Scannerizzazione digitale: a Giurisprudenza la Biblioteca diventa ecosostenibile

Il servizio reso agli studenti si fa alleato dell’ecologia a Palazzo Melzi, sede di Giurisprudenza. La Biblioteca ha deciso, infatti, su iniziativa del Direttore di Dipartimento, il prof. Lorenzo Chieffi , di incrementare la ghiera dei servizi di cui gli utenti possono usufruire, installando un dispositivo di scannerizzazione digitale. Ce ne parla la responsabile, la dott.ssa Maria Frattolillo: “il prof. Chieffi è molto attento alla Biblioteca e ci chiede di partecipare a ogni iniziativa di miglioramento del servizio. In questo caso, l’Ateneo ha bandito un progetto, il PRO-Valere, al quale abbiamo aderito come Biblioteca ottenendo un finanziamento per il servizio di scannerizzazione, ma non solo! Infatti, abbiamo potuto installare anche un sistema di antitaccheggio che prevede l’installazione di un arco all’ingresso in grado di rilevare il passaggio dei libri precedentemente magnetizzati. Inoltre, stiamo attivando un servizio di auto-prestito dei volumi; verrà fornita ai richiedenti una tessera identificativa provvista di un chip, grazie alla quale potranno accedere al prestito bibliotecario senza dover ogni volta eseguire la procedura di registrazione. Purtroppo non siamo ancora in grado di gestire un grande afflusso di utenza, per cui inizialmente il servizio sarà accessibile solo ai docenti e ai dottorandi, solo successivamente ai laureandi e, se le condizioni lo permetteranno, anche agli studenti. Stiamo aspettando una partita di tessere magnetiche che, a causa dell’emergenza sanitaria del nostro paese, è stata messa in stallo, ma non appena possibile partiremo con queste novità”. Per il servizio di scannerizzazione, agli studenti basterà “portare la propria chiavetta USB o anche il solo cellulare, dacché il dispositivo genera anche codici QR, previa installazione di un’apposita app per smartphone”. Quello a cui si tende “è un servizio sempre migliore, di cui possano beneficiare i nostri utenti, che sia anche ecosostenibile. Come Biblioteca, ci muoviamo verso l’adozione di testi e documenti in formato digitale al fine di ridurre il consumo di carta e quindi l’impatto ambientale, in assonanza con le attuali campagne di sensibilizzazione. Chiaramente, come nel caso della fotocopiatura, il materiale riproducibile, nel rispetto del diritto d’autore, non deve superare il quindici per cento, ovvero il necessario per motivi di studio personale. Il servizio sarebbe dovuto partire il 16 marzo, ma naturalmente slitterà al rientro dell’emergenza sanitaria”. L’attivazione di questi servizi nasce sì da un’iniziativa del Direttore di Dipartimento, ma “su richiesta dell’utenza della Biblioteca; è emerso, infatti, dai questionari che sovente somministriamo, che gli utenti avrebbero gradito un servizio più all’avanguardia, in linea con i tempi che viviamo. La tecnologia progredisce velocemente, tocca a noi stare al passo con i tempi, al fi ne di soddisfare anche i bisogni delle nuove generazioni”. Nel rispetto delle attuali disposizioni ministeriali, e al fine di semplificare le procedure burocratiche che normalmente richiederebbero la presenza in loco, “la Biblioteca è chiusa al pubblico, ma noi continuiamo a lavorare per far sì che il servizio continui ad essere erogato. Gli utenti possono continuare a contattarci telefonicamente o tramite email. Grazie al servizio Nilde possiamo infatti fornire stralci di documenti e riviste in via telematica, e comunque possiamo digitalizzare le parti dei volumi di cui gli utenti ci fanno richiesta così da restituire al pubblico una parvenza di normalità, anche nell’Italia del Covid-19”. C’è molta soddisfazione, “specialmente perché siamo la prima Biblioteca di Ateneo ad aver promosso in via sperimentale il servizio di scannerizzazione, e ci auguriamo che gli utenti sapranno farne tesoro”. La Biblioteca non è molto frequentata, anche perché in genere è adibita in via prioritaria alla consultazione di documenti, ma, sulla scia del miglioramento avviato, appunto, dal Direttore Chieffi , “alla fine dello scorso dicembre abbiamo inaugurato una nuova aula studio all’interno dei locali della Biblioteca, intitolata a una nostra dottoranda scomparsa prematuramente. Le ultime acquisizioni vogliono costituire un ulteriore impulso al progresso che, oggi più che mai, siamo chiamati a riconoscere”.
Nicola Di Nardo
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