Tre curricula per la nuova Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica

Una nuova Laurea Magistrale in Ingegneria Chimica per la Federico II. È stata presentata a fine febbraio e sarà attivata a settembre con il primo anno.
“L’iniziativa – spiega il professore Nino Grizzuti, Presidente del Corso di studio – nasce dalla constatazione che la figura professionale dell’ingegnere chimico si è molto evoluta negli ultimi anni ed ha acquistato valore in una serie di nuovi settori. Per esempio nel farmaceutico, nell’alimentare, nei beni di largo consumo. Insomma, ci sono opportunità che vanno al di là del settore dell’ingegneria chimica classica”. Prosegue il docente: “D’altro canto, negli anni a noi più vicini ha acquistato un peso sempre più rilevante l’ingegneria chimica sostenibile legata al rispetto dell’ambiente, al disinquinamento, all’utilizzo di  risorse rinnovabili come il biodiesel o le microalghe. I concetti basilari sono sempre quelli dell’ingegneria chimica, ma declinati in ambiti ed applicazioni più vasti che in passato. Ecco, la nuova Laurea Magistrale si propone di formare ingegneri chimici che si misureranno con le nuove realtà del mercato del lavoro”. Sostituisce la vecchia Laurea Magistrale che aveva un unico curriculum, con tre curricula, due in inglese ed uno in italiano. Sustainable Engineering (in lingua inglese) “consente di sviluppare una specifica sensibilità per la visione sistemica tipica del life cycle thinking”. Elementi qualificanti del curriculum sono l’impostazione sistemica, lo sviluppo di competenze su temi di ecologia industriale e di sostenibilità, la capacità di progettare, mettere a punto, sviluppare trasformazioni legate all’utilizzo delle risorse e alla minimizzazione degli impatti, ai percorsi biotecnologici, al rischio ambientale connesso con le operazioni industriali. A Product Engineering (in inglese) è prevalente “l’approccio microscopico alle trasformazioni della materia, alle relazioni struttura-proprietà dei materiali e dei formulati. Elementi qualificanti del curriculum sono: l’approfondimento delle relazioni tra struttura, proprietà e funzioni, lo sviluppo di competenze specifiche in settori trainanti dell’industria di prodotto, quali, ad esempio, farmaceutico, alimentare, della detergenza e della cosmesi, delle materie plastiche”. Il terzo curriculum è in italiano e si chiama Ingegneria di Processo. “È trasversale – spiega il Presidente del Corso di Laurea – ed è in grado di offrire una preparazione ad ampio spettro in tutti i settori di inserimento dell’ingegnere chimico attraverso l’apporto bilanciato di discipline generali dell’Ingegneria Chimica di processo e di prodotto e discipline che fanno riferimento a specifici settori di intervento”. 
La nuova laurea non è a numero programmato. Potrebbe avere, se si manterrà sui numeri della Magistrale attiva da alcuni anni, tra i 110 ed i 120 nuovi immatricolati.
Se vorranno, gli iscritti alla vecchia Laurea Magistrale potranno traslocare nella nuova, ma il professore Grizzuti non lo consiglia. “La raccomandazione del Corso di studi – sottolinea – è mantenere la scelta effettuata perché il laureato che completa il percorso con il vecchio ordinamento monotematico non acquisisce certamente un titolo di serie B ma una laurea che ha dimostrato di offrire opportunità estremamente valide di inserimento nel mondo professionale”. 
Fabrizio Geremicca
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