Numero chiuso, l’UDU vince i primi ricorsi

Numero chiuso: l’Unione degli Universitari (UDU) vince i primi tre ricorsi. Partita a settembre, la campagna ‘Divieto d’Accesso’, in linea con le battaglie storiche dell’Udu, pone all’attenzione pubblica il problema dei corsi di laurea a numero programmato. Previsti dalla legge 264/99, sono in continuo aumento: su 3631 corsi di laurea attivati in Italia sono 1060 quelli a numero chiuso, il 330% in più rispetto ai 242 del 2001.
“Quello che doveva essere un numero programmato previsto solo per casi particolari e a vantaggio dello studente, sta diventando una selvaggia chiusura di tutte le facoltà – spiega Valerio Angelino, addetto stampa del sindacato studentesco- Non si può pensare di limitare l’accrescimento culturale del paese e la volontà di studiare per problemi di carattere tecnico o pratico. La situazione del sistema universitario italiano è tragica e la crisi economica è forte ma proprio per questo noi continuiamo la nostra battaglia per il diritto allo studio e la libertà d’accesso perchè è attraverso l’università che può crescere il Paese”.
Non solo battaglia giuridica, quindi, ma soprattutto battaglia politica per porre sotto i riflettori oltre la questione del numero chiuso anche i diversi temi del diritto allo studio, dagli alloggi alle borse di studio, dalle tasse alla mobilità sud-nord.
“Quando abbiamo presentato la Campagna- continua Angelino- alla nostra conferenza stampa erano presenti numerosi deputati della Maggioranza di Governo. Spero che questo voglia dire che si riuscirà a stabilire un dialogo per la soppressione del numero chiuso. I risultati dei ricorsi che abbiamo presentati serviranno per stabilire il clima politico attorno alla questione”.
E non si è dovuto aspettare troppo per avere un esito positivo dei primi tre ricorsi presentati a fine novembre presso i Tar del Lazio e dell’Emilia Romagna. La terza sezione del Tar Lazio e la sezione unica del Tar Emilia Romagna hanno, infatti, concesso le sospensive agli studenti che hanno presentato ricorso avverso le Università di Roma La Sapienza (Corso di Laurea in Psicologia) e Parma (Corso di Laurea Specialistica In Psicologia). 
“I primi ricorsi presentati in Emilia Romagna e nel Lazio ci sono serviti, si può dire, da ‘cause pilota’ – commenta Angelino- per comprendere meglio l’orientamento politico dei giudici”.
Bisogna, invece, attendere marzo per conoscere la sentenza che sarà emessa dal Tar Lazio sul ricorso collettivo presentato a dicembre per il quale sono state raccolte alcune migliaia di firme in tutto il Paese, e che si propone di sopprimere il numero chiuso per tutti quei Corsi di Laurea di primo livello (sono oltre 600 in tutta Italia) che non rientrano fra quelli previsti dalle legge 264, al contrario di Medicina, Veterinaria, Odontoiatria, Architettura o Scienze della Formazione Primaria.
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