Salvatore Carrozza, pugile, militante e studente di Economia Aziendale

Pugile, attivista politico, partigiano, studente di Economia. Salvatore Carrozza è tutte queste cose insieme. L’anno scorso è diventato campione internazionale Wbf, pesi welter, battendo ai punti il già campione brasiliano Lazaro Santos de Jesus. L’8 ottobre ha combattuto per il titolo mediterraneo contro Vincenzo Finzi, un incontro finito pari e che si ripeterà tra non molto. “Finzi mi ha inferto diversi colpi proibiti con la testa quando eravamo legati e questo mi ha innervosito non poco e non sono riuscito ad esprimermi al meglio. Sono sicuro che la prossima volta l’esito sarà diverso, gestirò l’incontro in maniera differente e più efficace”, afferma Carrozza. Ha iniziato a combattere molto giovane e a 20 anni è entrato nella squadra dell’esercito: “Sono stato con loro per circa tre anni. È stato allora che mi sono iscritto all’università, alla Facoltà di Sociologia. Lo sport però mi prendeva troppo tempo e ho dato solo un esame, quello di inglese, poi ho lasciato”. Poco tempo dopo si è di iscritto ad Economia aziendale alla Federico II, “un Corso di studi più pratico con maggiori sbocchi nel mondo del lavoro che mi permette di studiare e capire un sistema economico che non condivido e che politicamente combatto”. Sì, perché Carrozza oltre ad essere studente e sportivo è anche un militante dei movimenti antagonisti napoletani. Prima dell’ultimo combattimento si è anche andato ad iscrivere all’Anpi, divenendo così un giovane partigiano: “Un gesto simbolico ma molto importante, per sottolineare il mio impegno di antifascista”. Con i compagni del centro sociale Insurgencia ha messo in piedi una palestra popolare intitolata a Rubin Carter, l’Hurricane cantato da Bob Dylan, pugile nero statunitense condannato ingiustamente all’ergastolo e liberato dopo una lunga battaglia civile. “Ci vengono diversi ragazzi, e stiamo cercando di coinvolgerne altri. A loro insegno a boxare ma attraverso lo sport tento di insegnare anche i valori della tolleranza e della solidarietà”. Tra sport e attività politica il tempo per studiare non è mai abbastanza. “Quando ho un incontro mi alleno anche due volte al giorno, mattina e sera. Il tempo libero lo dedico ai libri. Sono al quarto anno, uno fuori corso quindi, e mi mancano ancora sei esami e sono tutti abbastanza “tosti”. Tra questi c’è Microeconomia che tutti mi dicono essere uno dei più ardui da superare. Io studio sempre da solo, ho seguito poche volte i corsi, proprio a causa dei miei impegni, una cosa che mi è mancata e che mi ha rallentato nel percorso di studio. È chiaro che il rapporto diretto con il professore ti permette di capire meglio cosa vuole da te all’esame e di approfondire tanti argomenti. È fondamentale, infatti, poter chiedere dei chiarimenti su questioni che possono risultare poco chiare”. A volte Carrozza, però, trova il tempo di andare a Monte Sant’Angelo, e naturalmente uno dei luoghi che frequenta è l’auletta occupata C4. “Lì ci sono ragazzi veramente in gamba che portano avanti diversi progetti interessanti”. Su cosa si concentrerà per la laurea non è ancora in grado di dirlo: “Spero di terminare gli studi tra un anno, ma per me fare piani è sempre difficile. Mi interessa abbastanza Politica economica, e potrei laurearmi in quello, ma non sono ancora sicuro. Non credo di proseguire con la Specialistica, a 27 anni è un po’ complicato. Al massimo mi iscriverò ad un Master, che è più breve e in compenso spesso assicura maggiori possibilità lavorative”. La carriera pugilistica resta comunque la sua priorità: “Il sogno sarebbe continuare a lavorare nel pugilato anche quando smetterò di combattere, magari facendo l’allenatore. Quello che voglio è che nel lavoro, come nello sport e nello studio, possa fare qualcosa che mi permetta di portare comunque avanti i miei ideali”.
Alfonso Bianchi
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