Procedura Civile: la spina nel fianco

Aule affollate ma stranamente poco rumorose. Studenti che ripetono libri sottolineati all’inverosimile. Altri che guardano nel vuoto cercando un’ispirazione. C’e chi racconta della propria notte insonne, c’è chi trema, c’è addirittura chi fa lo spavaldo – “tanto se mi bocciano ritorno a marzo”-. La mattina dell’esame è da sempre una grande incognita, anche gli studenti più preparati si fanno cogliere da mille dubbi. Bisogna sondare il terreno, scoprire le domande più frequenti e, perché no, fare una media dei voti. Con qualche informazione in più tutto sembra più semplice. Proviamo quindi a seguire un’intera giornata di esami. 
Il segreto
di un 27
Martedì 23 gennaio, ore 9:00: esame di Procedura Civile della cattedra del prof. Renato Oriani. La tensione è palpabile, l’appello scorre lento. Un’ultima occhiata al libro prima di avvicinarsi alla cattedra. Ecco le prime domande: art. 99 e art. 112 del Codice di Procedura Civile, organi giudiziari, la commissione, il liticonsorzio, la sublocazione, intervento adesivo-dipendente, la nullità, conseguenza della terza posizione del soggetto, esempio di decorso amministrativo. Una ragazza si alza: bocciata. Dopo circa quindici minuti, i primi sei studenti ritornano al proprio posto, solo due sono stati promossi, il restante va a casa. Per alcuni c’è la possibilità di tornare a marzo, per altri la data più vicina è giugno!. “E’ assurdo – dice Mariaelisa, studentessa del 3+2- ho superato una ventina di esami e non riesco a prendere un 18 in Procedura. Non penso di essere impreparata, sono i professori che pretendono troppo. Mi hanno bocciata con la motivazione che ero poco incisiva nelle spiegazioni. Ma come si fa a ricordare tutto nei minimi particolari?”. “Noi studenti del vecchio ordinamento (laurea quadriennale) siamo ancora più svantaggiati – incalza Andrea- I professori sono diffidenti. Sono troppi anni che frequentiamo l’università e quindi voti bassi e bocciature sono all’ordine del giorno. Questa è la terza volta che  provo l’esame e quindi certe cose le ho notate”. In effetti, gli studenti della triennale, seppur con voti bassi – tra il 18 e il 24- sono quelli che hanno la meglio. “Sono appena stata promossa – esulta Elena-  Non posso crederci, avevo tanta paura. Certo questo 20 mi abbasserà di molto la media ma non importa, superare Procedura la prima volta non è cosa da tutti”. Parole profetiche… “Sono stato bocciato -racconta con rassegnazione Mario Chirico- Non mi aspettavo domande così mirate. I professori ti mettono a confronto con esempi concreti, non è per niente facile. Comunque, che avrei dovuto ripetere l’esame almeno due volte l’avevo messo in cantiere. Insomma, dai quasi per scontata la bocciatura anche se ritieni di avere una preparazione a prova di bomba”. E tra bocciature e promozioni con voti bassi, arriva anche il primo 27 della giornata. L’attenzione di tutti è catalizzata su Gabriele (studente della quadriennale). Viene indicato come il secchione di turno, la persona fortunata, il “mostro”.. Gabriele, ma come si fa ad avere 27 a Procedura Civile? Qual è il tuo segreto? “Semplicemente studiare, sono sette mesi che tra un esame e l’altro preparo anche Procedura. Dopo tanto tempo, inevitabilmente la materia ti entra in testa. L’esame non è complicato come si crede, bisogna avere una memoria allenata e capire le cose fondamentali”. Tutto qui? “Tutto qui”, ribatte Gabriele. Sarà…
4 anni di tentativi
Ore 10.30, esami di Procedura Civile, cattedra del prof. Ferruccio Auletta. Le prime domande: azioni costitutive, improcedibilità, inammissibilità della domanda, rito del lavoro, impugnazione della convalida di sfratto, giudizio di opposizione, regolamento di giurisdizione di competenza. Le cose sembrano andare meglio. Non ci sono voti alti ma il numero di bocciati è sicuramente minore. Un gruppo di ragazzi segue l’esame scambiandosi commenti.  Sono studenti del vecchio ordinamento. “Ormai sono quattro anni che cerco di superare l’esame – racconta uno di loro- Avevo 24 anni quando fui bocciato la prima volta, ora ne ho 28 e mi ritrovo qui a raccogliere ancora domande con la speranza che sia l’ultima volta”. “E’ come se avessimo un blocco -ribatte una studentessa- Abbiamo superato tutti gli altri esami, ma quando ci si imbatte in Procedura… Per anni ci hanno descritto quanto fosse ostico l’esame, ma non ci aspettavamo certo di fossilizzarci a vita su questa materia. E poi diventa deprimente stare un anno sempre sullo stesso libro. Alla fine viene voglia di bruciarlo. Poi quando arriva il giorno dell’appello, a volte non si ha il coraggio di rispondere”. Dice Elia, studente del vecchio ordinamento: “non nego che possano esserci studenti con una preparazione mediocre, ma come è possibile che la maggior parte non raggiunge nemmeno il tanto sospirato 18, indice della sufficienza? C’è qualcosa che non va. E non solo in noi studenti”. Ma nella vita c’è sempre l’eccezione che conferma la regola. Nicola Cerere, studente della triennale, ha appena superato l’esame con 27. Il segreto? “Studiare con continuità” sostiene Nicola. “E’ un esame che non ammette interruzioni. Bisogna seguire, frequentare il Dipartimento. Io ho trovato beneficio nei corsi di recupero. I professori all’esame pongono domande molto concrete, richiedono esempi pratici”. Conclude: “è il mio ultimo esame, mi avvio felice verso la laurea”.
Ore 12.00, esami di Diritto del lavoro, cattedra del prof. Mario Rusciano. Alcune domande: prescrizione, precettazione, tutela reale, sciopero nei servizi pubblici essenziali. Gli studenti sembrano molto tranquilli, ci sono stati dei bocciati ma si registrano anche voti alti. “Ho conquistato un bel 24- racconta Elvira- Con due mesi di preparazione riesci a cavartela. Se si aspira al 30, occorre più tempo”. Non è d’accordo Rita: “è una materia che non presenta grosse difficoltà, in due mesi si riesce ad ottenere un’ottima preparazione. Io ne sono la prova: promossa con 28”. “La cattedra del prof. Rusciano un po’ spaventa – sostiene Mirko- La parte della tutela e dei contratti atipici è veramente difficile. Ho frequentato il Dipartimento ma oggi non è il mio giorno fortunato: sono stato bocciato. Riproverò a marzo”. La seduta volge a termine, in percentuale promossi e bocciati si equivalgono. Ore 14:00 esami di Diritto Privato, cattedra del prof. Enrico Quadri. Durante l’appello c’è chi non riesce a rispondere. “Non ce la faccio- dice Alessia- aspetterò la seduta di febbraio, non manca molto. Così posso approfondire meglio”. Le domande ai candidati: obbligazioni naturali e obbligazioni pecuniarie, contratto preliminare, regime di separazione e matrimonio, dolo, prescrizione e decadenza, usufrutto ed usucapione,  proprietà privata, enfiteusi e superficie, identità personale. Dopo circa quindici minuti vi sono almeno quattro bocciati. Si salva Annalisa. Il primo voto della giornata è 21. “Ho studiato per ben tre mesi- spiega la studentessa- e sono molto soddisfatta”. Ammonisce: “i collaboratori del professore preferiscono risposte chiare ed immediate, meglio non perdersi in racconti e andare subito al sodo”. Elettra non sa se accettare il 18: “ho chiesto consiglio a mia madre. Alla fine ho deciso di accettare, non sarà il massimo ma per lo meno non devo studiarlo ancora”. Nel corso degli esami, gli assistenti consigliano ai ragazzi con difficoltà di recarsi in Dipartimento: “solo così si colmano le lacune e si chiariscono i dubbi”. “Frequento il Dipartimento con assiduità ed infatti oggi sono stato premiato: 27”, sorride Giacomo mentre cerca di consolare l’amico che purtroppo non ce l’ha fatta. “E’ la seconda volta che ci provo -commenta Fulvio con gli occhi pieni di lacrime- Spero che la terza sia quella giusta”. “La cattedra del prof. Quadri è una delle più difficili – sostiene Giuliana Esposito- Sono qui per seguire le domande, a marzo sarà il mio turno e ci tengo a fare bella figura”.
Ore 15.30, esami di Istituzioni di diritto romano, cattedra del prof. Vincenzo Giuffrè. C’è un’aria completamente diversa. Le matricole non sono sopraffatte dall’ansia, tutto viene gestito con calma, con quell’incoscienza che contraddistingue il primo esame. Il processo romano e la proprietà in generale sono gli argomenti più richiesti. Ampio spazio al matrimonio e al dolo. La prima a terminare è una ragazza, ancora tutta rossa in viso, super emozionata, sventola il suo libretto: 28. Poi è la volta di Ciro: 30. Un susseguirsi di voti abbastanza alti, il più basso un 25… “Non siamo tutti secchioni – commenta Margherita che si prepara a festeggiare il suo 30 – ma al primo esame tutti vogliono fare bella figura. Siamo stati ben seguiti al corso, gli argomenti non sono difficili. Con un po’ di studio si raggiungono grandi risultati”.
Integrazioni,
nessun problema
Ore 17:00. L’esame integrativo di Diritto Penale, cattedra del prof. Vincenzo Patalano, per gli studenti che dal 3+2 sono passati all’1+4. “Gli esami integrativi non danno problemi – dice Rossella Fusco- Bisogna studiare sulle 500 pagine. L’orale è semplice: qualche domanda e viene riconfermato il voto. Io da 24 sono passata a 26. Sono molto soddisfatta sia del passaggio sia di come stanno andando le cose”. “Anch’io non ho riscontrato grosse difficoltà. Se si studia, l’esame diventa veramente una semplice integrazione” aggiunge Marco. “Non ci sono stati bocciati ed i voti sono stati alti – spiega Federica- Certo se si parte da un voto basso è difficile che si arrivi al 30, ma conviene giocarsela al meglio. Questa seconda prova è una forma di riscatto: i libri sono di facile comprensione. E’ davvero un peccato arrivare qui con scarsa preparazione. Consiglio a tutti di studiare al meglio, i frutti non mancheranno”. Le domande più frequenti: premeditazione, ritrattazione, progressione ascendente discendente, decodificazione, dolo, reiterazione, delitto preterintenzionale, la ricerca della verità, la legittima difesa, omicidio, stato di necessità, calunnia. Il programma:  Padovani/Stortoni Diritto penale e Fattispecie Criminose; Patalano I delitti contro la vita; Amarilli La ritrattazione e la ricerca della verità. Stessi testi per la cattedra del prof. Vincenzo Maiello. 
Susy Lubrano
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