Il sogno di Claudia: vivere tra le montagne abruzzesi e contribuire a salvare le specie animali selvatiche

Il sogno di Claudia: vivere tra le montagne abruzzesi e contribuire a salvare le specie animali selvatiche

Il racconto di una studentessa fuorisede in Tecnologie e Produzioni Animali

Il suo sogno, ad un passo dalla laurea, è quello di trasferirsi in montagna in Abruzzo e contribuire con l’attività dell’associazione Rewilding Apennines a tutelare le specie animali selvatiche, la biodiversità, la natura. Che poi, in ultima analisi, significa anche tutelare il futuro dell’uomo. Claudia Pernozzoli, 26 anni, nata a Potenza e studentessa fuorisede a Napoli, dove frequenta l’ultimo anno del Corso di Laurea in Tecnologie e Produzioni Animali, immagina una vita immersa nella Natura. “Nel 2020 – racconta – ho iniziato a svolgere volontariato per Rewildind Apennines in Abruzzo.
L’associazione si occupa di varie attività, tra le quali: la reintroduzione di specie come il grifone, il camoscio ed il gambero di fiume; il monitoraggio della fauna con fototrappole installate in alcuni ambienti che permettono di avere contezza degli animali presenti in un certo territorio, delle nascite e degli spostamenti; la pulizia dei terreni dove sono stati depositati rifiuti; l’eliminazione del filo spinato che abbandonano talvolta i pastori e che diventa una trappola micidiale per gli animali selvatici, causandone la morte dopo una lunga agonia; la divulgazione nei confronti di adulti e bambini tramite eventi e social”.

Da tre anni, dunque, la studentessa federiciana trascorre periodi più o meno lunghi sull’appennino abruzzese per prendere parte alle attività ed alle iniziative della sua associazione. “La prima volta – ricorda – sono stata per diversi mesi in una riserva con foresteria a Pettorano del Gizio, un Comune di 1300 abitanti in provincia dell’Aquila. Un borgo incantevole. Negli anni successivi sono tornata in Abruzzo più volte, sia pure per periodi meno lunghi. Sono adesso rientrata da poco da un soggiorno che è durato circa un mese”.
Durante le settimane che ha trascorso quest’anno in Abruzzo, Claudia ha collaborato anche alle riprese di Constantinos Christou, un cipriota che gira immagini e documentari relativi alla presenza degli animali in quel territorio. Uno di essi è stato proiettato al Film Festival di Avezzano. Si chiama ‘Terre dell’orso’ e racconta la presenza in Abruzzo dell’orso marsicano, una sottospecie dell’orso bruno che si ritrova solo in quei territori e la popolazione del quale è attualmente stimata in una cinquantina di esemplari. Una consistenza tale che la specie è considerata a rischio di estinzione. L’orso marsicano è l’animale simbolo del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ma è stato anche recentemente vittima di indecenti episodi di bracconaggio. L’ultimo un mese e mezzo fa, quando un esemplare, che si era più volte spinto nei centri abitati ed aveva rovistato nei rifiuti per procacciarsi il cibo, è stato ucciso a fucilate da un cinquantaseienne.

“Una sensazione di pace e di benessere totale”

“Da quando collaboro con l’associazione – racconta la studentessa – ho visto cervi, grifoni, un’aquila. Nell’estate 2020 a San Sebastiano dei Marsi ho osservato un’orsa con quattro cuccioli. Una esperienza straordinaria, una emozione difficile da raccontare. Ti senti parte di un tutto, in armonia con quello che ti circonda. Una sensazione di pace e di benessere totale”.
È fondamentale, avverte peraltro Claudia, che non venga mai meno il rispetto verso gli animali selvatici che si osservano. “Ho visto turisti in Abruzzo – ricorda – che per un selfie si avvicinavano a cervi e caprioli, mettendo a rischio la propria incolumità e dimostrando di avere capito poco della fauna selvatica. Gli animali si guardano dalla giusta distanza, senza invadere il loro spazio vitale, evitando di suscitare timore, paura e di innescare eventuali reazioni di aggressività o di attacco conseguenti alla stessa paura. Una regola di sicurezza per noi e per le specie selvatiche. È un qualcosa che andrebbe insegnato ai bambini e che aiuterebbe a prevenire anche alcuni incidenti”.
La frequentazione del Corso di Laurea in Tecnologie e Produzioni Animali – deve ancora superare Genetica e poi chiederà la laurea in Igiene Veterinaria – è utile anche nell’attività di volontariato che svolge Claudia. Dice: “Mi occupo all’Università di tutto ciò che ruota intorno agli animali da allevamento e questi studi mi aiutano a capire anche quale possa essere il punto di vista degli allevatori e dei pastori rispetto agli orsi ed ai lupi. Esiste un potenziale conflitto, non c’è dubbio alcuno, ma va gestito. C’è un sistema di rimborsi per i capi di bestiame vittime della fauna selvatica e va certamente reso efficiente. Ci sono poi vari accorgimenti utili a dissuadere i lupi e gli orsi dall’attaccare gli animali da allevamento. Recinti elettrificati, per esempio, e cani maremmani. La convivenza è possibile”.

Tra un paio di settimane Claudia tornerà a Gioia dei Marsi per partecipare ad un seminario promosso da Rewild Apennines dal 3 al 5 novembre. Tratterà, spiega, “degli strumenti finanziari e legislativi legati alla tutela della fauna e della biodiversità. Ci saranno tanti esperti e ricercatori di varie Università ed è prevista anche una sessione dedicata al volontariato. Chi vuole partecipare trova tutte le informazioni sul sito di Rewild Apennines”. Dopo la laurea, Claudia compirà un bel salto rispetto alla realtà affascinante ma caotica di Napoli, dove ha trascorso i suoi anni universitari da fuorisede, realizzerà il suo desiderio di vivere tra le montagne abruzzesi? “Non c’è alcun dubbio – conferma lei – ma voglio anche precisare che a Napoli sono stata bene. È accogliente, inclusiva. Io, però, cerco altro. Ne ho abbastanza di vivere in città”.
Fabrizio Geremicca

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