Un Laboratorio per imparare a scrivere

Migliorare e perfezionare le competenze di scrittura nelle diverse tipologie testuali. Questo è il fine del Laboratorio di Scrittura ideato e diretto dalla prof.ssa Rossana Esposito dalla sua prima edizione nell’anno accademico 2002-2003 e quest’anno partito l’11 marzo. “E’ l’unico Laboratorio di Scrittura della Federico II – spiega la docente – e mira a fornire competenze testuali finalizzate alla stesura di tesi”. Il Laboratorio (consente di acquisire 4 crediti) è stato pensato per gli studenti del Corso di Laurea in Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali. Il numero massimo dei partecipanti è 50: “abbiamo dovuto necessariamente fissare il numero chiuso perché il Laboratorio prevede prove di scrittura”. Durante il Laboratorio (ogni anno sono coperti tutti i posti disponibili), gli studenti, oltre a conoscere le diverse tipologie testuali, apprendono le fasi del processo creativo. “La scrittura è un’attività complessa e dinamica che richiede capacità individuali – spiega la prof.ssa Esposito – Le varie fasi di elaborazione di un testo richiedono capacità e conoscenza”. Le lezioni sono articolate in due fasi, una prima teorico-metodologica e una seconda che è la fase pratica in cui gli studenti si esercitano nella produzione di testi. Elemento base di questa seconda fase è l’interazione con la docente che ascolta e corregge i lavori. Una meticolosa organizzazione che non può che portare a commenti positivi da parte degli studenti. “All’inizio l’ho scelto perché era uno dei pochi Laboratori ancora disponibili, ma poi mi sono appassionata – racconta Monica, studentessa venticinquenne – Lo  trovo molto utile, in fondo tutti dobbiamo scrivere la tesi. Inoltre, la docente è molto disponibile”. Anche Mirella, 24 anni, è in prossimità della tesi. Dice: “ormai siamo agli sgoccioli e io ho difficoltà nella scrittura. Conoscevo già la professoressa, ho seguito il suo corso di Letteratura italiana e sapevo che era brava”. Ma non tutti sono qui per lo stesso motivo, alcuni hanno scelto il corso per alimentare una passione personale. Ad esempio Angelo, 26 anni, “ho scelto questo Laboratorio perché mi interessava e lo trovo utile per affinare le mie doti di scrittura. Solo che  non lo immaginavo strutturato in questo modo, ma un po’ più aperto e meno teorico”. Oppure Emanuele, studente ventenne, che dice: “io l’ho scelto per interesse personale. Non sono mai stato molto bravo a scrivere, ho sempre preferito l’ars oratoria, ma ora vorrei iscrivermi ad un corso di giornalismo dello spettacolo”. Il Laboratorio è anche sul web (sito del Corso di Laurea www.archeo. unina.it). Dal link si possono reperire informazioni ma anche visionare alcuni lavori prodotti dagli studenti. “Sono stati due studenti, nel 2003, ad occuparsene: Saverio Serafino, ora laureato in Archeologia informatica, e Veronica Valli, allora rappresentante degli studenti”, sottolinea la docente.
Romanzo collettivo, 
l’esperienza di
Gabriele
Uno degli studenti del Laboratorio che poi ha continuato a coltivare la sua passione per la scrittura è Gabriele Iaconis. “Mi sono laureato alla Triennale di Cultura e Amministrazione dei Beni Culturali nell’ottobre 2008 con una tesi in Letteratura Italiana proprio con la prof.ssa Esposito dal titolo ‘La letteratura di viaggio e d’avventura contemporanea: modi e forme di un genere letterario’. Intanto, ho  sempre coltivato la passione per la scrittura ma senza avventurarmi più di tanto alla ricerca di qualche editore a cui potessi inviare qualche mio racconto inedito”, racconta Gabriele. Quando poi ha deciso di scrivere un romanzo, ha chiesto informazioni alla docente su come  inviarlo a qualche editore che non gli chiedesse una partecipazione economica. “La maggior parte delle case editrici alle quali avevo inviato via mail il testo mi chiedeva sempre di finanziare l’opera a mie spese”, sottolinea. Così Gabriele ha conosciuto Aldo Putignano, l’editore di Boopen, una neonata casa editrice che consente di pubblicare testi senza oneri economici per l’autore (www.boopen.it). Gabriele ha partecipato alla bookfactory, “una iniziativa di Claudio Calveri che ha avuto la ‘pazza’ idea di proporre, a chiunque volesse partecipare, la sfida di incontrarsi e in una sola giornata creare personaggi, trama, ambientazione di un romanzo per poi scriverlo in una sola settimana”. Ad ogni autore è stato assegnato un capitolo, con alcune linee guide da seguire. Il romanzo è stato poi sottoposto ad un bookcoach (Putignano) che ha avuto il compito di limare eventuali contraddizioni e incongruenze nel testo prima della pubblicazione. E’ questa la genesi del romanzo collettivo, “la vera bellezza”, “prima esperienza con queste caratteristiche così particolari in Italia”, dice Gabriele il quale ha raccontato, in una lezione del Laboratorio, la sua storia agli studenti. 
Marilena Passaretti
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