Telecomunicazioni, un titolo spendibile

Un’indagine sulla spendibilità del titolo nel mercato del lavoro e sul gradimento degli studi. L’ha condotta il Corso di Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni dell’Università Federico II raccogliendo, tramite un questionario, le opinioni di 120 laureati specialistici, che hanno terminato gli studi negli ultimi quattro anni, traendone importanti indicazioni. “Una fra le richieste più pressanti è avere un riscontro attendibile sul valore e sulle prospettive degli studi intrapresi. Per questo abbiamo deciso di aprire una finestra di dialogo con gli studenti”, spiega il Presidente del Corso di Laurea, prof. Giovanni Poggi. Occupazione: i dati risultano abbastanza incoraggianti. Nonostante le imprese ricorrano sempre più al lavoro flessibile, il 28% dei laureati ottiene un lavoro a tempo indeterminato entro sei mesi dalla laurea, il 43% entro un anno e il 65% entro due anni. Tra i fattori discriminanti, ma non in modo assoluto, voto di laurea ed età. La prima occupazione è spesso avara di soddisfazioni economiche: solo l’8% degli intervistati guadagna più di 1500 euro al mese netti, il 51% tra i 1000 e i 1500 euro, addirittura il 41% meno di mille. Ma la dinamica retributiva sembra piuttosto veloce e i dati cambiano rapidamente, inoltre il campione è formato anche da laureati da poco tempo e quindi per molti l’occupazione attuale coincide ancora con la prima. Il settore di inserimento è particolarmente interessante: poco più del 40% lavora nelle Telecomunicazioni, una percentuale analoga in altri settori dell’Information and Communication Technologies, il resto in ambiti diversi. “Questo dato ricalca la situazione di crisi che ha attraversato il settore dal 2003, ma sottolinea anche la capacità dell’ingegnere delle Telecomunicazioni di trovare spazio in altri campi attigui e lontani, frutto di un’ampia e solida preparazione e, soprattutto, della forma mentis acquisita”, sottolinea il prof. Poggi. Punto dolente è la scarsa ricettività delle regioni meridionali: meno del 40% delle persone intervistate lavora in Campania; mete principali Roma e Milano, il 4% è all’estero. Spazio anche all’opinione degli intervistati che appaiono generalmente soddisfatti del proprio lavoro, indipendentemente dalla retribuzione, dal settore occupazionale e dalla sede. Nel complesso, l’80% degli intervistati considera buona o eccellente la propria preparazione, il 20% quasi la considera addirittura sovradimensionata rispetto alle esigenze, e solo una percentuale minima inadeguata. “Va aggiunto che una frazione significativa di intervistati, nei commenti liberi, lamenta un peso eccessivo di argomenti teorici a scapito di nozioni di più immediato interesse applicativo riguardanti soprattutto le reti e l’informatica”, conclude il prof. Poggi. 
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