Tango argentino e Ninjutsu: a lezione dal “bambino della Milonga”

“Nell’ambiente tutti mi conoscono come il bambino che veniva portato in Milonga”. العاب ماكينات قمار Milonga è un genere musicale argentino. Per estensione, Milonga è il termine utilizzato per indicare il luogo dove si balla tango. Milonga è una geografia che scorre nel sangue di Axel Perugino, figlio di madre finlandese – “lei ha scelto il mio nome, ma io sono nato e cresciuto a Napoli” – e di Leone Perugino, considerato tra i padri del tango partenopeo e insegnante a Napoli e a Catania: “mio padre è un maestro ed è stato anche organizzatore di eventi e festival, come il Tano tango festival. Mi portava in Milonga da quando avevo cinque anni. Spesso succedeva che crollavo dal sonno, mi addormentavo in un angolo e mi risvegliavo coperto di cappotti”. Oggi Axel, ha 26 anni. Il tango lo insegna, alla scuola MIA Danza, a pochi passi da L’Orientale, Università che lo vede indossare i panni di studente al terzo anno del Corso di Laurea Triennale in Lingue e culture comparate. Punto di svolta nella sua carriera di ballerino è nell’agosto del 2009, a Catania, dove raggiunse il padre che nel frattempo si era trasferito in Sicilia. Una sera, mentre gli altri ballavano, ad accogliere Axel non fu Morfeo, ma “una bella ragazza che mi chiese di ballare. Non ho saputo dire di no”. Da allora non ha più smesso, nonostante un’eredità pesante: “col tango ho avuto un rapporto conflittuale. Per tutti sei il figlio di Leone. A un certo punto non ho fatto più lezione con mio padre, ma con un altro Maestro, Peppe Di Gennaro”. Da insegnante, “mi piace rispettare la tradizione del tango cercando di capire come si muove il corpo nello spazio. Spesso è etichettato come un ballo per vecchi. Spero di riuscire a portare un’idea e un’energia diverse”. Alla MIA Danza, però, Axel non è solo un ballerino. Tolti gli abiti eleganti del figlio d’arte, il giovane Perugino indossa il kimono nero da insegnante di Ninjutsu: “l’arte marziale tradizionale del Giappone. È da lì che deriva la mia scelta di studiare giapponese all’Università”. La pratica dal 2006 – “prima ho imparato il Taekwondo” – e dal 2012 la insegna, dividendo gli allenamenti in diverse fasi: “al vertice di tutto c’è il benessere della persona, quindi si parte con Yoga, flessioni e potenzia- mento muscolare”. Si passa quindi “ai movimenti di base per spostarsi nello spazio e per conoscere il proprio corpo, alle tecniche percussive e a quelle più dolci, come le leve articolari”. Per gli allievi più preparati c’è anche una parentesi sulle armi con “tecniche di spada e bastone corto, poi corde e armi da lancio”. Un’attività per tutte le età: “al momento ho diversi universitari che si allenano con me, ma per la parte di tecnica dolce anche i più anziani possono allenarsi”. العاب قمار كازينو A maggior ragione perché in palestra sta per arrivare una sicurezza in più: “ci stiamo occupando del tatami, anche se il parquet non è impraticabile. Paradossalmente il mio unico infortunio è avvenuto proprio sul tappeto”. Prospettive per il futuro: “fondare una mia scuola di tango argentino, coinvolgendo artisti internazionali. È il sogno mio e di mio padre. Per il Ninjutsu, invece, mi piacerebbe farlo conoscere il più possibile. È un’arte marziale poco conosciuta e apprezzata. La gente ci vede quasi come assassini, invece vorrei trasferire un messaggio di benessere”. لعبة بينغو Sogni ad occhi aperti di un bambino che veniva portato in Milonga.
Ciro Baldini
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