Un pomeriggio a Palazzo Gravina

Una giornata per mettere in vetrina le eccellenze ma anche le bellissime sedi, talvolta monumenti storici, che ospitano l’Ateneo Federico II. Ci ha pensato anche il Dipartimento di Architettura che ha organizzato una visita guidata a Palazzo Gravina, l’edificio di via Monteoliveto che lo accoglie da sempre. Un patrimonio degli studenti, dei docenti e della città. Una ricchezza spesso dimenticata, come tante altre a Napoli. Peccato che l’iniziativa non abbia riscosso molta partecipazione. Cicerone, una docente molto disponibile e appassionata, caratteristica che ha contagiato tutti i presenti.
Il Palazzo, prima di divenire sede universitaria, ha subito differenti passaggi di proprietà e di conseguenza diverse destinazioni d’uso nel corso dei secoli. È stato costruito su territori concessi dal Monastero di S. Chiara, intorno al 1512-1513, poi restaurato in epoca moderna ritornando alle sue forme originali. Un elemento molto intrigante è costituito dallo stile architettonico appartenente al Rinascimento romano e toscano. È stato partecipe nel corso dei secoli di tanti eventi storici: dall’incendio del 1848 sino alle varie dominazioni precedenti che ha subito la città (dominazioni francesi e spagnole, che sono quelle che hanno condizionato più profondamente nei secoli a venire sia l’urbanistica cittadina sia la consapevolezza sociale). Una notizia bizzarra riguarda la proprietà del Palazzo: è stato proprietà della famiglia Orsini sino al 1830 ed era ad uso abitativo. In seguito, è stato venduto all’asta e ovviamente, come accade spessissimo, battuto ad un prezzo molto inferiore al suo valore originario. Gli acquirenti: la famiglia Ricciardi. Non si sa molto delle cause del passaggio di proprietà. Un aspetto affascinante da approfondire.
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