Sviluppo e disuguaglianza: docenti di Sociologia Economica a convegno

“Sviluppo e diseguaglianze. A Sud del Nord e a Nord del Sud” è il tema scelto per il terzo appuntamento del convegno annuale organizzato dalla Società Italiana di Sociologia Economica (SISEC) che nel 2019 si terrà a Napoli, dal 31 gennaio al 2 febbraio, presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Federico II, in via Leopoldo Rodinò. Interverranno il Rettore Gaetano Manfredi, il Direttore del Dipartimento Vittorio Amato, il Presidente della SISEC Francesco Ramella e docenti provenienti da numerose università italiane. Il convegno, destinato agli addetti ai lavori, è aperto anche agli studenti che vorranno ampliare ed approfondire le loro conoscenze.
“La SISEC è la società di studi che, a livello nazionale, comprende gli studiosi di sociologia economica e che, ogni anno, dedica un convegno a problematiche di rilevante importanza”, spiega la prof.ssa Paola De Vivo, docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro, membro del Comitato Direttivo nazionale della SISEC e del comitato scientifico che ha organizzato il convegno. Per l’incontro si è scelto un tema di stringente attualità: “Quest’anno ci occuperemo del rapporto tra sviluppo e disuguaglianza. Sotto il profilo economico e sociale, quando una società progredisce le disuguaglianze diminuiscono mentre il mancato sviluppo ne comporta un aumento. Oggi, se guardiamo alla situazione dell’Italia, ci accorgiamo che lo sviluppo stenta, che la crescita economica è prossima allo zero e che le disuguaglianze si sono accresciute”. Resta ancora e sempre attualissima la questione del Mezzogiorno, troppo spesso trascurata a livello sia politico che scientifico dal momento che, dopo dieci anni di politiche importanti volte alla risoluzione di disuguaglianze che esistono dall’Unità di Italia, lo Stato ha perso di vista il fine ultimo del superamento di queste forme di arretratezza e disuguaglianza estreme. “Questo tema è sempre centrale nel dibattito relativo allo sviluppo capitalistico del nostro Paese. Durante il convegno si ragionerà su quanto Sud ci sia al Nord e viceversa dal momento che al Sud ci sono aree che camminano meglio sotto il profilo dello sviluppo economico e al Nord si possono esaminare alcuni fenomeni di arretratezza. Al Sud la disoccupazione è tre volte superiore rispetto al Nord, il livello dei servizi è più basso, ci sono problemi relativi alla questione universitaria e ai finanziamenti – ma ci sono aree che, in forma embrionale, si possono potenziare – C’è, poi, anche chi parla di una meridionalizzazione del Nord riscontrando una serie di problemi come corruzione, un’economia ferma dopo la crisi del 2007, problematiche legate alle imprese. Ma se il Sud è parte dell’Italia e siamo convinti che l’Italia sia un’unica nazione, come possiamo fare affinché il Sud riprenda la sua corsa?”, prosegue la prof.ssa De Vivo. Uno sguardo sarà rivolto, in una prospettiva di analisi più ampia e completa, all’Europa, senza trascurare le nuove forme di populismo e sovranismo che si stanno diffondendo in uno stretto connubio tra economia e politica: “Vogliamo ragionare anche su quanti Sud ci siano, in generale, a livello internazionale. Facciamo una comparazione con l’Europa e consideriamo nazioni come la Germania o la Francia. Anche lì, oggi, si può osservare un rallentamento. La domanda che ci poniamo è: che cosa sta accadendo?”, conclude la docente. Cinque le sessioni plenarie – “Al Sud del Nord e al Nord del Sud”, “Istruzione e mobilità territoriale”, “Pubblica amministrazione e riproduzione delle diseguaglianze”, “La disuguaglianza tra generazioni” e “Politiche dello sviluppo e diseguaglianze” – intervallate da sei sessioni parallele che vedranno protagonisti quasi duecento articoli di studiosi che hanno aderito al convegno. I presenti si soffermeranno sulle diverse forme di disuguaglianza (occupazionale, scolastica, intergenerazionale, di reddito, di accesso al welfare), si tratterà di immigrazione, di emigrazione, si approfondiranno le varie tematiche e si dibatterà sulle soluzioni proposte.
Carol Simeoli
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