Prima novità per gli studenti: moduli a base sei

Comincia con il ringraziare il Preside uscente Nazzaro, per l’importante contributo che ha saputo dare alla Facoltà. Una guida preziosa ed insostituibile in una fase di profonda trasformazione del sistema universitario. Fa un giro di orizzonti per mettere a posto qualche casella, per chiedere nuove collaborazioni, per apportare qualche sostituzione che, nel caso specifico, riguarderà proprio l’Ufficio di Presidenza. E’ disposto a rimettere mano alla riorganizzazione dei Corsi di Laurea triennali e specialistici, passando a sei la base per ogni modulo di esame. Una richiesta avanzata con forza dagli studenti e recepita, per via dell’eccessiva frammentazione degli insegnamenti, anche dai docenti. E poi spazio per iniziative ed attività culturali, coinvolgendo anche la componente studentesca. Questi gli obiettivi  del nuovo “inquilino” che siederà sulla poltrona più importante della Facoltà, il professor Eugenio Mazzarella. In una lunga intervista ce li racconta in anteprima. 
Il suo programma da Preside dei primi novanta giorni
“Mi limito alle priorità cui effettivamente penso si possa assolvere nei primi tre mesi: una riorganizzazione dell’Ufficio di Presidenza, che sarà affidato alla dottoressa Paolina Testa, e sono molto lieto che la Facoltà abbia potuto acquisire questa disponibilità: l’obiettivo è valorizzare al massimo le capacità e la buona volontà di tutti gli addetti all’ufficio; la riformulazione didattica dei Corsi di Laurea triennale e specialistica, con il passaggio alla base di sei crediti per ogni modulo semestrale: questa innovazione, oltre a calibrare meglio la didattica, sulla base dell’esperienza di questi anni, dovrebbe abbattere di un terzo il numero degli esami, frammentazione eccessiva che giustamente ci è stata più volte segnalata dagli studenti, oltre che notata da noi stessi”.
Quali saranno le responsabilità a cui va incontro? 
“Avendo dato la mia disponibilità per la bicicletta, dovrò pedalare. So che è in salita, si tratterà di allenare i polpacci! Scherzi a parte, è un onore e un onere, entrambi considerevoli: cercherò di non deludere la Facoltà”.
Sarà un Preside più manager o più intellettuale? 
“Oggi come oggi, ci vogliono entrambe le qualità, per reggere una Facoltà – è necessaria sia la massima attenzione alla quotidianità della gestione, sia, però, lo sguardo lungo sulle prospettive del proprio percorso”.
Come conciliare le esigenze degli studenti con le legittime richieste dei professori? 
“Ascoltando ambo le parti con la stessa disponibilità. Ma la mia Facoltà ha – su questo terreno – un’abitudine sperimentata. Valorizzando il dialogo, sia a livello dei Corsi di Laurea che di Facoltà, e i relativi momenti istituzionali, a partire dalla Commissione paritetica”.
Cosa ha fatto in questi mesi che hanno preceduto l’inizio del suo mandato? 
“Ho cercato di studiare, sì da avere un po’ di benzina intellettuale per far camminare il manager, e sono andato a scuola dal Preside Nazzaro – maestro severo e competente-, che fino all’ultimo ha voluto essere in questo modo a servizio della Facoltà. Ne profitto per ringraziarlo di cuore, e con lui la professoressa Adriana Pignani”.
Ha già in mente l’organico che costituirà la Giunta di Presidenza? 
“Al momento sono ancora impegnato nel sondare disponibilità alla collaborazione dei colleghi. Spero quanto prima di avere un quadro chiaro di queste disponibilità; vorrei lavorare insieme a loro su obiettivi da raggiungere, oltre che ovviamente concordare il lavoro delle commissioni stabili”.
A quando il primo Consiglio di Facoltà? 
“Sicuramente entro novembre, ci sono importanti scadenze cui assolvere”.
L’Università vive un momento difficile e di grandi cambiamenti. Qual è la sua opinione sulla riforma Moratti e sul Decreto che mette mano sul reclutamento dei docenti? 
“Mi spiace che il Ministro abbia deciso per motivi diversi dalle reali esigenze dell’Università di chiudere un percorso di confronto con il mondo dell’Università e le sue rappresentanze, e di procedere d’autorità, a colpi di fiducia. Una cosa che su questi temi non si era mai vista. E’ una riforma del tutto controproducente, anche relativamente ai problemi – veri – che intende affrontare, e probabilmente inapplicabile, a cominciare dalla copertura finanziaria”.
Che eredità le lascia il Preside uscente? 
“Un’eredità di dedizione, di lavoro, e di risultati, che intendo valorizzare; ed un’importante atmosfera di dialogo con gli studenti. Ha affrontato gli anni fin qui più difficili dell’Università italiana, e ci lascia – nonostante tutte le difficoltà – una Facoltà in espansione, che non ha perso nessuna delle sue potenzialità”.
Quali le iniziative e gli eventi culturali in programma per il prossimo anno accademico? 
“Comincio con accennarne un paio, alla cui ideazione sto riflettendo in questi giorni di avvio del mio mandato: una storia della Facoltà di Lettere dall’Unità ad oggi, affidata al coordinamento del professor Salvatore Cerasuolo, tra i maggiori studiosi che abbiamo in Italia, e non solo, di storia degli studi classici, e che ha dato già importanti contributi sull’argomento; alcune iniziative agganciate al calendario de ‘Alla corte di Federico’, ma con una loro specificità ed un format – come si dice oggi – innovativo. Ne ho già parlato con il responsabile del Coinor, il professor Giuseppe Zollo, la cui disponibilità e il cui incitamento sono pieni. Vi sono già colleghi disponibili a dare una mano. Ma su questo terreno, più che ideare ex novo si tratta di ‘mettere in rete’ e dare risalto alle già tante cose che i colleghi fanno e su alcuni temi ed iniziative raccordarsi alle istanze studentesche”.
Elviro Di Meo
- Advertisement -





Articoli Correlati