Problemi agli esami, gli studenti più anziani aiuteranno le matricole

Una mano tesa per chi ha problemi con gli esami del primo anno. L’aiuto insperato arriva da colleghi più avanti negli studi. Il servizio di sostegno approntato dal Softel riguarderà tutte le Facoltà dell’Ateneo e sarà finanziato dall’Adisu che ha messo a disposizione 24 borse di studio, da 150 ore, riservate agli studenti della Specialistica che fungeranno da tutor per le matricole. In ogni Facoltà verranno selezionate le discipline che presentano maggiori difficoltà di apprendimento e su queste si cercherà di incidere.
“Molti studenti hanno debiti formativi dovuti ad esami che bloccano la loro carriera. È importante incidere già dal primo anno, con dei corsi o con altri supporti didattici” spiega il prof. Nicolino Castiello, responsabile per l’orientamento ad Economia che ha presentato il progetto nell’ultimo Consiglio. Non è stato ancora stabilito se gli interventi didattici saranno corsi, seminari o altro ancora ma bisognerà essere pronti a partire in autunno perché l’intero finanziamento dura fino al 31 dicembre. “Trovare persone che sappiano fare lezione non è semplice. D’altra parte lavoriamo a costo zero e quindi non possiamo chiedere ai docenti di sobbarcarsi altri impegni didattici”, prosegue. La scelta dei colleghi anziani: “sono ragazzi che hanno già una maturità culturale tale da aiutare i loro colleghi più giovani sia dal punto di vista metodologico, che sul piano organizzativo. Inoltre, la distanza generazionale è minore e questo non è poco”. E’ fondamentale coinvolgere nell’iniziativa i docenti che insegnano le materie segnalate, che ad Economia sono essenzialmente Microeconomia, Statistica e Diritto Commerciale negli anni successivi, correndo il rischio, però, di andare ad intaccare il principio dell’autonomia didattica.  Molti sono gelosi delle proprie prerogative. “Ho presentato l’iniziativa in Consiglio di Facoltà proprio per sensibilizzare i colleghi. Occorre un contributo diretto e un coordinamento, nell’azione di sostegno, da parte dei docenti che insegnano quelle particolari materie” sottolinea Castiello. Un’iniziativa a sostegno della formazione, dunque, per cercare di ridurre la permanenza media  degli studenti nell’università. I dati nazionali, rivelano che la durata media degli studi è rimasta inalterata rispetto al periodo precedente all’introduzione della riforma. “Non ci vuole meno tempo per completare la formazione, ma abbiamo perso qualità. Gli studenti, stretti nella morsa di corsi ed esami, non hanno il tempo di metabolizzare gli argomenti che restano informazioni. Non formiamo più, come in passato, dei dotti”, commenta il docente. 
Ancora un’altra iniziativa che rientra nell’ambito nel progetto triennale del servizio orientamento. Riguarda il post laurea. “In base alla Legge Biagi, l’università può costituire agenzie di collocamento senza chiedere l’autorizzazione del ministero”, dice il prof. Castello che appronterà il progetto insieme al prof. Salvatore Coppola della Facoltà di Agraria. Nel corso delle prime sedute, sono subito emersi dei problemi. Il modo in cui è attualmente strutturata la banca dati dell’università, non è rispondente alla specificità della domanda che viene dal mercato del lavoro. Un imprenditore che voglia assumere un laureato, troverà nella banca dati esclusivamente nome, cognome e curriculum e non riesce a capire, se non dopo un attento esame, che cosa questa persona sa fare. “Uno dei nostri primi impegni sarà rendere leggibile e chiara la professionalità del laureato, magari anche approntando dei corsi full immersion di 8-10 giorni”. L’ufficio nasce in collaborazione con tutte le strutture amministrative che hanno rapporti con le principali organizzazioni che operano nel mercato del lavoro. Parallelamente, verrà istituita una struttura burocratica per gestire il collocamento dei laureati. 
Per entrambe le iniziative il professore ha candidato la facoltà di Economia  come apripista. “Conosco l’organizzazione del nostro ufficio di orientamento. Naturalmente l’organo sovrano sarà comunque il consiglio direttivo del Sof-tel” conclude il docente.
 Simona Pasquale
- Advertisement -




Articoli Correlati