Voto di laurea: media ponderata ed esperienza Erasmus

“Per quanto sia duro da ammettere, in molte circostanze siamo stati trattati con iniquità, non avendo una significativa rappresentanza in Consiglio di Facoltà. Gli studenti di Napoli hanno interessi e problematiche in gran parte differenti dalle nostre”.  E’ quanto sostengono gli iscritti al Corso di Laurea casertano di Medicina. E allora cerchiamo di capire, insieme a loro, quali sono le oggettive disparità a cui fanno riferimento. Prima di tutto, il numero degli appelli d’esame annui. “Abbiamo dieci appelli: uno in meno rispetto al Corso di Laurea di Napoli, precisamente quello del mese di maggio. L’anno scorso è stato inserito, quest’anno no – spiega Vincenzo Diana, studente al quinto anno – Visto che i corsi terminano a fine maggio, ci è stato risposto che non ci può essere sovrapposizione tra lezioni ed esami. Intanto a Napoli riescono ad organizzarsi”. 
Altro punto critico: il Policlinico di Caserta, i cui lavori dovevano essere completati entro la fine del 2009. “Ad oggi, i lavori sono bloccati nonostante ci sia ancora tanto da fare. – afferma Saverio D’Elia, altro studente di quinto anno – Il nostro Corso di Laurea è nato nel 1992 ed è stato pensato per il Policlinico, una struttura che sarebbe fondamentale per noi”. Per il tirocinio “Andiamo all’Ospedale di Caserta, dove abbiamo docenti ospedalieri, a quello di Marcianise e al vecchio Policlinico di Napoli”. 
Produce ansia e timori, poi, il nuovo criterio di valutazione dell’esame finale di laurea, seppur non sia stato ancora approvato. “In teoria, se uno studente ha la media del 30, non può aspirare al 110”, è Nicola Cimmino, laureando candidato in Consiglio di Facoltà alle elezioni studentesche che si svolgono mentre andiamo in stampa, ad informare su questo provvedimento. “Per il calcolo della votazione dell’esame finale di laurea, non si calcolerebbe più la media aritmetica dei voti conseguiti durante gli anni di studio, ma la media ponderata. Nel calcolo, assumerebbero importanza anche altri elementi, quali: aver svolto o meno l’Erasmus, aver concluso gli studi in tempo, aver svolto con successo i progress test”. Insomma, entrano in ballo altri fattori propri del curriculum di uno studente e della qualità del suo percorso accademico, che dovrebbero rendere la valutazione più precisa, ma che preoccupano i ragazzi, i quali, evidentemente, fino ad ora, hanno posto più attenzione ai voti che ad altro. 
Abbiamo girato le questioni evidenziate dagli studenti al prof. Giuseppe Paolisso, Presidente del Corso di Laurea di Caserta. Cominciamo dal numero degli appelli. “Presso la sede di Caserta, gli studenti possono usufruire di dieci appelli d’esame: quattro tra gennaio e febbraio, quattro tra giugno e luglio e altri due a settembre. Ho, inoltre, previsto che, per alcuni insegnamenti, potessero essere fissate le date d’esame subito dopo la fine delle lezioni. Di conseguenza, c’è quasi sempre un appello a fine maggio – spiega il prof. Paolisso – Effettivamente, uno in meno rispetto al Corso di Laurea di Napoli”. Qual è il motivo? “Il prof. Bartolomeo Farzati, Presidente del Corso di Laurea di Napoli, nella sua organizzazione didattica, ha ritenuto opportuno inserire un altro appello a maggio. Ma per Caserta sarebbe pretestuoso. Ho calcolato personalmente il tasso di utilizzo di ogni sessione: in media, a gennaio-febbraio si presenta tra il 35 e il 40% degli studenti, mentre a giugno-luglio il 55%. Con questi dati, penso proprio che non occorra un altro appello! Purtroppo i ragazzi pensano che avere a disposizione più date per sostenere le prove significhi laurearsi prima e, invece, non è così. Il punto sta nell’impegno profuso nello studio!”.
Passiamo alla questione del Policlinico. “I lavori non sono terminati, ma questo non dipende da me. Intanto gli studenti possono svolgere il loro tirocinio presso gli Ospedali di Caserta e Marcianise, dove c’è personale universitario. A Marcianise c’è il prof. Luigi Elio Adinolfi, docente di Medicina interna e, da quest’anno, il prof. Ferdinando De Vita di Oncologia”. Concludiamo con i chiarimenti relativi ai criteri di valutazione per l’esame di laurea. “Questo è un dibattito che nasce dall’esigenza del Collegio dei Presidenti dei Corsi di Laurea Nazionale di dare maggiore valenza al curriculum di uno studente”. A questo punto, bisogna riformulare i criteri. “Prima di tutto, non si procederà più con la media aritmetica dei voti degli esami, ma con quella ponderata. Spiego con un esempio: un esame da dieci crediti formativi a cui lo studente ha meritato un 18 varrà più di un esame da due crediti con un 30”. Quali sono, poi, gli altri elementi che verranno presi in considerazione? “Aver partecipato al progetto Erasmus (chi ha studiato fuori ha sicuramente più voglia di mettersi in gioco di qualcun altro che ha preferito starsene a casa); aver svolto una tesi in collaborazione con più docenti. Il problema, a mio avviso, è che gli studenti non vogliono avere criteri di valutazione oggettivi, anzi non li vogliono accettare perché hanno paura del metodo di misurazione”. In effetti, il criterio implica una formazione a trecentosessanta gradi, che non si ferma solo a studio ed esami. “Io ne sono fautore – dice Paolisso – a patto che venga condiviso, perché, nel momento in cui il Federico II non riterrà opportuna la sua applicazione, potrebbe diventare un parametro penalizzante. I laureati alla Sun e quelli del Federico II si confrontano per l’accesso alle Scuole di specializzazione, quindi è importante che, almeno nella stessa regione, siano valutati col medesimo criterio”. In ogni caso, questo tipo di ragionamento non è stato ancora affrontato, quindi, “almeno fino a settembre, si continuerà col calcolo della media aritmetica”.
Maddalena Esposito
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