Semestre Filtro. Tante esercitazioni, soprattutto di Fisica, in vista delle prove

“La parola d’ordine per questo nuovo anno di semestre filtro è: esercitazione”. Il prof. Mariorosario Masullo, Coordinatore delle attività didattiche della Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia alla Parthenope e docente di Biochimica, apre così il bilancio delle prime settimane di lezione. La classe, accolta nell’Aula Grande di via Acton a partire dal primo settembre, conta circa 300 iscritti, una cinquantina dei quali “ha già affrontato il semestre filtro lo scorso anno, alla Parthenope o in altri Atenei, oppure ha seguito corsi affini dopo non essere entrato in graduatoria”. Il gruppo, spiega Masullo, “sta rispondendo bene fin da subito, con una presenza media di circa 240 studenti al giorno”.

Le lezioni si svolgono tutte in presenza, dal lunedì al giovedì, mentre per ogni materia è stato individuato un pomeriggio dedicato all’assistenza. Un’organizzazione che quest’anno consente di dedicare più tempo ai ragazzi: “riusciamo ad assisterli meglio, nonostante i numeri siano cresciuti”.

Sul fronte della didattica, le tre materie – Fisica, Chimica e propedeutica biochimica, Biologia – hanno lo stesso monte ore, 75 ciascuna. “Nelle prime ore della giornata accademica ci concentriamo su Chimica e Fisica, per dare poi spazio alla Biologia”. Una scelta precisa, perché “abbiamo organizzato l’orario per fornire agli studenti una preparazione dei contenuti graduale e il più possibile omogenea”.

È Fisica, sulla scorta dell’esperienza dello scorso anno, a richiedere maggiore attenzione. “L’anno scorso la prova di Chimica non presentava particolari difficoltà sul piano dei calcoli; diversa la situazione per la Fisica, dove invece questa componente era molto più presente”, osserva il docente. Di conseguenza è cambiato anche l’approccio didattico: “La collega di Fisica, la prof.ssa Camilla Di Donato, è molto più applicativa per quanto riguarda gli argomenti contenuti nel syllabus”. Una preparazione che guarda già ai test, quando gli studenti non potranno utilizzare dispositivi elettronici.

“Anche noi docenti, quindi, quando svolgiamo i calcoli, cerchiamo di limitare al minimo l’utilizzo della calcolatrice, così da abituare gli studenti al giusto approccio”, chiarisce Masullo. L’obiettivo non è soltanto arrivare al risultato, ma imparare ad affrontare il procedimento: “Devono acquisire la capacità di saper rispondere a delle domande dove si chiede la procedura di un esercizio, di come approcciarlo”. Gli esercizi diventano così anche uno strumento per orientare le lezioni successive.

“In aula forniamo materiale per farli esercitare e, alla lezione successiva, la prima domanda che facciamo è: ‘Avete avuto problemi?’; se emergono difficoltà su un determinato argomento, questo viene ripreso e approfondito”. Il lavoro prosegue anche il venerdì, giornata senza attività didattiche, che gli studenti possono dedicare al ripasso. “Hanno a disposizione i giorni per poter riguardare tutto quello che è successo nella settimana precedente ed allenarsi al meglio”. Una routine che, secondo Masullo, sarà fondamentale per arrivare preparati alla prova: “Soltanto seguendo questo ritmo si riuscirà poi ad avere la possibilità di rispondere chiaramente alle domande contenute nelle prove”.
Giovanna Forino

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Ateneapoli – n.15 – 2026 – Pagina 9

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