Trombetti Presidente CRUI

52 voti a favore e 20 schede bianche. Con questo risultato, giovedì 18 maggio, il prof. Guido Trombetti, rettore riconfermato dell’Università Federico II dall’1 novembre 2001, è stato eletto Presidente della CRUI. “Aver ricevuto l’appoggio dichiarato dei Rettori dell’intera Lombardia, di vari settori del Veneto è un aspetto che mi ha fatto particolarmente piacere. Non è stato insomma un voto per area geografica”. “Una grande responsabilità” è quella che avverte, “dovendo esprimere le istanze di un mega ateneo come La Sapienza di Roma ed un piccolo ateneo come ad esempio quello di Benevento. È cosa molto delicata”. “L’Università è in uno stato di abbandono. È un compito che riconosco difficile e che affronterò con il massimo impegno”. Del resto, afferma: “ho sempre lavorato 13-14 ore al giorno sin da ragazzo”. “Ed è un grande onore aver ricevuto la fiducia di tanti colleghi rettori che è anche la stima per un mega ateneo storico come il nostro”. Sono le prime parole del neo eletto Presidente CRUI, che non nasconde tuttora (questa intervista è del 30 maggio) una certa emozione.
La prima volta di un rettore napoletano. “È vero e ne sono onorato. Però i problemi degli atenei sono uguali per tutti, senza differenza geografica”. “E poi alla fine la qualità della persona viene sempre a galla”, al di là della provenienza.
A chi dedica questa elezione? “Alla mia Università. Alla Federico II che in questo momento, di fatto, interpreta un ruolo leader nazionale”. Ancor più dopo la nomina a Ministro del prof. Luigi Nicolais.
Novità per l’autunno? “Intestare l’aula Magna di Monte S. Angelo al prof. Ciliberto. Che ha fermamente voluto quell’insediamento, ha trovato i fondi e vi ha trasferito anche le facoltà che avevano delle resistenze, una sede che oggi ci è invidiata in Europa. Essenziale come la Tangenziale di Napoli”. “Ciliberto è stato un grande studioso, che è entrato povero nell’Università e se ne è andato povero”. Eppure, secondo alcuni, Monte S. Angelo manca ancora di qualcosa? “Sì. Ci vorrebbero un cinema, un teatro, una sala da thè, una house per qualche ora di relax per studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo. Per poter ricevere qualche ospite. Ma chissà che in un futuro…”. Vulcanico Trombetti, per parlarne, forse sta già pensando a qualcosa. 
Torniamo alla Presidenza della CRUI. Come l’hanno accolta i colleghi campani la prima volta di un importante ateneo del Sud? “Sono stati tutti molto cari, mi hanno dato un appoggio incondizionato. Ma così anche tutto il Lazio, Catanzaro, Viterbo, etc. Grande attenzione e grande stima”. Vuol dire che ha ben operato in questi 5 anni, e nell’anno all’Ufficio di Presidenza CRUI? “Bontà loro”. 
Le cose da fare. “Intanto cercherò di assentarmi il meno possibile da Napoli. E qui l’informatica ci è d’aiuto. Ed a giugno c’è un primo incontro istituzionale fra il Ministro dell’Università Fabio Mussi, – il 14 giugno alle 15,00 – con tutto il Consiglio di Presidenza della CRUI”. A proposito di ufficio di Presidenza, lì è stato eletto un altro campano, il rettore Pasquino. “Sì. Un altro bellissimo risultato la presenza di Raimondo Pasquino. Il vulcanico e battagliero Raimondo, fraterno amico, un’elezione che per me è motivo di grande tranquillità nel lavoro che dovrò affrontare”. “E poi ci saranno delle deleghe, come ho sempre fatto, da quando ero Preside di Scienze”.
Il 17 e 18 maggio, prima del voto. “Due giorni belli, intensi, di incontro con tutti i rettori italiani e di riflessione. Una strada subito dimostratasi in discesa, al di là della mia immaginazione”. Il lavoro di questi 5 anni è stato un bel biglietto da visita.
Ricambio e squadra, al Federico II. È stato positivamente premonitore, un paio di numeri fa su Ateneapoli, il Preside di Scienze, prof. Alberto Di Donato: “occorre una nuova classe dirigente nell’ateneo”, aveva detto. “Concordo, ma un po’ alla volta. Del resto una classe dirigente si fa da sé. Il problema è di non stopparla, di far esprimere le grandi potenzialità che un grosso ateneo, come il nostro, possiede al suo interno. Così ho fatto per i fondi Prin, su idea di un giovane docente, il prof. Pippo Carino, così con tanti altri. Se la proposta è buona, sono sempre pronto ad ascoltare”. E ribadisce: “come ho detto sullo scorso numero di Ateneapoli: è impensabile che un mega ateneo come il Federico II possa essere governato da una sola persona. Chi lo pensa è un ingenuo. Ogni giorno, gestiscono e prendono decisioni nell’ateneo diverse decine di persone, dai Presidenti di Polo, ai Presidi di Facoltà, ai Direttori di Dipartimenti, alla dirigenza amministrativa”. 
Ora è il momento di festeggiare. Festeggiamenti già iniziati domenica 21 maggio, nella casa in collina del prof. Elio Marciano, a Buccino, nel salernitano. Conferma? “È vero. È stato uno dei festeggiamenti, presente anche il neo Ministro Luigi Nicolais ed altri”. Due grandi risultati per il Federico II, in due giorni. “Sì. Formidabili. Per il Federico II e, direi, per la città”.
P.I.
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