\”Prima il libro e poi il paziente\”

I consigli del Direttore delle Attività Didattiche professionalizzanti di  Infermieristica Annamaria Iannicelli.
Paura del test. È quello il vero scoglio?
“È il primo, ma non l’unico. Con il percorso universitario cambiano completamente le modalità di studio. La classe è composta da molti più studenti, almeno al primo anno, e anche le modalità di verifica sono diverse. Gli esami integrati, ad esempio, sono composti da più materie. A scuola si è abituati all’interrogazione su una sola disciplina per volta. Ma alla fine si abituano e diventano bravissimi”.
Tallone d’Achille?
“Ai nostri Corsi formiamo alle attività professionalizzanti in laboratorio. Abbiamo dei manichini. Alcuni sono avanzati, altri meno. Ci sono delle idee in cantiere di cui non parlo per scaramanzia. Se concretizzate, ci permetterebbero di formare alle abilità professionalizzanti in maniera completa. Serve comprare qualcosina, ma se ce la comprano siamo all’avanguardia”.
Difficoltà principale con lo studio?
“Al tirocinio a volte i tutor non riescono a insegnare le attività tecniche in maniera completa. Così, quando si va a studiare, sui libri si trovano cose diverse. Ai ragazzi dico che è importante prima studiare e poi lavorare sulla persona. Se si impara una malpractice, resta quella”.
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