Salatino verso la presidenza di Ingegneria

Ingegneria va al voto e, salvo mutamenti di scenario che allo stato appaiono improbabili, eleggerà come nuovo Preside il professore Piero Salatino. Edoardo Cosenza avrebbe terminato il suo secondo mandato tra poco più di un anno. E’ stato però inserito nella squadra della giunta regionale, come assessore, dal presidente Stefano Caldoro. Inevitabili le nuove elezioni per designare chi guiderà la Facoltà. Si svolgeranno con ogni probabilità tra giugno e gli inizi di luglio, nella data che sarà scelta dal Decano della Facoltà, il professore Giorgio Franceschetti. Proprio il Decano farà anche le veci del Preside, in attesa del responso delle urne. 
Piero Salatino, al momento, è l’unico dei docenti che ha espresso l’intenzione di candidarsi. Ha già raccolto numerosi consensi, anche in virtù dell’esperienza maturata, durante la presidenza del prof. Cosenza, nel ruolo di coordinatore dei Consigli di Corso di Laurea. Un incarico che gli ha consentito di dialogare con le diverse anime di Ingegneria e di mettere in luce le qualità di mediazione e di ascolto indispensabili a chiunque ambisca a reggere il timone della Facoltà dell’Ateneo federiciano. Proprio l’esperienza pregressa – è stato anche Presidente del Consiglio di Corso di Laurea in Ingegneria Chimica – gli tornerà utile in una fase estremamente delicata, quale quella che vive attualmente l’Ateneo, in attesa del disegno di legge Gelmini, che modificherà notevolmente il volto delle diverse Facoltà. Nomi alternativi, al momento, non sono del resto emersi. Martedì 18 maggio, nel corso di colloqui informali tra alcuni docenti, che si sono incontrati in presidenza, qualcuno aveva avanzato l’ipotesi che potessero essere interessati ad una candidatura Nicola Mazzocca oppure Ennio Cascetta. Entrambi hanno concluso la propria esperienza politica in seno alla giunta Bassolino e c’è chi riteneva che potessero aspirare alla presidenza. Entrambi, tuttavia, fanno sapere che non sono disponibili. Dice Mazzocca: “Vengo da un’esperienza stancante. Sono naturalmente a disposizione dell’istituzione universitaria, ma la candidatura è un atto di volontà e io, ora, non ho intenzione di compierlo”. Cascetta, a sua volta: “Sono lontano dall’Università da troppi anni per pensare di candidarmi alla presidenza di Ingegneria. Mentre ero assessore, il mondo accademico si è trasformato rapidamente”.  
Salatino, dunque, pare al momento il successore in pectore di Cosenza. Guido Capaldo, Presidente del Consiglio di Corso di Laurea in Ingegneria dei Progetti e delle Infrastrutture, commenta: “Rappresenta la continuità e in questa fase di transizione è di questo che c’è bisogno”.
Concorda Silvana Saiello, che insegna Ingegneria chimica: ”Salatino può essere il candidato migliore, perché sono anni che coordina il Collegio dei Presidenti dei Corsi di Laurea. Ovvero, il luogo delle decisioni didattiche e di politica della Facoltà. Generalmente non amo le situazioni in cui ci sono candidati unici, tuttavia in questa fase di emergenza finanziaria e di rapide trasformazioni è accettabile anche che ci sia un solo candidato”. 
Luigi Verolino indica tre buoni motivi per sostenere Salatino alla Presidenza. “Primo: è un ingegnere dotato di cervello e dal volto umano. Secondo: ha già ampia esperienza di organi di governo, essendo stato Presidente di Consiglio di Corso di Laurea e Coordinatore del Collegio dei Presidenti di Corso di Laurea. Terzo: ha la mia età, cinquant’anni. Significa che tra dieci anni sarà ancora qui in Facoltà e potrà vedere gli eventuali danni che avrà combinato. Sono peraltro certo che non ne combinerà”. C’è solo un nome per cui non voterebbe Salatino: ”Se si candidasse il professore Luciano De Menna, lo appoggerei senza remore. E’ un grande. Tuttavia, mi sa che non ne abbia alcuna intenzione. Ho parlato con lui recentemente e non ha minimamente accennato all’ipotesi”. Infine i professori Bruno Montella e Giuseppe Zollo: “Non c’è dubbio che il mio nome sia Piero Salatino”, dichiara Montella. Per il prof. Zollo è importante continuare ad avere un Preside giovane: “la mia generazione non deve entrare in competizione con i giovani docenti. A loro tocca l’onere di condurre la Facoltà, in questo momento abbiamo bisogno di nuove energie”.
Fabrizio Geremicca
 
L’intervista
Cinquant’anni, madre molisana, padre calabrese, Piero Salatino è cresciuto a Napoli, dove si è laureato in Ingegneria. E’ stato Presidente del Consiglio di Corso di Laurea in Ingegneria chimica ed è direttore dell’Istituto di ricerche sulla combustione del Cnr. “A chi me lo ha chiesto”, dice, “ho manifestato la mia disponibilità a candidarmi alla presidenza. Una disponibilità che dovrà naturalmente fare i conti con tutte le componenti del Consiglio di Facoltà”.
Le risulta che ci siano altre candidature, al momento?
“No, non mi risulta che ce ne siano. Sicuramente Ingegneria ha un ventaglio di personalità di prim’ordine, tutte con le carte in regola per correre alla presidenza. Tuttavia, mi pare,  è anche forte la voglia di unità. Immagino, potrei dire auspico, che si determini un processo in cui le risorse migliori della Facoltà siano disponibili a fare squadra intorno ad un progetto condiviso”. 
Immagini di essere già Preside, quali sono le priorità?
“Sarà centrale il modo in cui la Facoltà interpreterà ed applicherà la riforma della struttura di governo introdotta dal disegno di legge della Gelmini”.
Ci sono margini di autonomia nell’applicarlo?
“Il provvedimento della Gelmini dà indicazioni. Vanno però declinate per ottimizzarle rispetto alle caratteristiche della Facoltà. In questo senso ci sono margini di autonomia”.
Altre priorità?
“Continua, potremmo dire ormai da dieci anni, la revisione degli assetti didattici. Esiste una nota del ministero, la 160, che detta ulteriori condizioni. Il nuovo Preside di Ingegneria dovrà governare, con la collaborazione della Facoltà, anche questo processo. Tanto più delicato, va detto, per la costante contrazione delle risorse. Anche noi, come altre Facoltà, nei prossimi anni avremo meno docenti, perché alcuni colleghi vanno in pensione e vige il blocco del turn over”. 
Quale dovrà essere, secondo lei, la caratteristica di cui Ingegneria proprio non potrà fare a meno, nel triennio della nuova presidenza?
“Il dialogo tra i Corsi di Laurea, la capacità di sentirsi parti diverse di un unico organismo. In passato i progetti dei singoli Corsi di Laurea potevano svilupparsi all’insegna di una notevole autonomia. Oggi e in futuro ogni progetto deve essere sviluppato in un quadro complessivo di sostenibilità”.
In che modo e quando formalizzerà la sua candidatura?
“Ci troviamo di fronte ad un passaggio anomalo, maturato in fretta dopo la nomina del prof. Cosenza nella giunta Caldoro. I tempi sono stretti, insomma. Tuttavia, c’è una liturgia consolidata che immagino sarà comunque rispettata. Dopo che il Decano avrà fissato la data delle elezioni, inizierò il tradizionale giro dei Dipartimenti, incontrerò i colleghi, ascolterò le loro proposte, le loro perplessità, le loro istanze”.
Urne aperte prima o dopo l’estate?
“Sono decisioni che spettano al Decano. Ho, tuttavia, la sensazione che potrebbero esserci le condizioni per andare al voto prima dell’estate”.
 
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