Sporchi e maleodoranti i servizi igienici nelle Facoltà del centro storico

Scarsa pulizia, odori nauseanti e una palese incuria nella manutenzione. Sono queste le caratteristiche che accomunano i servizi igienici in diverse Facoltà del Centro Storico. Che si seguano i corsi alla Federico II o a L’Orientale,  la situazione non cambia. Le sedi più frequentate degli Atenei napoletani hanno tutte un comune denominatore: l’inadeguatezza dei servizi igienici. Abbiamo preso ad esempio alcuni degli edifici principali per dimostrare quanto l’apparente semplicità di alcuni gesti quotidiani, come quello di andare al bagno, possa rivelarsi un compito difficoltoso e a volte quasi impossibile per uno studente. 
Disagi per i disabili
Palazzo Giusso, Largo San Giovanni Maggiore. E’ una delle sedi storiche de L’Orientale, con un’alta concentrazione di studenti che ogni giorno affollano l’edificio di quattro piani per seguire le attività didattiche. Al piano terra i servizi igienici non esistono, se si eccettua la presenza di un bagno per i disabili che però, sfortunatamente, è sempre chiuso a chiave. L’alternativa è quella di salire ai piani superiori, ma anche questa può diventare una vera e propria ‘impresa’. Per un non meglio specificato malfunzionamento dell’impianto, infatti, con l’ascensore si va praticamente solo al quarto piano. Se vengono pigiati i pulsanti corrispondenti agli altri piani, si ha la speranza di poterli raggiungere direttamente solo se non c’è nessuno che debba andare al quarto. In caso contrario, o si scende a piedi o si tenta più volte fino a raggiungere la meta prescelta. Tornando alla questione dei servizi igienici, oltre al piano terra anche il primo piano ne è sprovvisto. Prima di trovare un bagno aperto, bisogna fare ancora altre due rampe di scale. Ed è al secondo piano, che corrisponde al Dipartimento di Scienze Sociali, che finalmente si vede l’insegna della toilette. I disabili possono chiedere la chiave al custode, anche se non è sempre facile ottenerla, considerato il fatto che facendo il giro dei vari Dipartimenti, soltanto qui riusciamo a trovare una persona preposta a tale ufficio. In ogni caso, sia i bagni dei disabili che quelli riservati ai docenti sono sempre chiusi. Per quanto riguarda gli altri servizi, le condizioni sono davvero pessime. Ovunque si vedono grumi di escrementi e di calcare depositati sui sanitari, che hanno assunto un colore giallastro anche a causa delle numerose cicche di sigarette spente e abbandonate, soprattutto nei lavandini. Probabilmente per ovviare al problema, al terzo piano (Dipartimento di Filosofia e Politica) qualcuno ha pensato di esporre un cartello senza firma sul quale si leggono le seguenti parole: “Ultimo avviso: siete pregati di non buttare i mozziconi di sigarette nei lavandini del bagno, né a terra. Se ciò si verificasse di nuovo, sarà vietato fumare anche nel bagno”. L’ultima frase fa chiaramente pensare ad una prassi consolidata, secondo la quale nei bagni si fuma con tranquillità. Basta che le cicche non vengano lasciate in giro. Man mano che si sale, le cose peggiorano ulteriormente. Il quarto piano, sede soprattutto degli studi dei docenti e di un’aula, è sicuramente il peggiore in quanto a pulizia. Water e bidet sono quasi diventati neri per la sporcizia. Qui i cestini della spazzatura vengono svuotati, ma le incrostazioni sui sanitari sono l’evidente risultato della mancanza di igiene. Naturalmente, è quasi superfluo dire che in queste condizioni avere a disposizione carta igienica e sapone per le mani diventa un lusso di cui gli studenti che frequentano Palazzo Giusso non beneficiano. In molti bagni, addirittura, i contenitori per la carta sono stati divelti e quello che resta è solo qualche pezzo di plastica attaccato alle pareti. 
Né sapone né
carta igienica
Altro Ateneo, stessi problemi. Al Palazzo di Vetro di via Porta di Massa, sede principale della Facoltà di Giurisprudenza della Federico II, ritroviamo una situazione speculare a quella de L’Orientale. Anche qui il bagno per i disabili, situato al piano terra, è guasto. Lo si capisce da un cartello che, a detta di alcuni, è lì da tempo immemore. L’unico bagno è affollatissimo e anche qui si capisce che la carta igienica non c’è mai, a giudicare dalla quantità di pacchetti vuoti di fazzoletti di carta lasciati a terra. “In fondo non possiamo lamentarci – afferma Alessandra, studentessa del terzo anno – la situazione qui è certamente migliore, rispetto a quella della sede storica di corso Umberto, che versa in condizioni di degrado e abbandono. Lì, infatti, molti bagni sono addirittura chiusi o inagibili”. Anche a Giurisprudenza, nonostante vi siano ovunque dei cartelli che invitano ad avere rispetto per le strutture e le persone che le occupano, le regole del vivere civile non sempre sono rispettate. Al primo piano, oltre ad avvertire gli utenti che il bagno delle donne è inagibile, si invita con un avviso scritto a non buttare i mozziconi di sigarette a terra. Anche qui, come a Palazzo Giusso, il divieto di fumare nei luoghi pubblici sembra essere una norma ormai obsoleta. Al secondo e al terzo piano la situazione sembra migliorare: almeno troviamo il sapone (la carta igienica non c’è neppure qui), ma per ogni piano c’è un solo bagno per le donne e uno per gli uomini. 
A Lettere la metà
dei bagni è chiusa
La mancanza di un numero sufficiente di servizi igienici, tuttavia, è molto più evidente presso la sede della Facoltà di Lettere e Filosofia del Federico II in via Porta di Massa. Anche qui i bagni ci sono, ma per la maggior parte sono chiusi a chiave. Abbiamo provato a chiederne il motivo: alcuni studenti tra i più informati sostengono che il motivo per cui i bagni funzionanti sono circa la metà di quelli esistenti è che tali locali sono destinati alle esigenze private del personale. C’è chi assicura che uno dei bagni chiusi, che si trova esattamente al quarto piano ammezzato, è fornito di tutto l’occorrente per preparare il caffè (fornellino elettrico, bicchieri di plastica, zucchero) e funge anche da deposito per i detersivi. Nell’unico bagno che troviamo aperto, giace un apparecchio di refrigerazione in disuso, pieno di calcare e di ruggine. Oltre alla scarsità di igiene, dunque, bisogna fare i conti con l’insufficienza di norme di sicurezza. Le cosiddette ‘catacombe’ che si trovano al primo piano sotterraneo, sede di aule studio, dispongono di due bagni funzionanti su quattro: uno è chiuso, ma non se ne specifica il motivo, l’altro è sigillato con del nastro adesivo e sulla porta è stato affisso un cartello con la scritta ‘guasto’. Anche qui i lavandini sono dei veri e propri depositi di calcare, su un lato mancano le mattonelle e ciò favorisce la caduta di calcinacci a terra. La situazione si aggrava se parliamo dei servizi riservati agli studenti disabili. In questo caso, i pochi che abbiamo trovato aperti fungono anche da deposito: ci sono, infatti, i detersivi e tutto l’occorrente per fare le pulizie. Mancano, invece, le caratteristiche tipiche del bagno per i disabili. Il caso più eclatante, al quarto piano, dove la mancanza di igiene sembra quasi secondaria rispetto alle carenze sulle norme di sicurezza: tubazioni scoperte, mattonelle staccate e lavabo inutilizzabile. A tutto questo si aggiunga che il cordone del campanello elettrico è stato tagliato, rendendo quindi il servizio inagibile. Purtroppo, questo non è l’unico caso in cui un disabile incontra serie difficoltà. Esistono alcuni Dipartimenti presso i quali risulta impossibile accedere con una sedia a rotelle. Siamo sempre al quarto piano, ossia al Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere. Ci si arriva salendo per le scale, oppure con l’ascensore. Nel secondo caso, appena si arriva al piano, per raggiungere il Dipartimento bisogna oltrepassare un corridoio che, però, ad un certo punto si restringe molto e impedisce il passaggio alle sedie a rotelle. Il triste risvolto è il seguente: uno studente con problemi gravi di deambulazione non può iscriversi alla Facoltà di Lingue. Soltanto al terzo piano, dove ci sono gli uffici, le cose sembrano andare in maniera differente, se non altro in quanto a pulizia. I bagni sono funzionanti e sia la carta igienica che il sapone non mancano. Circa due anni fa è stata presentata una petizione all’allora Preside Mazzarella. Ne è seguita una richiesta di ispezione, al termine della quale è stato dichiarato lo stato di agibilità dell’intera struttura. 
Ai piani alti
va meglio
Una situazione analoga l’abbiamo riscontrata in un’altra sede de L’Orientale: Palazzo del Mediterraneo, in via Marina. Oltre alle aule per le attività didattiche, ci sono gli uffici amministrativi e, rispetto alle altre sedi dell’Ateneo, le condizioni igieniche sono senza dubbio migliori. Al sesto e al settimo piano, dove si trovano gli uffici di segreteria, i servizi igienici sono dotati di ogni comfort. Oltre ad esserci la carta igienica, il sapone e i rotoli di carta asciugamani, non manca un armadietto con la cassetta per il pronto soccorso e all’interno di ogni singolo bagno ci sono addirittura i copri water usa e getta. Inoltre, in questi locali poco frequentati dagli studenti non è raro incontrare qualcuno dei dipendenti che gira per i corridoi con la sigaretta accesa. A prima vista, sembra che in questo palazzo, di più recente costruzione rispetto a quelli storici de L’Orientale, la situazione sia migliore. Man mano che si scende, invece, ritroviamo più o meno le stesse condizioni igieniche sopra menzionate. Al primo e al secondo piano i bagni sono sporchi e, oltre a mancare la carta e il sapone, lo scarico dell’acqua non sempre funziona. 
Una condizione generale abbastanza diffusa, dunque, in forte contrasto con le campagne sulla prevenzione dell’influenza A attraverso l’igiene, che imperversano ovunque durante le ultime settimane. Gli studenti sembrano essere rassegnati a questo stato di cose: chi non ha con sé i fazzolettini di carta, ancora prima di entrare in bagno li chiede a qualcun altro, sapendo già che non troverà la carta igienica al suo posto. Alcuni, ancora più previdenti o semplicemente realisti e rassegnati, portano sempre con sé una sorta di mini kit dell’igiene, completo di liquido lavamani portatile. Non ci sono molte alternative e, se tutto manca, si può provare a raggiungere le toilettes riservate al personale di segreteria: in questo caso, si ha la certezza di usufruire di un servizio a norma, soprattutto per quanto riguarda l’igiene di base.
A.M. Possidente 
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