Troppa sociologia a Scienze del Servizio Sociale

Il prof. Antonio Guarino, Presidente del Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale, traccia un bilancio dei primi mesi di applicazione del Nuovissimo Ordinamento, che sono coincisi anche con la sua entrata in carica. “Sia gli studenti che i docenti hanno apprezzato la riduzione del numero di esami derivante dall’applicazione del Nuovissimo Ordinamento”, afferma Guarino. Anche perché a Scienze del Servizio Sociale il carico di studio era particolarmente pesante, con quaranta esami nel triennio di cui una buona parte di materie giuridiche. Nonostante il notevole alleggerimento però, secondo il prof. Guarino, la nuova Classe di laurea, istituita dal Ministero per i Corsi afferenti al Servizio Sociale, avrebbe potuto essere disegnata in maniera molto più equilibrata. “La programmazione delle nuove classi di laurea è stata – sostiene il professore – sbilanciata eccessivamente sul fronte delle materie sociologiche. Così anche materie fondamentali per gli operatori sociali come il Diritto di Famiglia, o lo studio del terzo settore e delle istituzioni no-profit, diventano opzionali. In questo Corso abbiamo cercato di riequilibrare le cose ma, dovendo rispettare le tabelle ministeriali, c’è comunque una dominanza notevole della Sociologia a scapito di Psicologia, Pedagogia e tutto il resto. Scienze del Servizio Sociale non è un Corso di Sociologia di serie B. Nei confronti della Sociologia abbiamo il massimo rispetto, riconoscendole un ruolo fondamentale, ma con questa dominanza tematica è a questo punto paradossale che il Corso di Laurea afferisca alle Facoltà di Lettere e Giurisprudenza e non a quella di Sociologia”.  
Polemiche a parte, il prof. Guarino sottolinea come per il Corso di Laurea, e in generale per tutto l’Ateneo, sia “importante l’interazione tra tutte le Facoltà. Il futuro dell’Università è dato dall’interscambio di docenti e conoscenze”. In particolare Guarino si sofferma sulla questione dei contratti di docenza, particolarmente utilizzati nei Corsi di Laurea come il suo con un organico stabile ridotto, suggerendo invece un cambiamento di rotta rispetto al passato: meno contratti esterni, erogati solo quando indispensabili, e maggiore utilizzo delle risorse disponibili o delle supplenze a titolo gratuito. “Con le ristrettezze economiche in cui versa l’Ateneo vanno utilizzate tutte le forze, senza troppe difficoltà burocratiche; molti sono disponibili a prestare supplenze a titolo gratuito, per motivi di prestigio o punteggio, anche perché il compenso del contratto annuale è comunque molto limitato. E’ importante ridurre l’utilizzo di contratti solo per le competenze specialistiche extrauniversitarie. In Consiglio di Corso di Laurea, il 7 aprile, abbiamo approvato una delibera per cui per ogni insegnamento disponibile verrà prima bandito un concorso per supplenza gratuita, e solo in un secondo momento, se il bando va deserto, si provvederà a rimediare con un contratto”.
Uno dei problemi segnalati in passato dagli studenti riguarda i tirocini: fino a questo momento c’è stato un unico docente referente e se si considera che il Corso conta 2500 studenti, ognuno dei quali deve svolgere ben tre tirocini nell’ambito del proprio percorso formativo, è da mal di testa soltanto l’idea che tutta questa mole di lavoro possa essere gestita da una sola persona.  “Ho istituito per la prima volta una Commissione – composta dai professori Rocco Petitto, Maria Clelia Zurlo e Franca Dente – per la gestione dei tirocini”, rassicura il prof. Guarino. “Prima tutte le pratiche di tirocinio dovevano essere approvate dal Consiglio di Corso, provocando lungaggini inaudite e inevitabili approvazioni in massa delle pratiche. Invece, grazie all’intelligenza e professionalità del nuovo Direttore della Segreteria studenti, dott. Pellegrino Palumbo, che sta riuscendo a sburocratizzare molte pratiche, ora i tirocini possono essere verbalizzati dal docente come fossero esami, per poi essere registrati direttamente dalla Segreteria. Certo ci sarebbe bisogno di un altro amministrativo che aiuti il dott. Gianfranco Del Giudice nella gestione delle pratiche, attualmente non può assentarsi neanche per malattia altrimenti si blocca tutto”. “L’altro giorno il medico mi aveva diagnosticato una settimana di riposo per un mal di schiena, ma il giorno dopo sono dovuto rientrare perché sapevo che gli studenti non avrebbero potuto rivolgersi a nessun altro per le pratiche di tirocinio”, conferma Del Giudice.
Un altro problema che rimane per ora insoluto è quello dell’accessibilità del piano superiore della sede in via Don Bosco. C’è un unico ascensore, di cui hanno la chiave soltanto i docenti e i custodi. E’ capitato che nel lasso di tempo che intercorre tra la fine dell’orario lavorativo dei custodi e la fine delle ultime lezioni non ci fosse nessuno a consegnare le chiavi ad una studentessa sulla sedia a rotelle. La ragazza ha potuto superare l’ostacolo fisico dei due piani di scale solo grazie all’aiuto dei compagni. “Ho chiesto di potere avere una copia della chiave”, racconta, “ma mi hanno detto che non è possibile, ‘per motivi di sicurezza’. Intanto mi sono rassegnata, per fortuna mi mancano solo tre esami e ho finito”. Un problema non indifferente: “stiamo cercando di risolverlo con la buona volontà”, assicura Guarino, “anche molti docenti spesso si sono resi disponibili ad accompagnare la studentessa in ascensore”. 
Per il resto le lezioni e gli esami nella sede di via Don Bosco sembrano scorrere senza particolari incidenti di percorso. Gli studenti del Nuovo Ordinamento invidiano comprensibilmente quelli iscritti al Nuovissimo, che si trovano a sostenere la metà dei loro esami. “La mia laurea è Triennale, ma dopo quaranta esami per me è più che Specialistica!”, dice una ragazza. “Gli iscritti al Nuovissimo hanno molti esami uguali ai nostri, ma a loro valgono più crediti!”, aggiunge un’altra. Da un anno, nella sede di via Don Bosco, funziona una ‘succursale’ della Segreteria studenti e un bar-tavola calda, due servizi che permettono agli studenti di non doversi per forza spostare in centro per risolvere problemi burocratici o per mangiare qualcosa tra una lezione e l’altra. Eppure per alcuni l’isolamento della sede rispetto al resto della zona universitaria rimane un problema. “Non si respira l’ambiente universitario – sostiene una studentessa – ci sono sempre venuta solo per seguire i corsi obbligatori. Mi sembra che siamo sempre fuori dal mondo, ci sono spacchi enormi tra un corso e l’altro, e che fai? Rimani a studiare qui, ma non c’è mai nessuno, ci sono pochi stimoli. Quando devo andare a parlare con il mio relatore, che ha lo studio a Giurisprudenza, non vedo l’ora!”, si sfoga. “Ma il Corso di Laurea in sé mi è piaciuto”, aggiunge, “anche con il tirocinio ho avuto la fortuna di vivere esperienze interessanti. I problemi per me rimangono a livello organizzativo, oltre che per la sede: se salti la data prefissata per la consegna della pratica di tirocinio devi aspettare il mese successivo”.
Viola Sarnelli
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