Studiare la matematica con gioia

Un progetto nazionale per promuovere il sapere scientifico tra gli studenti delle scuole superiori e incrementare le iscrizioni ai Corsi di Laurea in Fisica, Matematica, Chimica e Scienze dei Materiali che, in questi anni, hanno sofferto di un forte e preoccupante calo delle immatricolazioni. Corsi e seminari all’università, fuori dall’orario scolastico, e visite guidate in centri di ricerca all’avanguardia, come l’ENEA di Portici e il CIRA di Capua. Tutto questo è il progetto Lauree Scientifiche. Venerdì 26 maggio, nella sala conferenze Blu di Monte Sant’Angelo, si è svolta la cerimonia di chiusura dell’iniziativa riguardante Matematica. 150 ragazzi, provenienti da 9 istituti superiori di Napoli e provincia, hanno presentato le ricerche svolte alla scoperta delle applicazioni più interessanti della matematica nella realtà di tutti i giorni. “La matematica rappresenta l’attività naturale del pensiero umano. Pensare, riflettere, esercitare funzioni di critica e di logica, tutto questo è matematica.  Finalmente avete avuto modo di verificare questi aspetti che molte volte, per una cattiva tradizione, vengono trascurati” afferma, inaugurando la seduta, il prof. Catello Tenneriello, responsabile dell’unità operativa di Napoli. A settembre, i primi riscontri sulla riuscita o meno di questa iniziativa che sarà biennale. Per tutti una raccomandazione e un augurio: “non state affrontando materie al di sopra delle capacità medie, come comunemente si crede. La matematica è per tutti, però, richiede impegno e pazienza. Non bisogna scoraggiarsi al primo impatto. Vi auguro di trovare nello studio la stessa gioia che prova un musicista quando esegue le sue composizioni”. “Progetti come questi, aiutano a capire le proprie vocazioni. Oggi bisogna sapersi aggiornare e studiare per tutta la vita qualcosa che non piace è terribile, toglie spazio a tutto il resto” aggiunge il Rettore Guido Trombetti che termina il suo intervento con un piccolo motto promozionale: “scegliete quello che più vi piace, ma iscrivetevi alla Federico II”. “Viviamo in un mondo tecnologico eppure assistiamo, in tutto l’Occidente, ad un progressivo calo delle iscrizioni alle facoltà scientifiche. Fra alcuni decenni sapremo fare molte cose, ma non sapremo come progettarle. In paesi come l’India o la Cina, invece, il numero di persone che si avvicinano a queste discipline, è in continuo aumento e questo la dice lunga sugli scenari futuri” sostiene nel suo intervento il Preside della Facoltà di Scienze, Alberto Di Donato. “Dovete impegnarvi a fare delle cose che, prevedibilmente, saranno utili un domani e incrociare i bisogni delle imprese del futuro” dice rivolgendo ai ragazzi che gremiscono l’aula, Alessandro Cugini, Responsabile Area Economica dell’Unione Industriali di Napoli. “Abbiamo intrapreso questo genere di operazioni già negli anni ’80, senza però realizzare mai una vera rete. Questa iniziativa ha permesso ai giovani e ai loro insegnanti, di costatare quanta fatica e quanta soddisfazione c’è dietro la ricerca” sottolinea il dott. Vincenzo Rosati dell’Ufficio Scolastico Regionale. “Il rapporto tra la scuola e l’università è fondamentale” evidenzia il prof. Vittorio Coti Zelati, direttore del Dipartimento di Matematica. “La matematica non è noiosa e siccome i giovani sono allegri, la matematica aiuta a mantenersi giovani” scherza con questo simpatico sillogismo, il prof. Francesco De Giovanni. Presidente del Corso di Laurea in Matematica.. “Alcuni si chiedono a che serva studiare la matematica. Dovremmo chiederci anche a cosa serva saper leggere e scrivere. È soprattutto bella e noi non possiamo prevedere tutte le possibili applicazioni future” interviene Salvatore Rao, presidente della sezione napoletana dell’associazione Mathèsis che nacque nel 1895 da un gruppo di professori per protesta contro la decisione del Ministro dell’Istruzione dell’epoca, di declassare la matematica al ruolo di materia secondaria, perché affaticava troppo gli studenti dei licei. 
I lavori degli studenti
Ma i veri protagonisti della giornata sono, però, i ragazzi, entusiasti, emozionati e felici per questa loro prima pubblica presentazione. La prima relazione, a cura degli studenti del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II, Federica Bruno, Lidia Carandente, Giuseppe De Rosa, Flavia Pennacchio e Francesco Scaraci, riguarda il rapporto tra musica e matematica.  L’armonia nasce nell’antica Grecia, come un metodo di classificazione e accordatura delle scale. Il primo ad occuparsene in maniera sistematica, fu Pitagora di Samo, che costruì anche uno strumento, il monocordo. Anche Galileo, si interessò alla musica e, studiando l’oscillazione in fase di due pendoli, intuì il processo attraverso il quale i timpani reagiscono ai suoni. Da queste osservazioni trasse il teorema della Corda Vibrante. “Abbiamo studiato la riproduzione in un brodo di coltura di un gruppo di batteri Escherichia Coli dopo averli sottoposti ad una serie di radiazioni. Il grafico dello sviluppo dei batteri nel corso del tempo, segue un andamento semilogaritmico” dice nel suo intervento, Gaetano De Mase, dell’ITIS Da Vinci. Di circuiti elettrici si sono invece occupati i ragazzi dell’ITIS Galvani di Giugliano. “Dopo aver costruito una maglia elettrica costituita da quattro rami, il nostro problema è stato quello di misurarne la resistenza. È più semplice studiare le singole una alla volta, per spiegare l’intero sistema” spiega Diego Sarni. Colpiti dalla visita all’ENEA, gli studenti del Liceo Carducci di Nola, hanno deciso di illustrare il funzionamento di una cella fotovoltaica. “Nel 1894, per la prima volta si è dimostrato che si poteva avere energia dal sole. La radiazione solare ‘droga’ gli elementi semiconduttori come il silicio, permettendo la conduzione continua di elettroni” illustra Valentina Guerriero. La Torre di Hanoi, un rompicapo matematico, inventato dal matematico francese Eduard Lucas nel 1883, è al centro della relazione dei ragazzi del Liceo Torricelli di Somma Vesuviana, sui sistemi di backup, le operazioni di duplicazione, su differenti supporti di memoria, delle informazioni contenute in una stazione di lavoro o in un server. “Ci sono tre paletti e un certo numero di dischi di grandezza decrescente. Tutti i dischi sono incolonnati su un paletto, in modo da formare un cono. Lo scopo del gioco è portare tutti i dischi sull’ultimo paletto. Ogni disco potrà stare solo su uno più grande, mai su uno più piccolo” chiarisce Monica Iervolino. “Seguendo le procedure di questo gioco è possibile realizzare un sistema di archiviazione che, rispetto ad altri, ha maggiore memoria e permette di avere una copia anche dei documenti più vecchi” conclude il suo collega Marco Ardito. “Per mostrare come si possano spiegare, in maniera matematica, anche cose che sembrano lontanissime da questa materia, abbiamo immaginato di far vivere ad Achille una serie di avventure, nel corso delle quali dovrà risolvere dei semplici problemi di logica” dice Silvia D’Ambrosio del Liceo Sbordone. Per chi detesta fare conti su conti, ecco a voi la matematica senza numeri. “Ne è un esempio il sillogismo aristotelico. Si può addirittura spiegare il funzionamento di un circuito elettrico senza ricorrere ai numeri ma a delle tavole di verità. In base alla correttezza o meno delle risposte ad alcune domande, il circuito può essere aperto o chiuso” spiega Roberta Amodio (Liceo Vittorini). “Dato un alfabeto, un assioma e una serie di regole, abbiamo cercato di costruire una stringa. Nel corso del lavoro, è risultato che è impossibile per noi umani. Una macchina, invece, se riceve determinati ordini, va avanti senza fermarsi. Da queste osservazioni abbiamo tratto dei diagrammi di flusso” racconta Fortuna Tarantino del Liceo Tilgher, di Ercolano. “Acqua salata…e avrai sempre più sete” è lo spot della Olivella s.r.l, fantomatica società ideata dagli studenti del Liceo Torricelli. “Lo scopo è pubblicizzare massicciamente il prodotto, avendo a disposizione un patrimonio limitato. Abbiamo girato anche un video e dimostrato come la matematica possa risolvere problemi concreti” spiega Rossana Miranda. “Ci siamo occupati dell’energia solare, affrontando il problema anche dal punto di vista economico” dice Giuseppe Sellaroli del Liceo Majorana di Pozzuoli. “Credo che a settembre mi iscriverò qui, perché voglio continuare il lavoro iniziato” conclude la sua compagna Alessandra Gaudino.
Simona Pasquale
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