Polo SUS: Marrelli candidato

Dovevano essere in due, entrambi docenti della Facoltà di Economia, a contendersi la presidenza del Polo delle Scienze umane e sociali della Federico II nelle elezioni del 28 e 29 giugno. Invece, mentre Massimo Marrelli ufficializzava la sua candidatura a fine maggio, negli stessi giorni il collega Francesco Balletta, che già da mesi aveva avanzato la sua, decideva di ritirarsi “per motivi – dice – che spiegherò pubblicamente nel prossimo Consiglio di Facoltà”. 
Una pura formalità, quindi, la competizione elettorale di giugno per lo scranno più alto del Sus, Polo che raccoglie cinque delle tredici Facoltà fridericiane, e cioè Lettere, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Sociologia ed Economia, per sei anni sotto la direzione del prof. Giuseppe Cantillo. Lettere, dunque, cederà il passo ad Economia, di cui Massimo Marrelli è illustre esponente. Cosentino di nascita, sessant’anni, una laurea in Giurisprudenza a La Sapienza di Roma e un PhD in Economia all’Università di York, Marrelli è una delle personalità più eminenti in ambito nazionale e internazionale  nel settore delle problematiche legate all’intervento pubblico nell’economia. Ordinario di Scienza delle finanze, ha insegnato negli atenei di Roma, Salerno, Torino e Milano e, all’estero, alle Università di York, Lione, Tolosa e Berkeley. Alla Federico II è stato direttore di dipartimento e preside di Economia per due mandati. Attualmente è presidente della Siep, la Società italiana di economia pubblica. “L’obiettivo della recente suddivisione in Poli – spiega il docente – è quello di valorizzare la ricerca, creando tutte le condizioni più favorevoli affinché possa crescere e svilupparsi, e di favorire i processi di internazionalizzazione. Questa candidatura, pertanto, nasce dalla mia lunga esperienza didattica svolta all’estero, come pure dalla mia attività di ricerca realizzata in ambito internazionale”. 
Compito del Polo, allora, sarà quello di “creare reti internazionali di ricerca, da incentivare attraverso l’istituzione di un ufficio per i rapporti internazionali e la predisposizione di convenzioni finalizzate all’organizzazione dell’accoglienza di studiosi stranieri”. Tra le priorità del Sus, Marrelli indica anche  l’internazionalizzazione dei dottorati di ricerca. “Le università asiatiche (in particolare quelle cinesi) e quelle europee – fa sapere il candidato – hanno estremo interesse a progettare programmi di dottorato di ricerca congiunti specialmente nelle aree umanistiche”. Va da sé che l’intera offerta formativa di master e dottorati “dovrà essere sistematizzata in maniera definitiva attraverso un processo di valutazione coerente e condiviso”. In ogni caso, per Marrelli non può esserci implementazione delle attività di ricerca senza un’adeguata organizzazione del patrimonio edilizio del Polo, dove “mancano strutture soprattutto nel centro storico di Napoli”. 
C’è un punto, tuttavia, da cui non si può prescindere: “Tutti questi obiettivi potranno essere realizzati solo se si cambierà il sistema di valutazione della ricerca, compito che dovrebbe spettare unicamente ai ricercatori (la cosiddetta peer evaluation). Invece, fino a quando il sistema continuerà ad operare sulla base dell’impact factor, i lavori del settore umanistico resteranno gravemente penalizzati”.
Un programma ricco di spunti, quello del prof. Marrelli, che però ha bisogno di fondi per essere tradotto in realtà. Finanziamenti che per il docente devono in parte venire dal Ministero, in parte da enti esterni. “I drastici tagli governativi alla ricerca sono sotto gli occhi di tutti. La mia idea è che dovranno essere chiariti i criteri di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario tra i Poli, tenendo presente che anche le ricerche nell’ambito umanistico comportano impegni economicamente rilevanti: si pensi alla ricerca archeologica, alla ricerca sulla raccolta di dati per questionari, ecc.”. Ma non si facciano illusioni le cinque Facoltà delle Scienze umane e sociali, “perché, nella migliore delle ipotesi, questo Polo potrà contare su di un incremento medio di circa 15mila euro per dipartimento. È chiara, allora, la necessità di incrementare i fondi per la ricerca di provenienza esterna. Compito del Polo Sus, quindi, sarà quello di valorizzare e diffondere all’esterno le proprie competenze attraverso, per esempio, l’organizzazione di ‘giornate della ricerca umanistica e sociale’”.
Paola Mantovano
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