Progetti per Napoli, esclusa la Parthenope

Il Rettore dell’Università Parthenope è un uomo dai modi affabili. Sa mettere le persone a proprio agio ed esprime simpatia senza perdere autorevolezza. Per questo non è stato difficile invitarlo a fare un gioco con noi. Ha presente le libere associazioni, professore Ferrara? Se le dico “Piano Strategico della città di Napoli” qual è la prima cosa che le viene in mente? Un mezzo sorriso e poi: “che ho avuto un diverbio…”. Ma la libertà dell’associazione ha breve durata e immediatamente le parole cambiano rotta. L’argomento è di una certa  importanza e il rettore ci invita ad accomodarci nel suo studio. “Se mi parla di Piano Strategico penso subito che si deve cercare di intervenire per cercare di eliminare, nel breve periodo, tutti gli sconci: quelli relativi a rifiuti, viabilità, sicurezza. Ed è condizione necessaria ma non sufficiente per sviluppare un progetto nel medio termine. Nel 2011 verrà avviata la zona di libero scambio nel Mediterraneo. Avanza l’attività terziaria, cioè quella che ruota intorno al turismo, ai trasporti, alla mobilità. Cadono i dazi doganali e nel rapporto tra i paesi del Mediterraneo e quelli nordeuropei un ruolo di fondamentale importanza può essere svolto dalla città di Napoli…”. Ci siamo allontanati un po’ troppo dalla rotta originaria e dal gioco che stavamo facendo. Saremo più espliciti: Magnifico Rettore, parliamo di università. Lunedì 20 novembre si è tenuto a Palazzo San Giacomo un incontro tra i rettori e il sindaco Rosa Russo Iervolino.  Alla presenza dell’Assessore alla Cultura e allo Sviluppo Nicola Oddati e del Ministro per le Riforme e l’Innovazione della Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais, è stato insediato il comitato promotore che dovrà predisporre il progetto a sostegno della candidatura di Napoli quale sede del Forum Universale delle Culture del 2013. Si è parlato di risorse e di sviluppo, di cultura e del Piano Strategico che coinvolge l’intera cittadinanza in vista della definizione di “un vero e proprio patto tra amministratori, cittadini, partner e attori diversi, con una strategia sorretta da una serie di progetti variamente interconnessi, motivati, valutati e condivisi” (www.comune.nap oli.it/pianostrategico). A un certo punto pare siano volate parole grosse tra il prof. Gennaro Ferrara e il Sindaco Iervolino, risultato della tensione generata dalla discussione sulle risorse da distribuire agli atenei presenti sul territorio partenopeo. Il Rettore sminuisce: “ognuno deve fare il suo lavoro per far rendere al meglio le risorse. Io ho detto con convinzione che esiste il Comitato Regionale di Coordinamento dei Rettori delle Università Campane e che con quest’organo si dovrebbe interagire quando si discute di università. Ne fanno parte tutti i rettori, i rappresentanti degli studenti, il  presidente della Regione e, per esso, l’assessore all’Università e alla Ricerca che attualmente è l’on. Teresa Armato”. “Perché di quest’organo fa parte il governatore della Regione? La risposta è semplice. Perché le università sono al servizio del territorio e in conseguenza di ciò deve stabilirsi una sinergia tra esse e gli enti locali. Se Napoli davvero vuole essere la sede del Forum Universale delle Culture nel 2013, gli enti locali devono comportarsi diversamente, interloquendo non con l’uno o con l’altro ateneo ma con il sistema università”. Un modo elegante per dire che gli atenei non vengono trattati in maniera paritaria da parte delle istituzioni? 
Gli studenti della Parthenope lamentano una scarsa attenzione delle autorità locali nei loro confronti. Vorrebbero che la strada adiacente alla sede di via Acton (e adiacente anche alla Corte dei Conti) fosse riaperta e vi si collocasse un’area di parcheggio, vorrebbero un semaforo e delle strisce pedonali di fronte all’università, e la riapertura dell’accesso su Piazza Municipio, chiuso da un cancello di cui solo il comune ha le chiavi. “Hanno torto?”, chiede il Rettore. Non lo sappiamo, ce lo dica lei. “Le faccio vedere lo scempio del mercato dei fiori”, risponde, e usciamo dal suo studio avviandoci verso un’altra stanza. Se si può parlare per esempi è meglio, e se si può sostituire all’esempio l’esperienza diretta è meglio ancora. “Vede, lì nel fossato? Tetti di lamiera con sotto automobili parcheggiate. Mentre noi abbiamo a nostra disposizione solo il piccolo spazio del cortile. Spesso anche i professori sono costretti a parcheggiare fuori. Vede il percorso che dal nostro edificio porta verso lo slargo che dà su Piazza Municipio? Un tempo l’accesso era aperto, poi è stato messo un cancello e non possiamo più esercitare il nostro diritto di passaggio: ci passeremmo per andare dove? Allora ripeto: hanno forse torto i ragazzi quando si lamentano?”. 
A parte queste recriminazioni studentesche, di cos’altro si deve urgentemente discutere con le autorità locali? “Faccio il rettore da vent’anni e sono orgoglioso del fatto che quando me ne andrò lascerò alla città una bellissima università di grandi contenuti culturali e con un significativo patrimonio immobiliare e di strumentazioni scientifiche. Ho fatto tanto ma c’è ancora qualcosa che manca. Oggi le priorità sono due: la sede della Facoltà di Scienze Motorie e le residenze universitarie”. Scienze Motorie non aveva trovato posto nella Bagnoli Futura? “Il Comune, con il quale avevamo firmato un protocollo d’intesa per l’acquisizione dei suoli, ci ha fatto recentemente sapere che quei terreni andranno all’asta”. Dunque il Comune è tornato sui suoi passi? “C’è chi ritiene che non sfruttiamo appieno le risorse che abbiamo… A me comunque non impressiona nessuno, nessuno mi può dire che porto alle istituzioni rivendicazioni personali, il mio unico interesse è quello di risolvere i problemi della mia università e per questo negli ultimi anni ho condotto una politica di investimenti di cui sono pienamente soddisfatto. Non mi lamento per incarichi non dati, non mi interessa la politica, che ho sempre lasciato fuori dal cancello. Voglio solo risolvere problemi, questo è tutto”. Lo sa che gli studenti pensano di scrivere alle autorità e addirittura vorrebbero fare un sit-in davanti a Palazzo San Giacomo? E’ con loro? “Quando hanno ragione sì. Però ai sit in non partecipo, a settant’anni mi sembra fuori luogo…”.
Sara Pepe
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