Psicologia, in cantiere una seconda Specialistica per ridurre l’effetto ad imbuto

Iscriversi alla Specialistica altrove, in linea di principio, è possibile. Anche se non si esclude del tutto che possano esistere problemi di compatibilità e riconoscimento crediti che rendano in alcune sedi complicato, anche se non impossibile, il trasferimento. Lo precisa la prof.ssa Laura Aleni Sestito,  Presidente del Corso di Laurea triennale in Psicologia dei processi relazionali e di sviluppo. La prof.ssa Sestito puntualizza ancora una volta che il tetto massimo di 120 studenti imposto alla Specialistica non deriva da una scelta interna, ma dalla necessità di adeguarsi a quelle che sono le norme ministeriali previste per una certa classe di specialistiche. Gli studenti di Psicologia però continuano a lamentarsi del  sistema che lei stessa definisce “a imbuto”, nel quale dalla triennale in cui trovano accesso in 250 si passa alla specialistica dove c’è posto per soli 120.  Una selezione che, commenta la Sestito,  “purtroppo è proprio la ratio del nuovo ordinamento”. Per gli psicologi c’è stato anche un tentativo di adeguare a questo stacco tra formazione triennale e specialistica un nuovo ordinamento professionale, in cui i laureati triennali che non intendono proseguire possono iscriversi in un albo a parte. Anche se, come sottolinea anche la prof. Sestito, è inutile nascondersi che uno psicologo con meno di cinque anni di formazione, per non parlare dei dovuti tirocini e ulteriori specializzazioni, ha un futuro professionale alquanto incerto e indefinito. In ogni caso, il flusso verso la specialistica a Napoli è variabile, e la selezione non ancora esasperata: l’anno scorso ci sono stati meno laureati triennali rispetto ai posti disponibili, quest’anno invece ne sono rimasti una trentina fuori, senza considerare gli esterni provenienti da altre università. Ma se si pensa che il numero delle domande per l’iscrizione alla triennale è stato anche quest’anno di circa 1500, è chiaro che la situazione potrebbe diventare molto più tesa. E’ vero che gli studenti provenienti dalla triennale interna hanno comunque maggiore diritto di accesso rispetto agli esterni, sono fortemente favoriti e “protetti”, come dice la prof. Sestito, poiché vengono riconosciuti loro ovviamente tutti i crediti della laurea di base, ragione per cui nei primi 120 non è arrivato alcun esterno, né potrà arrivarci a meno che non ci siano delle rinunce. Ed è anche vero che non è così ovunque, ad esempio a Roma la selezione potrà anche essere svantaggiosa, prosegue la prof.Sestito, ma data l’offerta più ampia di specialistiche c’è anche maggiore possibilità di accesso. Ma questo non cambia il fatto che, ammette la Sestito, una seconda specialistica sarebbe certo necessaria, ed è in cantiere.
Anche riguardo alle percentuali di laureati si va ad ondate: se della prima leva su 250 se ne è laureato al primo appello il 30-40%, della seconda leva già un numero decisamente più alto, circa il 50%: “i docenti si impegnano in ogni modo per fare arrivare la maggior parte degli iscritti della triennale al traguardo, in tempi anche non troppo lunghi, per farli poi proseguire”.
Per quanto alcuni problemi possano essere comuni ad altri Corsi di Lettere, Psicologia mantiene un’organizzazione piuttosto autonoma soprattutto sul piano didattico. I suoi Corsi di Laurea infatti sono gli unici che adottano per ogni esame moduli da otto crediti invece che quattro, distribuendo quattro moduli per ogni semestre, riuscendo in questo modo ad evitare accavallamenti di corsi e numeri insostenibili di esami, che infatti sono soltanto 24 per il triennio, contro i 37 di altri Corsi di Lettere. Anche qui ovviamente si aspetta l’applicazione del decreto Mussi, che prevede un massimo di 20 esami per la laurea di base. La prof. Sestito ipotizza che una soluzione potrebbe essere quella di adottare esami da 12 crediti, chiedendosi, comprensibilmente, come pensano di fare le altre triennali di Lettere che hanno proposto l’adozione di esami da 6 crediti. In ogni caso “con la nuova riforma le lauree di base dovrebbero diventare finalmente più omogenee, lasciando alle specialistiche il compito di apportare le principali differenziazioni, e questo dovrebbe portare ad una più libera circolazione degli studenti”, conclude la Sestito, senza però nulla togliere agli interventi da portare avanti anche sul fronte interno per ridurre l”’effetto imbuto” nel passaggio dalla triennale alla specialistica.
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