Tirocini in azienda, un bilancio

“Complessivamente ad Architettura abbiamo avuto otto tirocinanti fi nanziati con i 500 euro al mese dalla Regione, su complessivi 100 coperti nell’ambito della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base. Non è un numero molto alto e questo dipende anche dalla circostanza che i nostri studi professionali sono ancora poco addestrati ad accogliere i giovani universitari. Tuttavia, è un numero accettabile. Se, come mi auguro, ci saranno altri bandi regionali, sono certa che Architettura otterrà anche un numero più elevato di borse”, riferisce la professoressa Emma Buondonno, docente di Composizione architettonica ed urbana, che per il suo Dipartimento ha svolto un ruolo di coordinamento del progetto. Di tirocini si è parlato in un incontro il 6 maggio all’Ordine degli Architetti di Napoli. In particolare, sono stati illustrati i risultati delle esperienze che hanno condotto otto laureandi o neolaureati presso varie realtà tra il 2018 ed il 2019, nell’ambito dei tirocini fi nanziati dalla Regione Campania, progetto che ha coin volto la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base e che, relativamente ad Architettura, ha avuto risultati soddisfacenti. Prosegue la docente: “Bisognava garantire le aziende rispetto al rischio di perdere tempo con i ragazzi e si doveva contemporaneamente evitare che i tirocinanti retribuiti fossero adoperati in sostituzione del personale assunto e quindi in maniera scorretta da parte delle realtà che li avrebbero accolti. L’obiettivo è stato raggiunto”. Ogni azienda ha avuto uno o massimo due tirocinanti. Due aspiranti architetti sono andati alla B5, uno studio professionale molto noto che si è occupato, tra l’altro, degli interventi di recupero e riqualifi cazione dell’ex Albergo dei Poveri a Napoli. Uno è rimasto cinque mesi, l’altro due. Altri due tirocinanti hanno svolto la loro esperienza – uno per 5 mesi ed il secondo per due mesi – presso Gnosis, un’altra realtà di professionisti molto conosciuta ed apprezzata nell’ambito dell’Architettura. Fed, che sta per Future Environmental Design e che nasce nel 2015 come spin-off universitario dell’Università di Napoli Federico II promossa da giovani ricercatori, tutti under 35, ha avuto un tirocinante. “In quella realtà – racconta Buondonno – lo studente ha avuto l’opportunità di prendere contatto con l’utilizzo della metodologia BIM, un altro sistema che adesso i giovani architetti fanno. È un sistema integrato nel quale tutte le parti che concorrono a defi nire un progetto sono convergenti”. Atitech, che si occupa della costruzione di pezzi di aeroplani, ha accolto un altro tirocinante di Architettura. “Ha lavorato – dice Buondonno – nell’ambito della progettazione dei ponteggi necessari a realizzare la fusoliera degli aerei. Considero molto formativa anche questa esperienza, perché è servita a far comprendere allo studente che l’architetto ha la capacità di esercitare un controllo sull’intero iter progettuale e, per questo, può trovare occupazione anche in imprese ed aziende che si occupano di altro rispetto al progetto architettonico nel senso classico”. In sede di bilancio, la docente sottolinea, poi, che entrambe le tipologie di tirocinio, quello da cinque mesi e quello da due mesi, possono essere valide. Si tratta, però, di esperienze differenti anche dal punto di vista qualitativo. “Il tirocinio da cinque mesi – rifl ette – consente sia al tirocinante che alla struttura di avere un tempo suffi ciente per capire che quella persona può entrare in organico. La tipologia di due mesi credo giovi soprattutto allo studente. Lo aiuta a comprendere cosa sviluppa quella data azienda e quel determinato studio professionale e se gli interessa. La struttura ospitante può trovare utile la collaborazione di due mesi se ha ben chiara e pianifi cata la sua attività, per esempio per un progetto defi nitivo ed esecutivo che ha bisogno di tempi ristretti nel quale si valorizza un giovane laureato facendolo partecipare”. Aggiunge: “Un’altra cosa molto importante di questa esperienza dei tirocini è stata l’attività di matching, l’organizzazione di giornate nelle quali si incontravano i tirocinanti, le realtà che li ospitavano ed i referenti universitari”.
Fabrizio Geremicca
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