Psicologia, forse si torna alla quinquennale

Anche quest’anno sono duecentocinquanta i posti messi a concorso, per il Corso di Laurea in Psicologia dei Processi Relazionali e dello Sviluppo. La graduatoria avviene sulla base di un test, da svolgersi in un’ora e mezza, a risposta multipla. Nella ripartizione delle domande, come precisa la Presidente del Corso di Laurea, Laura Sestito, docente di Psicologia dello Sviluppo, venti verteranno su requisiti linguistici (in inglese o francese, a seconda dell’indicazione del candidato). Altre, poi, interessano le aree di cultura generale, come logica – matematica, lingua italiana, nozioni di storia e pensiero scientifico. Ambiti disciplinari che saranno esplicitati nel bando che verrà emanato tra luglio ed agosto e di cui si possono avere notizie presso la segreteria studenti, oppure cliccando  il sito: www.unina.it. “La data non dipende da una nostra scelta – spiega la Presidente – ma da una decisione unanime, scaturita dagli uffici amministrativi della Federico II, rispetto a tutti i bandi dei Corsi di Laurea a numero programmato”. Gli studenti hanno un mese di tempo per presentare richiesta e, nella prima metà di settembre, ma è d’obbligo il condizionale, dovrebbe svolgersi il test di ammissione. Anche in questo caso, il giorno della prova è a discrezione dell’ufficio centrale. “Chiunque fosse interessato, so che le richieste sono davvero tante, può rivolgersi in sede, venendo in dipartimento per parlare con un tutor, il dottor Gianpaolo Canetti, che potrà fornire tutte le indicazioni in merito”.  “Agli studenti – aggiunge la professoressa – suggerisco di affrontare la prova con molta calma. Attenzione: le risposte sbagliate sono conteggiate con una penalizzazione maggiore rispetto ad una mancata risposta. Nel dubbio è meglio non rispondere”. “Il grado di difficoltà del test corrisponde alle conoscenze acquisite da uno studente medio che ha appena terminato gli studi superiori. Non la metterei in termini numerici, cioè il voto riportato in sede di esame. Ripeto: chiunque può affrontare la prova. Ovviamente – sottolinea la prof. Sestito – chi risponde meglio occuperà i primi posti in graduatoria”.  Ma l’elenco è suscettibile di cambiamenti, perché l’ordine dei vincitori scala. “Capita che gli studenti tentino i quiz in più facoltà o corsi di laurea e poi scelgano la sede più vicina o di maggior gradimento. Per cui si ha uno scorrimento della graduatoria anche di un centinaio di unità. Ecco, faccio un esempio, il candidato che dovesse vedersi collocato al trecentoventesimo posto può avere speranze di essere ripescato”.
Dopo il test, per gli ammessi le lezioni cominciano nella prima settimana di ottobre. 
Le caratteristiche del Corso. “Abbiamo previsto una Laurea di base in grado di dare accesso a qualsiasi tipo di Specialistica. Nel senso che i processi relazionali e dello sviluppo rappresentano l’ossatura portante che dà la possibilità di costruire, in seguito, percorsi differenziati. Ci siamo sforzati di garantire un’impostazione ad ampio raggio”. Al momento, l’unica Specialistica accesa è Psicologia Clinica e di Comunità, presieduta dal prof. Orazio Miglino, docente di Psicologia Generale. Naturale, pertanto, il raccordo tra le due lauree. Naturale insistere su insegnamenti affini come la clinica di comunità, che è una disciplina di fondamento, a cui si aggiungono quelli caratterizzanti, in particolare ricevono un approfondimento specifico la psicologia clinica e la psicologia dinamica. 
Gli sbocchi professionali. Un laureato in Psicologia triennale è riconosciuto come psicologo junior e può agire a supporto dello psicologo senior. Ma è in discussione l’ipotesi, che già raccoglie molti consensi, di riportare il Corso di Laurea in Psicologia nuovamente al percorso quinquennale. L’intesa è tra il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, la Conferenza dei Presidi di Psicologia, l’Ordine degli Psicologi. In generale, uno psicologo dopo un ampio percorso di studio e di crescita professionale può operare nell’ambito sanitario, nell’ambito delle organizzazioni, nelle aziende, nella scuola, nel terzo settore – il cosiddetto “no profit”-.   
Elviro Di Meo
- Advertisement -




Articoli Correlati