C’è chi sogna lo spazio, chi vuole costruire protesi e chi ha già stabilito che la sua vita sarà segnata dal rumore dei motori. Sono i desideri degli studenti pronti a fare il grande salto dalla scuola all’università. Ad accompagnarli prima ancora del loro ingresso ufficiale è la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, che ha dato il via a precorsi gratuiti, dedicati al consolidamento delle nozioni di base di Matematica e destinati agli aspiranti studenti di Architettura, Ingegneria e Scienze.
Si sono svolti nelle giornate comprese dall’1 all’11 settembre.
Tra chi viene dal liceo scientifico e chi dal classico non c’è differenza: tutti gli studenti si sono radunati numerosi per cogliere al volo questa opportunità di ripetere, colmare le proprie lacune e soprattutto prendere confidenza con una realtà nuova. Per alcuni scegliere il Corso di Laurea rappresenta il primo passo per realizzare sogni coltivati fin da bambini. È il caso di Federica Barreca Masia, arrivata dall’Abruzzo, sceglie la Federico II e il suo Corso di Ingegneria Aerospaziale: “è quello che voglio fare da sempre”.
Anche Guido Ferrara sogna “lo spazio” e ha scelto, dopo una breve indecisione, Aerospaziale. Così il suo futuro collega Carlo Carandente Giarrusso che ha la passione per il volo e vede nella scelta di Aerospaziale il modo per arrivare il più vicino possibile al traguardo. Dario Coppola si iscriverà a Ingegneria Informatica per “produrre personalmente nuove tecnologie”. Mentre Matteo Andretta, diretto verso i Corsi di Informatica, afferma di aver deciso sin dalle medie che si sarebbe dedicato alla programmazione.
Nelle differenze tra sogni e formazione scolastica, i precorsi partono dalla Matematica. Per chi proviene da una formazione scientifica, le lezioni rappresentano un ripasso e un approfondimento. È il caso di Giuseppe Scala, prossimo all’immatricolazione ad Aerospaziale, che considera l’esperienza un modo per recuperare quanto non assimilato del tutto alle superiori. Guido Ferrara, stessa scelta del Corso di Laurea , pur sentendosi preparato e sicuro con il suo diploma in Scienze Applicate, ha capito, dopo aver sostenuto il TOLC-I, che le sue competenze avevano bisogno di essere consolidate: “dovevo esercitarmi di più”.
Per altri studenti la sensazione di partire da zero. Antonio, immatricolando a Ingegneria Informatica, dice: “questi corsi mi stanno salvando. Partire dalle basi mi ha tranquillizzato”. È stata proprio la scelta di iniziare dalle primissime nozioni l’elemento più apprezzato di queste lezioni. Anna Buglione, interessata ad Ingegneria Biomedica, racconta di essersi sentita rassicurata dalle spiegazioni: “forse mi aspettavo anche qualche nozione di fisica, ma comprendo che la matematica sia il primo scoglio”. Anche Daniela considera questa scelta “il modo per aprire un nuovo percorso partendo da zero” e Antonio Catalano, studente del liceo classico e orientato verso Scienze Geologiche, ha compreso durante i precorsi che una formazione umanistica non rappresenta necessariamente un ostacolo insuperabile: “so di poter colmare le lacune”.
Giulia Alfano racconta: “la formazione linguistica mi ha preparato ben poco alla matematica, quindi trovo tutto molto complicato in questa fase. L’esperienza che sto vivendo però mi appassiona e la docente che tiene le lezioni, Gloria Paoli, è attenta e preparata”. A descrivere l’essenza dei precorsi è proprio la prof.ssa Paoli: “trovare lo stimolo per partire con il piede giusto” e cominciare a familiarizzare con il mondo universitario.
Onofrio Bitetti, immatricolando a Ingegneria Meccanica, conferma: “conosco gli argomenti trattati durante le lezioni, quello che mi interessa davvero, però, è ambientarmi tra queste mura”. Prepararsi all’università non significa solo esercitarsi con equazioni e teoremi geometrici, ma imparare a gestire tempi, spostamenti, lezioni e appunti. “Dopo queste lezioni, ho compreso l’importanza della partecipazione alla vita universitaria – afferma Olga de Vita – Prendere appunti nel modo corretto può essere un grande strumento per facilitare il successo di un esame”. Di questo avviso è anche Martina: “il TOLC- I l’ho già superato, ma entrare in anticipo in un’aula universitaria e studiare con una docente di Analisi è un’opportunità da non sottovalutare”. Perché si comprendono anche le diversità rispetto allo studio scolastico.
Annamaria, futura studentessa di Ingegneria Gestionale, ha colto, dopo solo poche ore di lezione, una differenza: “l’università vuole il dettaglio”. Leandro Caropreso, che ha scelto Ingegneria delle Telecomunicazioni e Media Digitali, percepisce il cambiamento in maniera ancora più personale. Dopo essere entrato in aula, si è trovato dinanzi ad un modo diverso di percepire lo studio: “è la prima volta che non lo sento come un obbligo, ma come un piacere”.
La parola al prof. Andrea Prota. “Metodo e entusiasmo” per avanzare rapidamente e bene
“Metodo, entusiasmo e ambizione: sono queste le chiavi per affrontare l’università”, afferma il prof. Andrea Prota, Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base, che definisce l’esperienza dei precorsi “un momento cruciale per rafforzare la scelta universitaria” e un’occasione per le matricole di stringere legami con i docenti e i futuri colleghi di studio già prima dell’avvio del semestre (che è partito il 14 settembre). “Il nostro obiettivo è seguire i giovani sin dal primo momento, vogliamo che avanzino rapidamente e bene”, afferma. Impartire un metodo, secondo il prof. Prota, può fare una grande differenza.
I precorsi permettono anche al corpo docente di intercettare in anticipo le difficoltà degli allievi e fornire loro un supporto mirato: “Gli studenti devono sapere di non essere soli”, dice il prof. Prota, che considera il rapporto umano come il vero “valore aggiunto”. Lezioni, appunti e confronto costante con professori e coetanei incidono profondamente sul risultato: “vorrei che fosse ben chiaro che lo studente deve trarre tutti i vantaggi che l’università può offrirgli”. Sfruttando al massimo le risorse offerte dall’Ateneo e senza il bisogno di ricorrere a supporti esterni, “si possono raggiungere altissimi livelli di preparazione”.
Il successo della didattica di queste giornate passa anche attraverso la qualità degli spazi. I precorsi si sono tenuti in aule moderne e curate nella sede centrale di Piazzale Tecchio e nel polo di San Giovanni a Teduccio, dotate di sistemi di schermi avanzati che garantiscono una perfetta visibilità anche a chi siede alle ultime file. Cura degli ambienti e comfort, secondo il prof. Prota, sono requisiti fondamentali per creare un contesto che agevoli l’apprendimento.
Carolina Ferraro
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