Un Forum prima dell’estate

Lavori in corso alla Federico II su requisiti minimi e conseguente numero chiuso. Dopo la decisione del Senato Accademico di ricorrere al numero programmato nelle Facoltà di Farmacia e Biotecnologie – che non rientrano nei parametri di numerosità di docenti e studenti stabiliti dal Ministero (Miur) –, si continua nella raccolta dei dati Facoltà per Facoltà, al cui termine è in programma un forum dove discutere del provvedimento ministeriale sulla base di elementi certi.
In linea generale, il Senato Accademico aveva già manifestato la sua contrarietà alla misura dei requisiti minimi, almeno nella forma così stabilita dal Miur. Ciononostante, si è reso necessario deliberare – lo scorso 8 aprile – l’accesso limitato a Farmacia e Biotecnologie, almeno per il prossimo anno accademico. “Il problema – dichiara Pierino Di Silverio, rappresentante degli studenti di Confederazione in Senato Accademico – è che il decreto ministeriale 15/2005 ci è piombato addosso all’improvviso. La Moratti ha deciso di ricorrere ai requisiti minimi, ma contestualmente non ha sbloccato i concorsi per la docenza”. 
Due e cinque gli anni che, rispettivamente, il Miur ha concesso agli Atenei pubblici e privati per adeguarsi alla normativa. Termini troppo stretti, a sentire la rappresentanza studentesca: “è servito a poco far slittare la scadenza per la presentazione dei dati al 30 aprile. Sin dall’inizio sapevamo che era materialmente impossibile monitorare tutte le Facoltà nei tempi imposti”, riferisce Di Silverio. “Eppure – aggiunge – in Commissione didattica stiamo procedendo alacremente. L’ultima riunione c’è stata il 22 aprile. Siamo tutti impegnati – studenti e docenti – in un lavoraccio ”. 
La Commissione, presieduta dalla Preside di Sociologia Enrica Amaturo, sta valutando le informazioni fornite dal Centro elettronico d’Ateneo: “per ciascuna Facoltà abbiamo acquisito numero degli iscritti, crediti necessari per passare da un anno all’altro, numero degli appelli, quello dei docenti, ecc. – spiega Francesco Angeloni, senatore accademico di Studenti in Movimento – Sulla base di queste informazioni, studieremo come limitare il numero chiuso e gli sbarramenti, come aumentare gli appelli, ecc. Vogliamo anche realizzare una review sul numero dei laureati prima e dopo la riforma”. “Insomma – chiarisce Paolo De Martino, rappresentante della Sinistra Universitaria in Senato Accademico – stiamo preparando un dossier con dati precisi e non con slogan, che sarà poi discusso in un forum da organizzare prima dell’estate”.
Agli studenti dell’Unione degli Universitari, però, questo “temporeggiamento” del Senato non è piaciuto. È accaduto così che lo scorso 27 aprile una trentina di suoi esponenti abbia fatto una pacifica irruzione nell’aula del Senato. “Il Senato non si è mai ufficialmente espresso sull’argomento dei requisiti minimi ed il 30 aprile scadevano i termini per l’inoltro dei dati al Ministero. Questo il motivo che ci ha spinti all’azione”, chiosa Giannantonio Scotto di Vetta, rappresentante degli studenti in Consiglio d’Ateneo nonché membro dell’Udu.
La posizione dell’Udu sulla questione del DM 27/05 e del conseguente numero chiuso è netta: “siamo contrari e chiediamo il ritiro del decreto. A breve partirà anche una campagna nazionale d’informazione sul tema”, dichiara Scotto di Vetta. Nel corso del Senato, Monica Del Naja, senatrice accademica e membro dell’Udu, ha letto un documento. Alcuni passi del testo: “chiedo al Senato che si pensi ad una precisa revisione dei Corsi di Laurea attualmente istituiti: bisogna accorpare Corsi con settori scientifico-disciplinari simili per utilizzare al meglio i docenti”. Ancora: “chiedo che venga presa in considerazione la possibilità di ricorrere alla mutuazione della docenza tra le varie Facoltà dell’Ateneo, così come avvenuto alla Seconda Università di Napoli che, pertanto, non è dovuta ricorrere al numero programmato”. Del Naja è anche membro della Commissione didattica del Senato: “per ciò che concerne Farmacia, abbiamo stimato che la Facoltà necessita di 144 docenti per poter rispettare i requisiti minimi. Ebbene, si potrebbero recuperare professori dalla Facoltà di Medicina che, invece, ha un considerevole esubero di docenti”. Insomma, ciò che emerge a chiare lettere dal documento dell’Udu è la richiesta di “una chiara presa di posizione del Rettore Trombetti nella Conferenza dei Rettori e al Ministero circa il problema dei requisiti minimi”.
La rappresentanza studentesca in Senato Accademico ha stigmatizzato il comportamento dell’Udu. Particolarmente duri i commenti di Confederazione: “sia ben chiaro, noi contestiamo il modo della protesta, non i contenuti. Viviamo in una democrazia parlamentare? E allora ci sono precisi iter burocratici da seguire”, afferma Di Silverio. E Francesco Angeloni: “premesso che tutti gli studenti hanno pari diritto, avrei preferito che a varcare la soglia del Senato fossero stati solo studenti dell’Udu iscritti alla Federico II e non ragazzi di altri Atenei”. 
Criticata anche Monica Del Naja: “se si decide di agire nella legalità, facendo parte del Senato, per giunta della Commissione che si sta occupando del problema, non si può avallare un atto fuori dalle regole come quello inscenato dall’Udu”, commenta Angeloni. Prosegue Di Silverio: “così facendo, si corre il rischio di strumentalizzare la protesta studentesca, perché l’Udu non ha portato alcun dato a sostegno della sua opposizione ai requisiti minimi”. La difesa di Del Naja: “dal momento che più volte ho sollecitato, senza fortuna, la discussione in Senato sul tema dei requisiti minimi,  mi è sembrato doveroso agire in questo modo, anche come forma di rispetto nei confronti dei tanti studenti che mi hanno eletta e che rappresento”. E conclude: “se non ci fosse stata l’azione dell’Udu, non ci sarebbe stato alcun dibattito in Senato”. In questo senso l’Udu canta vittoria: “Il Senato ha approvato il nostro documento”, recita un comunicato. Diversa la versione dell’altra rappresentanza studentesca: “il Senato non ha votato il testo della Del Naja, ma un altro documento, quello stilato dal prof. Staiano, in cui abbiamo sottoscritto la necessità di rivedere il meccanismo dei requisiti minimi”, sottolinea Paolo De Martino.
Paola Mantovano 
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