Come fare carriera nell’industria farmaceutica: il racconto di tre testimonial

Tre farmaciste ai vertici dei colossi Merck Sharp and Dohme, Novartis e Johnson & Johnson hanno condiviso esperienze e consigli con gli studenti interessati a una carriera nell’industria farmaceutica lo scorso 22 settembre. L’iniziativa, organizzata dal Dipartimento di Farmacia con un invito agli studenti di Farmacia e CTF (Chimica e Tecnologia Farmaceutiche), ha offerto uno sguardo sulle opportunità del settore e sulle competenze necessarie per guidare persone e progetti. Il webinar, promosso dall’European Industrial Pharmacists Group (EIPG), intitolato ‘Strengthening Leadership in the Pharmaceutical Industry’, si è svolto su Teams con la moderazione di Sunayana Shah, presidente del gruppo di farmacia industriale del Royal College of Pharmacy.

Al centro del confronto, il significato concreto della leadership: prendere decisioni, organizzare il lavoro, ascoltare i collaboratori e sostenerli nelle difficoltà. In apertura, Amira Guirguis, responsabile scientifica del Royal College of Pharmacy, ha spiegato perché queste capacità siano essenziali in ambito farmaceutico: “scienza e tecnologia evolvono rapidamente, cambiando il nostro modo di lavorare. Serve un nuovo approccio alla leadership: le nostre decisioni influenzano la qualità, la sicurezza e l’uso appropriato dei medicinali. E la leadership si sviluppa nel tempo, attraverso l’esperienza, l’apprendimento e la riflessione”.

Una responsabilità che richiede di valutare i dati e decidere anche nell’incertezza, coniugando preparazione scientifica, visione strategica e gestione delle persone. Annika Boloz, Associate Director e Qualified Person presso Merck Sharp and Dohme UK, ha ripercorso il passaggio dalla farmacia di comunità e ospedaliera all’industria, affrontato con la disponibilità a intraprendere una nuova formazione: “bisogna capire i propri valori, fermarsi e chiedersi se si è sulla strada giusta. Il cambiamento più impegnativo è arrivato con la responsabilità di un dipartimento: ho dovuto affrontare molti dubbi quando si è trattato di gestire persone, risorse economiche e strategia”.

Per costruire un ambiente di lavoro efficace e accogliente, Boloz ha puntato sulle motivazioni dei singoli, adattando la comunicazione e valorizzando tanto il desiderio di crescita quanto il bisogno di autonomia. La formazione continua caratterizza anche la carriera di Ciara Duffy, oggi Global Quality AI Compliance Lead e Qualified Person in Novartis. Il suo incarico unisce competenze sui medicinali, qualità e regolamentazione per promuovere un uso responsabile dell’intelligenza artificiale. Alla pratica in farmacia e all’esperienza industriale si affiancano l’insegnamento universitario e l’attività di ricerca: “non sarei dove sono oggi senza i responsabili e i colleghi che mi hanno affidato opportunità prima ancora che mi sentissi pronta.

A chi cerca una strada dico: non serve risolvere tutta la carriera in un giorno. Iniziate contattando qualcuno, partecipando a un evento o mettendovi a disposizione. Servono curiosità e disponibilità ad affrontare un po’ di disagio”. Tazneem Anwar, responsabile della Medical Excellence presso Johnson & Johnson Innovative Medicine UK, si è soffermata invece sul valore delle inclinazioni personali. Dopo il lavoro in ospedale e nella farmacia territoriale, un primo incarico nel servizio clienti di Johnson & Johnson le ha permesso di scoprire l’informazione medica, ambito nel quale è cresciuta fino ad assumere responsabilità direttive: “sono una persona introversa e non pensavo che sarei diventata una leader.

Ma l’ascolto, la preparazione e le conversazioni individuali costruiscono una fiducia profonda. Quando ci si sente poco sicuri, occorre identificare cosa manca e colmare quella lacuna chiedendo aiuto e affiancando gli altri”.
Dalle tre testimonianze emerge un’idea condivisa: la preparazione scientifica è il punto di partenza, ma per assumere incarichi di responsabilità occorrono anche apertura al confronto e disponibilità a rimettersi in gioco. Guidare un gruppo significa creare le condizioni perché ciascuno possa crescere, trovando nella maturazione dei collaboratori una delle maggiori soddisfazioni professionali. Con un obiettivo che, come ricorda in conclusione Boloz, resta il riferimento di ogni scelta: garantire ai pazienti medicinali sicuri ed efficaci.
Elisabetta Del Prete

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Ateneapoli – n.16 – 2026 – Pagina 26

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