Un 2013 positivo per il Rettore Viganoni

“Sono onorata, eredito una presidenza che è stata molto efficace. Tutti noi abbiamo riconosciuto grandi meriti e impegno al Rettore Bencardino, spero di lavorare bene come lui, con la stessa coesione”, è la prima dichiarazione rilasciata dal neo Presidente del Comitato Regionale Universitario Lida Viganoni, Rettore de ‘L’Orientale’ che indica anche la priorità per il Sistema Universitario campano: “abbiamo da fare un po’ di cose insieme, vorrei provare ad affrontare in questi mesi qualche ipotesi di ulteriore razionalizzazione dei Corsi di Laurea, seguendo i buoni risultati già raggiunti nell’area medica”. Razionalizzazione che va verso la fusione, come ogni tanto si sente dire? “No, assolutamente. Si tratta di una maggiore forma di equilibrio nell’offerta formativa regionale. Il ruolo delle Università sul territorio è troppo importante, come ha sottolineato qualche giorno fa lo stesso Ministro Carrozza”.
Le risorse finanziarie sono il grosso problema delle Università, il Rettore Marrelli, tra le possibili soluzioni, punta ai Fondi europei, cosa ne pensa? “Non so se è una strada praticabile, non è semplice, ma comunque attingere fondi strutturali europei richiederebbe tempi abbastanza lunghi. Il problema bisogna risolverlo subito, speriamo di avere nel 2014 un modello di finanziamento delle Università nel quale si superino quelle problematiche che abbiamo portato all’attenzione del Ministro la scorsa settimana, innanzitutto con riferimento al contesto socioeconomico e la tassazione degli studenti”.
Perché tante difficoltà per gli Atenei meridionali? “C’è un dato molto interessante che mi ha mandato il Rettore di Bari che riguarda gli esoneri. Se si fa un confronto tra le Università del Mezzogiorno e gli studenti delle Università del Nord, è evidente che abbiamo un numero di esoneri dalle tasse molto più alto e la tassazione più bassa. Fermo restando che non ci sarà un aumento del Fondo Ordinario, ci aspettiamo però dal Ministro un modello con maggiore equità nella ripartizione che tenga conto di questi ed altri parametri. Basta riconoscere che sul territorio nazionale vi sono situazioni e contesti che sono molto diversi l’uno dall’altro e che l’attuale modello di ripartizione non tiene conto delle variabili che però poi pesano sulla vita degli Atenei. C’è bisogno di una maggiore equità”. 
Anche sui punti organico c’è ancora da lavorare? “Sicuramente, bisogna creare anche una maggiore convergenza tra risorse disponibili e punti organico. Erroneamente si pensa che, se domani mattina arrivano 30 punti organico, io faccio 30 concorsi. È errato, occorrono comunque le risorse. Ci sono Atenei in giro per l’Italia che hanno avuto molti punti organico ma non hanno le risorse, non sanno cosa farsene. I punti organico vanno assegnati tenendo presente anche il budget a disposizione degli Atenei. Fino allo scorso anno c’erano soglie minime e massime, il turnover nella media nazionale era il 20%, non si poteva andare sotto al 12% e non oltre il 30%. Tolti questi parametri, oggi c’è chi è andato al 6% come la Federico II che ha ceduto 147 punti organico per averne solo 9 e chi al 200%. C’è qualcosa che non funziona”.
L’Orientale risulta tra gli Atenei più virtuosi per numero di immatricolazioni. Dopo il boom delle immatricolazioni dello scorso anno con +17%, anche quest’anno registra un +2,5%. Secondo Lei qual è la ricetta vincente? “Continuiamo ad essere una Università con un buon profilo per qualità, storia e tradizione, e per questo siamo premiati. Il nostro asso nella manica sono le lingue straniere, offriamo un bagaglio di conoscenze di lingue e culture dei vari paesi del mondo. I giovani danno molto valore alla conoscenza delle lingue, hanno un curriculum più facilmente spendibile, una ricchezza di formazione, una chiave di accesso al mercato del lavoro che obiettivamente va al di là dei confini nazionali”.
Con un numero maggiore di iscritti occorrono anche più spazi per l’attività didattica, come vi state organizzando? “So che ci sono carenze denunciate dagli studenti anche su Ateneapoli, come per le aule affollate, per esempio. In questi mesi abbiamo fatto un grande sforzo per ottimizzare gli spazi attualmente a nostra disposizione, ma occorrono altre aule. Purtroppo non siamo riusciti a ripristinare le due aule da 120 posti di Palazzo Giusso, sarebbero state utilissime, ma sono spazi occupati dal gruppo 081. Intanto, abbiamo nuovamente affittato aule all’ANMIG dove si stanno svolgendo i Corsi di Lingue e, grazie alla disponibilità del Rettore Marrelli, da quest’anno abbiamo avuto dall’Università Federico II alcune aule in via Mezzocannone, in forma gratuita. Farò ogni sforzo per trovare ulteriori spazi”.
La Regione Campania ha reso disponibili i 58 milioni per le Università campane, le residenze con questa liquidità saranno a breve ultimate? “L’Orientale ha già fatto la sua parte. Le residenze sono state completate, salvo per alcune parti che riguardano l’impianto elettrico e gli arredi. Abbiamo avuto in consegna l’edificio da Edifica e lo abbiamo trasferito all’Adisu (a metà novembre ndr) che se ne fa carico a tutti gli effetti con la gestione in comodato d’uso per 25 anni”. Avete concordato i tempi di apertura? “In primavera sarà tutto pronto. Ormai considero questo un obiettivo raggiunto”. 
Dal 2010 ad oggi sono entrati nell’Ateneo 35 nuovi ricercatori, quali risultati si sono registrati? “Innanzitutto, per la nostra dimensione è un numero importante, soprattutto per il pesante turnover che abbiamo avuto. Il dato sulla valutazione registra, per la parte del reclutamento, un valore molto alto, grazie anche alle chiamate dall’estero. È evidente che la componente giovane porta avanti ricerca di qualità. Spero di poter dare ulteriore spinta in questa direzione, anche in vista della chiusura delle abilitazioni scientifiche nazionali che ci daranno nuovi associati e nuovi ordinari”.
Cosa le piacerebbe evidenziare? “L’approvazione del regolamento per la tutela della privacy per soggetti che si trovano nella condizione di cambiamento di genere. È un problema molto importante, da affrontare con delicatezza e rispetto. L’Orientale ha saputo dare la giusta attenzione. Gli iscritti al nostro Ateneo troveranno garanzia di privacy soprattutto quando il percorso non si è concluso. Evidenzierei poi la destinazione dei fondi raccolti dal 5×1000, sono stati tutti destinati a borse di studio e soggiorno all’estero per gli studenti. Quest’anno ne abbiamo assegnate 5 per l’area orientale e 5 per l’Europa attraverso il Servizio Orientamento e Tutorato”.
Gennaro Varriale
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