Ripresi i corsi, assedio nelle Aule G per Microeconomia

Ad Economia lunedì 7 febbraio sono cominciati i corsi del secondo semestre, fra disagi per l’affollamento, assenze ingiustificate dei docenti e appelli che si protrarranno fino a marzo (anticipo della sessione di aprile). Alle aule T, dove di solito si svolgono le lezioni di Ingegneria, i ragazzi del terzo anno di Scienze del Turismo aspettano al sole tiepido dell’inverno napoletano. È quasi ora di pranzo e delle sei ore di lezione previste ne hanno seguite solo due, quelle dedicate all’Organizzazione Aziendale. Infatti, senza alcun preavviso, né l’insegnante di Inglese né quello di Spagnolo si sono presentati. “E non sappiamo ancora se, oggi pomeriggio alle quattro, faremo o no lezione di Discipline dello Spettacolo. Che li hanno fatti cominciare a fare i corsi, se i professori non ci sono? Certo, questa non è l’organizzazione che ci si potrebbe aspettare da una università prestigiosa come la Federico II. Alcuni insegnamenti non hanno nemmeno il docente assegnato”, inveisce Ciro Autiero. Anche Maria Rosaria Izzo e Antonio De Vivo, studenti al secondo anno, si rilassano in attesa dell’insegnante di Psicologia Del Turismo, il quale “non si sa se viene”. Sedute lì accanto ci sono Francesca Greco, Valeria De Magistris, Selene Ferraro, matricole a Scienze del Turismo che, per gli stessi motivi, hanno saltato Economia Politica: “organizzandosi per bene, salvo imprevisti, c’è tempo per riuscire a fare tutto. Gli unici inconvenienti durante il primo semestre sono capitati con le lezioni di alcune materie a scelta, come Letteratura, che coincidevano con quelle di materie fondamentali”. 
Al piano di sotto, nelle mega aule da quattrocento posti, si sta svolgendo la prima lezione di Microeconomia, una delle discipline più impegnative del percorso, che troppi studenti si trascinano fino alla fine. Nonostante la folla, nessun rumore. La voce del docente si sente chiara e limpida fino all’ultima fila. “È stata proprio una lezione interessante, dicono tutti che la materia è difficile, ma per ora l’impressione è positiva”, commenta Giulia La Rosa, primo anno di Economia e Commercio. Chi segue Microeconomia nelle aule G non è altrettanto fortunato. “Quando è cominciata la lezione sono arrivate così tante persone che molte si sono dovute sedere sulle scale”, racconta Agostino Parisi, matricola ad Economia Aziendale. “È capitato spesso anche a me di seguire sulle scale, ma oggi è stato un vero e proprio assedio. Ad ogni modo, devo che la materia non mi è sembrata così impossibile da capire”, commenta il collega Fabrizio Porzio. 
Seduto nei corridoi del nuovissimo aulario c’è Antonio Totolo, primo anno di Economia e Commercio. Ha da poco dato Economia Aziendale e pensa già a come fare per seguire le lezioni e preparare al meglio Metodi Matematici: “devo riuscire a fare entrambe le cose. Purtroppo dovrò aspettare la fine di marzo e non sarà semplice mantenere il ritmo così a lungo”. Anche Francesco Polito, secondo anno di Economia e Commercio, non perde tempo. Ha appena superato Diritto Privato ed ha già in mano il libro di Economia e Gestione: “ho preso solo 22, ma non ho voluto rifiutare il voto. Senza la sessione di novembre e con questi tempi ridotti, ogni materia superata è oro”. Per stare al passo, Francesco studia due discipline per volta, abbinandone una applicativa ed una teorica: “sto preparando Microeconomia da ottobre, spero di concludere entro l’anno accademico. Intanto, l’ho abbinata ad un’altra materia il cui programma non è altrettanto lungo”. Mario, uno studente di Economia Aziendale che lavora come rappresentante per una multinazionale, dice: “sarebbe utile se ci fossero più sessioni perché si verifica il paradosso di avere esami nello stesso giorno. Si dovrebbe essere geni della lampada ed è un peccato, perché questa Facoltà è una delle migliori che ci siano, con nomi di rilievo internazionale. Ho amici alla Bocconi, alla Luiss e contatti di lavoro con tante business schools, ma ho deciso di fare la Magistrale qui perché non c’è paragone”. “A fine marzo, nello stesso giorno ci sono tre appelli coincidenti: Matematica Finanziaria, Gestione delle Imprese e Statistica. E’ normale ritrovarsi fuori corso. Suona un po’ ridicolo, non si capisce se ci vogliono lasciar andare o se, invece, ci vogliono tenere all’infinito”, sottolinea il suo collega Gennaro. “Avremmo preferito avere del tempo in più, ma abbiamo cercato di sfruttare al meglio le prove intercorso. L’unico difetto è la mancanza di informazioni”, concludono Maria e Roberta, studentesse di Economia e Commercio.
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