Psicologia: “una gabbia”

“Questa è una gabbia!”: sono le parole disperate di alcune studentesse iscritte al terzo anno di Psicologia. Nuovo e nuovissimo ordinamento, la rabbia è la stessa. Girando tra i corridoi del Dipartimento di Scienze Relazionali, si incontrano le matricole, cariche d’entusiasmo per essere entrate nella rosa dei fortunati che hanno superato i test d’ingresso, e gli studenti più anziani, molti dei quali con il senno del poi non si iscriverebbero più. “Questo Corso  è portato come fiore all’occhiello della nostra Facoltà, ma in realtà è solo fumo – denuncia Agnese Lamberti, al terzo anno – E’ una trappola: fai tanto per cercare di entrare e poi ti trovi ad essere bloccata per questioni burocratiche. Il problema è che, in fondo, questa è sempre una Facoltà di Lettere e il nostro è solo uno dei tanti Corsi di Laurea. Siamo travolti in un turbine di problemi”. “Dalla più antica Università Statale del mondo mi aspettavo qualcosa di più – riflette amareggiata anche Nunzia, al primo anno fuori corso – Non mi sono iscritta alla Sun perché contavo sul prestigio di questo Ateneo, ma mi devo ricredere: se lo avessi saputo prima me ne sarei andata a Caserta”. “Sicuramente tra le cause di tutto questo caos ci sono le tante riforme che hanno investito e stanno investendo l’Università italiana – è l’analisi di Miriam Alberti, iscritta al terzo anno con la 509 – Ma il nostro Corso sembra essere più penalizzato degli altri”. Parole dure e non lamentele vuote quelle che arrivano dagli studenti, disagi che si fondono su problemi concreti e che quest’anno diventano ancora più aspri: strutture insoddisfacenti, ma soprattutto difficoltà a laurearsi in tempo per l’iscrizione alla Magistrale. 
Al primo semestre
solo esami a scelta
“Non so neanche da dove cominciare! – afferma Carmen Nappa, che raccontare la sua storia – Sono al primo anno fuori corso e devo dire che non è solo per una mia mancanza. Tra rinvii di esami e docenti che non sempre si trovano, diventa fisiologico perdere del tempo. Adesso vorrei laurearmi entro luglio, perché per poter accedere alla Magistrale devo presentare la domanda entro ottobre. Se tutto si dovesse svolgere in maniera regolare ce la potrei fare, ma già so che finirò per laurearmi in ritardo e quindi perderò un altro anno. Perché il primo semestre è stato posticipato, ancora non sono stati assegnati i docenti ai laboratori e per i tirocini che finiremo per svolgere contemporaneamente agli esami nelle finestre di gennaio-febbraio e giugno-luglio. Questo ci causerà un appesantimento del carico di studio e diversi ritardi. Almeno queste sono le mie previsioni, notizie certe non ne ho perché nessuno me ne sa dare”.
A far saltare i piani degli aspiranti psicologi che intendono laurearsi entro luglio è anche la distribuzione degli insegnamenti che ha risentito dell’astensione dalla didattica dei ricercatori. “Al primo semestre abbiamo tutti esami a scelta, tranne Pedagogia dei processi di apprendimento – sottolinea anche Agnese – Al secondo, quindi, ci troveremo solo insegnamenti fondamentali, con un carico eccessivo di studio. Questo fa saltare tutti i nostri progetti di studio, basati sulla programmazione dello scorso anno, perché è impossibile sostenere esami così corposi ed importanti come quelli delle materie fondamentali tutti in un solo semestre”.
Aule insufficienti, 
pochi posti 
alla Magistrale
Lamentele arrivano anche per le condizioni delle aule, non sempre adeguate.
“Il primo anno è quello con meno difficoltà perché l’Aula Invalidi è grande, anche se lontana dalla Facoltà; al secondo anno si iniziano ad incontrare problemi di sovraffollamento, con persone costrette a sedersi a terra nella Piovani, aula dove, peraltro, si tengono le sedute di laurea, con la conseguente soppressione delle nostre lezioni; al terzo anno la situazione degenera: dovremmo seguire nell’Aula Ottagono, ma spesso veniamo spostati dove capita”, spiega dettagliatamente Miriam. “Inoltre – aggiunge Carmen – vorrei segnalare, a proposito dell’Aula Ottagono, che probabilmente non viene pulita da quando ci ha tenuto l’ultimo esame Ettore Maiorana!”.
Il senso di soffocamento diventa più pressante quando si pensa ai numeri per l’accesso all’unica Magistrale attiva in Psicologia Clinica, Dinamica e di Comunità per la quale sono previsti circa 130 posti, contro gli oltre 150 laureati che la Triennale sforna ogni anno. Molti all’orizzonte vedono Roma o Caserta, ma resta il problema dei crediti. “Qui abbiamo un percorso obbligato, Triennale più Magistrale: questo lo sapevamo quando ci siamo iscritti – racconta Laura, anche lei al terzo anno – Ma non pensavamo si potesse rimanere fuori dal biennio. Andare in un altro Ateneo è possibile ma implica molte difficoltà, perché non tutti i crediti ci vengono riconosciuti. D’altro canto a Roma o alla Sun ci sono molti più indirizzi tra i quali scegliere. Io cercherò di restare qui, perché ho scelto questo percorso e voglio completarlo, ma in termini numerici è pensato molto male”. Altre studentesse, come la stessa Carmen, affermano invece: “farò i salti mortali per cercare di entrare nella Magistrale a Roma. Innanzitutto perché alla Sapienza ho la possibilità di fare una prescrizione prima di discutere la tesi e, quindi, risolvo il problema dei tempi, e poi ho un ventaglio più largo di indirizzi tra i quali scegliere. Qui, anche se i docenti sono tutti molto bravi, mi sento davvero come se mi tarpassero le ali”.  
Valentina Orellana
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