Problematiche le bocciature di febbraio, l’esame si potrà ripetere solo a giugno

Aule studio poco affollate, corridoi deserti, non c’è nemmeno la solita fila alla cassa del bar. E’ ancora tempo d’esami e la Facoltà si adegua a ritmi più lenti. Obiettivo primario per ogni studente è quello di riuscire a sostenere un gran numero di prove. La sessione estiva appare lontana e poco appetibile, con solo due appelli per insegnamento. Così luogo primario d’incontro tra studenti diventa la seduta d’esame. In aula si scambiano appunti, si ripetono gli ultimi argomenti, ci si aggiorna sulle domande e si raccolgono le dritte per poter affrontare con sicurezza il passo successivo. 
Contano i dettagli
ad Internazionale
Agli esami di Diritto Internazionale, cattedra del prof. Massimo Iovane, c’è un silenzio ‘assordante’. “Sono qui per ascoltare – rivela Stefano Martino, studente al terzo anno – Devo sostenere l’esame a marzo e sto segnando gli argomenti più frequenti. Ho notato che le domande tendenzialmente sono sempre le stesse. Seguire mi dà maggiori possibilità di superare la prova tra un mese”. Principio di autodeterminazione dei popoli, jus cogens, organizzazioni internazionali, zona economica esclusiva, adattamento del diritto comunitario: queste le domande ricorrenti. “Non mi aspettavo un voto basso – dice Luisa Lobianco, iscritta al quarto anno – mi avevano detto che l’esame era semplice, in realtà ho trovato assistenti molto puntigliosi”. Caratteristica di questa disciplina sembra essere la peculiarità con cui vengono affrontati gli argomenti. “Me la sono cavata con 25 – spiega Ermanno Nappi – ma dopo un’ora di colloquio mi aspettavo molto di più. Il programma è breve e in due mesi si dovrebbe avere una preparazione ottimale, solo che in sede d’esame contano tantissimo i dettagli”. Un consiglio arriva da Francesca Ottone, primo 30 della giornata: “Ho sottolineato e studiato anche i paragrafi scritti in piccolo perché avevo notato agli esami scorsi che vi erano continui riferimenti alle sentenze. Per ottenere un voto discreto non bisogna tralasciare nulla, occorre studiare aiutandosi con le parole in grassetto accanto ad ogni paragrafo. E’ un ottimo modo per ripetere, sono parole chiave che rispecchiano fedelmente i quesiti posti al momento della prova”. Delusione per Alessia Mancino, una preparazione sommaria non le ha permesso di superare la prova. “Mi aspettavo un voto basso ma non la bocciatura – commenta la studentessa – Dopo la terza domanda sono stata invitata a ripresentarmi nella prossima sessione. E’ assurdo che tra un mese non possa riprovarci, in questo modo gli esami si accumulano e si rimane indietro”. Stessa sorte è toccata a Maurizia Lauro, studentessa al quarto anno: “sono stata bocciata perché poco precisa – ammette – ho studiato poco più di un mese e quindi la preparazione non era del tutto eccellente. Purtroppo non credo di poter ritornare a marzo e questo non mi sembra giusto. Trenta giorni sono più che sufficienti per ripetere un programma, invece si rimane sospesi fino alla prossima sessione”. Sostenere l’esame a febbraio può essere poco vantaggioso per chi non ha una buona preparazione. Il rischio che si corre è quello di dover rimandare la prova di ben 4 mesi. 
Risposte secche
a Diritto Civile
All’esame di Diritto Civile, cattedra del prof. Biagio Grasso, le aspettative degli studenti restano deluse. “C’è stato un bel numero di bocciati – racconta Carla Amato, quarto anno – e per alcuni non era la prima volta. Le domande sono molto mirate e perdersi nei preamboli non aiuta. Torno a casa con 26, credo di essere stata una delle poche fortunate”. Sfiduciata Matilde Bonetti: per la seconda volta, non è riuscita a superare questo scoglio. “Vorrei laurearmi entro fine anno – dice – ma con queste previsioni non proprio rosee credo che dovrò rimandare ancora. Ho risposto alla prima domanda in modo superficiale, ma il resto dell’esame è andato bene. Credevo di meritare almeno la sufficienza, l’assistente, invece, mi ha rimandato a giugno perché le risposte erano imprecise”. Per Giorgio Catuogno la bocciatura è arrivata dopo appena tre domande: “Sono stato troppo dispersivo e per questo sono stato invitato a ripresentarmi nella prossima sessione. Per alcuni esami non è proficuo parlare in continuazione, meglio rispondere in modo secco e mirato, così si dà l’impressione di aver capito bene l’argomento di cui si sta trattando”. E’ andata bene per Mario Capozzi, studio intenso e approfondito hanno portato ad ottimi risultati. “Sono riuscito ad ottenere 27 e sento di averlo meritato – esclama lo studente – Mi sono impegnato tanto, d’altronde un esame così vasto ha bisogno di molta attenzione per poter essere capito e memorizzato. Ho studiato per tre mesi, senza staccare mai. Senza costanza non si hanno molte chance per superare la prova”. 
Il temuto
Diritto Privato
Una buona dose di costanza è richiesta anche per gli esami di Istituzioni di Diritto Privato, cattedra del prof. Nicola Di Prisco. Domande mirate, voti bassi e stroncature, fanno di questa cattedra una delle più temute. “Ho studiato tanto, ma evidentemente in modo sbagliato – racconta Silvia Rinaldi, secondo anno – Da mesi non riesco a superare quest’esame. Dovrò ritornare a giugno, a questo punto riprenderò a seguire i corsi del primo anno e mi sento demoralizzata”. Lucia Pollice afferma: “Un esame come Privato rischia di sbarrarti la strada del secondo anno, quindi ho preferito rimandare l’esame al prossimo mese. Ho visto troppi amici andare via senza raggiungere buoni risultati, meglio attendere un altro po’”. Un’altra storia quella di Alessandro Pugliese con il suo 27 supportato da tanto studio e dedizione. “Una disciplina come questa o la si ama o la si odia – commenta – Quindi meglio prenderla di petto e togliersi il pensiero. E’ il mio ultimo esame del primo anno e dopo 4 mesi di studio sono riuscito a superare la paura e affrontarlo. Tante volte quello che blocca è solo una questione psicologica, con calma si riesce ad affrontare tutto”. Sostiene Emiliano Palumbo: “la cattedra non è delle più semplici, ma nemmeno così temibile come la descrivono. Ho superato l’esame con 23, ma non mi lamento visto i voti bassi attribuiti oggi. Un consiglio? Frequentare il Dipartimento, i ragazzi che hanno seguito con gli assistenti hanno dato prova di una maggior padronanza della materia”. 
Economia Politica, 
lo scritto aiuta
Economia Politica, cattedra del prof. Carlo Panico: la situazione sembra essere migliorata da quando c’è la possibilità di sostenere l’esame scritto. “Con lo scritto si ha più tempo per pensare – commenta Adriana Lamberti – Ci si può esercitare a casa grazie alle prove disponibili sul sito del docente. In questo modo l’esame diventa più abbordabile anche se i voti restano bassi. Il mio 22 lo dimostra, ma per una disciplina così va più che bene”. Cresce il numero di studenti che decide di affrontare lo scritto. “Serve a dare più sicurezza, è una base da cui partire – dice Maria Chiara Murolo – ma poi si devono conoscere bene gli argomenti per poter affrontare l’orale. Oltre le domande dello scritto, l’assistente mi ha posto ben 5 quesiti al colloquio, quindi ho dovuto superare un secondo esame”. Soddisfatta del suo 30, Lucia Giordano spiega il suo segreto: “Le teorie economiche che si studiano sono poche e una volta imparato a confrontarle tutto diventa più semplice. I grafici sono solo il punto di vista pratico della teoria, è un valore aggiunto che va assimilato solo dopo aver capito quello che c’è alla base. Il docente è molto disponibile, per qualsiasi dubbio meglio rivolgersi al Dipartimento”. Difficile digerire la bocciatura per Marco Romano, studente al quinto anno che dovrà rimandare la laurea alla sessione estiva. “E’ più forte di me – racconta – non riesco proprio a far fronte ai problemi che derivano da questa disciplina. Sono bloccato da sei mesi su quest’esame e non riesco ad uscirne. In passato ho sostenuto solo l’orale e sono stato bocciato, oggi pur passando lo scritto ho avuto difficoltà durante il colloquio. Molti ragazzi si rivolgono ad insegnanti privati, credo che anch’io seguirò quest’esempio”. Avvantaggiati coloro che hanno seguito il corso nella scorsa sessione. “Eravamo seduti vicino – esclamano Antonio, Marco e Giordano – abbiamo seguito tutte le lezioni scambiandoci appunti e idee. Si sono formati tanti gruppi di studio e proprio grazie a questa collaborazione abbiamo superato l’esame indenni”. “Consiglio vivamente di seguire i corsi – aggiunge Pietro – si è avvantaggiati e si entra in modo vivo nella materia. L’esame è ostico ma con un po’ di volontà si supera facilmente”. 
Un pizzico di buonumore agli esami di Diritto Ecclesiastico del prof. Raffaele Balbi, la media dei bocciati è relativamente bassa e i ragazzi si godono questa piccola conquista. “Non ho avuto particolari problemi nell’apprendere la materia – dice Valentina Tiano, quinto anno – il manuale è semplice e il voto alto si riferisce alla preparazione acquisita. Da non sottovalutare comunque, un esame va sempre guardato con il dovuto rispetto, altrimenti riserva brutte sorprese”. Di parere concorde Elio Zancone, primo 28 del giorno: “Esame semplice, si prepara in 2 mesi, ma bisogna ricordare innumerevoli particolari. I collaboratori di cattedra sono esigenti e di fronte a studenti impreparati non risparmiano bocciature e voti bassi. Da studiare come qualsiasi altra disciplina senza tralasciare parti del programma che all’esame potrebbero risultare fondamentali”. “Lo sbaglio di tanti studenti è proprio quello di sottovalutare la prova – ribadisce Raffaele Zucconi – Si viene all’esame convinti che sia facile. In realtà nessuno ti regala niente e se non sei preparato rischi di essere rinviato al prossimo turno. Proprio come è successo a me. Ho sostenuto l’esame due volte, al secondo tentativo l’ho superato con un voto alto, ho capito che bisognava studiare in modo approfondito”.
Susy Lubrano
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