approvare tutte le proposte entro la fine dell’anno. “E non è sicuro che ci riusciremo”, dice il prof. Fedele Lizzi, referente per il curruculum teorico della laurea magistrale in Fisica. Non c’è alcun decreto ufficiale, ma, a breve, dovrebbe essere reso pubblico un provvedimento del Ministro Mussi che cambierà le condizioni. Intanto si lavora con le normative vigenti che stabiliscono regole stringenti per i percorsi magistrali. Non più di 12 esami da almeno 8 crediti, 12 crediti di attività interdisciplinari ed una rigida ripartizione tra esami interdisciplinari, comuni e caratterizzanti. La Facoltà, inoltre, ha richiesto che almeno il 15% dei crediti siano comuni a tutti i curricula magistrali di una stessa laurea. Attualmente, a Fisica sono previsti 13 esami, ma è opinione generalizzata che sarebbe ragionevole ridurre ulteriormente questo numero, anche rispetto alle proposte ministeriali. Si sta prefigurando una drastica riduzione degli esami, ma è difficile prevedere quanti saranno. Il dibattito è aperto e vi partecipano attivamente anche i ragazzi. “Gli studenti soffrono l’atomizzazione dei corsi e la diversa impostazione dei corsi tenuti in parallelo”, dice il professore che in questi giorni ha avuto un incontro con gli studenti del suo corso per ascoltare le proposte. “Sto lavorando ad un modello ideale di corso magistrale, senza tenere conto delle leggi. Poi cercherò di mediare con la realtà, appesantita da un’eccessiva burocrazia, che limita la libertà di azione molto più che in passato. Senza contare che le normative cambiano continuamente”, incalza il docente. Tutti i referenti di laurea magistrale hanno preparato delle bozze di riforma che verranno discusse il 20 novembre dal Corso di Laurea. Il principio fondamentale, ampiamente condiviso, è che debba essere previsto uno zoccolo di dure discipline comuni a tutti, con poche differenze ed una lunga lista di corsi complementari. La Conferenza dei Presidenti di Corso di Laurea in Fisica cerca di coordinare il lavoro di tutti a livello nazionale, con un occhio rivolto all’estero, soprattutto al Regno Unito e alla Germania, che hanno sistemi universitari impostati secondo il modello 3+2.
L’argomento è in discussione anche presso gli altri Corsi di Laurea. A Scienze Geologiche l’organizzazione è rimasta sostanzialmente invariata. In seguito all’aumento delle iscrizioni a Scienze Biologiche, i corsi delle discipline di base, comuni ad entrambi i Corsi di Laurea, sono stati divisi. “Non è nulla di veramente nuovo. Siamo in attesa delle indicazioni ministeriali. Sto preparando del materiale per il Consiglio del 21 novembre, ma siamo ancora in una fase interlocutoria”, conclude la prof.ssa De Capoa. Il Collegio dei Presidi delle Facoltà di Scienze Biologiche sta promuovendo l’istituzione di una laurea nazionale. “Si sta lavorando per individuare dei criteri per omologare la formazione a livello nazionale. Ogni sede, naturalmente, potrà individuare dei percorsi più specifici su alcuni settori, ma la sostanza resta la stessa per tutti”, commenta la prof.ssa Bartolucci. “Crediamo che sia importante dare ai ragazzi una solida formazione di base. Poche cose, ma fatte bene per conciliare la sostenibilità degli studi, con la qualità del sapere”, afferma con convinzione D’Ischia. Grande attenzione, naturalmente verrà riservata alla tesi sperimentale, cui verranno attribuiti 15 crediti, in linea con le richieste europee. Il Corso di Laurea in Chimica ha istituito una commissione di monitoraggio, che nelle prossime settimane porterà in Consiglio una dettagliata analisi dei risultati. A partire dalla quale si deciderà quali politiche attuare.
Simona Pasquale
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