Terzo settore ed economia circolare, una scoperta per chi segue il Laboratorio sulla Responsabilità Sociale

Si concluderà ai primi di marzo con una presentazione finale il Laboratorio sulla Responsabilità Sociale
Territoriale, promosso e portato avanti dai professori Adele Caldarelli, Mauro Sciarelli e Renato Briganti e dalla
dott.ssa Caterina Ferrone, sviluppato in collaborazione con importanti realtà del terzo settore presenti nel Rione Sanità – Fondazione Alessandro Pavesi, Mani Tese, l’Associazione Studentesca Unina, Rete NEXT (Nuova Economia X Tutti). “Il percorso di formazione ha inteso dare ai ragazzi gli strumenti di base per immaginare un proprio impegno diretto, lavorativo, in ambito sociale. I formatori di NEXT ci hanno spiegato come da questa esperienza siano nate delle idee imprenditoriali”, dice il prof. Briganti. Uno dei progetti fino ad ora concepiti si occupa di gestione dei rifiuti. “Siamo partiti dal confronto con gli imprenditori virtuosi del Rione Sanità e dalle esigenze maggiormente avvertite dal quartiere. Ciascun gruppo ne ha individuata e scelta una, dopo aver sviluppato la problematica attraverso una dinamica di interazione sociale, come fossero dei giochi. Noi ci siamo interessati al tema dei rifiuti, questione fortemente sentita dagli abitanti della zona”, raccontano i ragazzi del gruppo Nuova (S)partenza formato da Ludovica Carotenuto, Francesco Cavaliere, Anna Granato ed Ersilia Scarpato. In collaborazione con Legambiente, l’ASIA e il pizzaiolo Ciro Oliva, un nome storico e di richiamo, i quattro ragazzi hanno lavorato a un progetto di raccolta differenziata per il campus di Monte Sant’Angelo e recupero del cibo avanzato dalle mense. “Anche all’interno dell’università c’è un problema di riciclo dell’immondizia, aggravato da una raccolta differenziata disordinata e da una cattiva distribuzione dei contenitori, e tanto cibo non consumato può essere invece affidato ad associazioni di volontariato”, proseguono gli studenti che insieme con i loro tutor hanno individuato orti urbani e fondi rustici presso i quali è possibile depositare i rifiuti dopo averli correttamente separati, per produrre frutta e ortaggi a chilometro zero dopo aver compostato il materiale, magari anche per rifornire la mensa universitaria. “Cercheremo di sviluppare questa iniziativa, che ci auguriamo diventi una proposta dell’Ateneo, attraverso dei finanziamenti, meglio ancora tramite una campagna di crowdfunding”. Apprezzamenti per il Laboratorio: “Ci ha aperto la mente con una nuova visione del nostro ruolo di economisti. Non siamo abituati
a ragionare se non in termini di profitto, e invece abbiamo scoperto questo mondo interessantissimo del Terzo
Settore e dell’Economia Circolare, un modo di pensare agli interventi che non scavalca il fattore umano, ma è attentoalle persone e ai loro bisogni, riduce gli sprechi, crea lavoro”.
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