Intervista al Delegato di Ateneo per l’Internazionalizzazione e la Mobilità. “Per internazionalizzare la propria esperienza universitaria non è sempre necessario partire”

L’Università Vanvitelli rafforza in maniera decisa la propria vocazione internazionale. È stato presentato il 17 settembre il nuovo Bando per il Progetto Buddy 2026, che mette a disposizione degli studenti dell’Ateneo ben 68 contratti di collaborazione a tempo parziale destinati al tutorato e al supporto delle attività di internazionalizzazione. Nato nel 2019, e cresciuto in modo significativo negli anni, punta a rendere l’accoglienza un pilastro strutturale della vita universitaria.

Come sottolinea il prof. Michele Papa, Delegato di Ateneo per l’Internazionalizzazione e la Mobilità: “Quando si parla di internazionalizzazione non si intende semplicemente aumentare il numero degli studenti che vanno all’estero o di quelli che scelgono di venire alla Vanvitelli. L’obiettivo è più ambizioso: fare in modo che la dimensione internazionale diventi una componente strutturale dell’esperienza universitaria. Questo significa rendere il nostro Ateneo sempre più capace di accogliere studenti provenienti da contesti culturali e accademici differenti. La presenza di studenti internazionali nei nostri corsi, la possibilità di studiare e lavorare insieme, l’utilizzo delle lingue straniere e il confronto quotidiano con culture diverse rappresentano una forma di ‘internazionalizzazione a casa’, che può coinvolgere una parte molto più ampia della nostra comunità”.

Il Progetto Buddy si inserisce in un sistema integrato promosso dalla Divisione Innovazione e Internazionalizzazione, che include l’App Welcome International Students, i Progetti Buddy Abroad e First Medical Care per l’orientamento e la tutela della salute. “Uno studente internazionale che arriva in Italia non incontra soltanto un sistema universitario diverso: deve orientarsi in una nuova città, comprendere procedure amministrative che spesso non conosce, trovare un alloggio, accedere all’assistenza sanitaria.

Per questo stiamo costruendo un sistema di accoglienza che intervenga su più livelli”, spiega il professore. Accanto all’assistenza, negli ultimi anni si è rafforzata anche la dimensione della comunicazione: “Il bando 2026 prevede tre collaborazioni presso il Centro Servizi Comunicazione per raccontare la vita e le attività degli studenti internazionali sui canali di Ateneo e contribuire alle attività di comunicazione dell’Alleanza europea UNINOVIS. È un ulteriore passaggio: i Buddy non sono soltanto figure di accompagnamento, ma possono contribuire a rendere visibili le opportunità internazionali e a costruire una comunità universitaria più partecipata”.

Ma cosa fa concretamente un Buddy? I compiti sono ad ampio spettro. Per gli studenti in arrivo (incoming): accoglienza, orientamento alle sedi didattiche, supporto all’immatricolazione, guida per le pratiche burocratiche e intermediazione con il corpo docente e i vari uffici. Per gli studenti in partenza (outgoing): supporto nelle fasi preparatorie della mobilità (scelta della sede, accettazione, compilazione dell’application form e del Learning Agreement). “In entrambi i casi il valore del Buddy consiste nel trasformare un problema generico in una domanda alla quale è possibile dare rapidamente una risposta o individuare il referente corretto. Molto spesso non è la complessità del singolo problema a mettere in difficoltà uno studente, ma il non sapere da dove cominciare”.

I 68 contratti messi a bando sono ripartiti strategicamente per coprire diversi ambiti dell’Ateneo: 12 destinati agli uffici centrali (2 all’Ufficio Internazionalizzazione e 10 alle Segreterie Studenti); 53 ai Dipartimenti (inclusi i Tutor Coordinatori e i nuovi Tutor Stranieri); 3 da svolgere presso il Centro Servizi Comunicazione di Ateneo (con focus sui canali social e le attività dell’Alleanza Europea UNINOVIS). Tra le figure chiave spicca il Tutor Coordinatore di Dipartimento e il Tutor Buddy Straniero: “Il Tutor Coordinatore di Dipartimento non ha soltanto una funzione di assistenza diretta, coordina anche l’attività dei Buddy, li informa sulle procedure amministrative e svolge una funzione di raccordo tra il Delegato Erasmus, l’Ufficio Internazionalizzazione e il coordinamento centrale”.

Sui 9 posti riservati ai Tutor Buddy Stranieri, il docente evidenzia: “Si tratta di studenti con cittadinanza estera, iscritti ai corsi erogati in lingua inglese e con una buona conoscenza dell’italiano. Il loro valore aggiunto sta nell’esperienza personale: conoscono direttamente cosa significhi inserirsi in un nuovo sistema universitario e in un nuovo contesto culturale. Con questa figura lo studente internazionale non è più soltanto destinatario dell’accoglienza, ma diventa egli stesso una risorsa e un protagonista del processo di internazionalizzazione della Vanvitelli”.

Possono candidarsi gli studenti in regola con il pagamento delle tasse iscritti a Corsi di Laurea Triennale (dal primo anno), Magistrale a Ciclo Unico e Magistrale Biennale dell’Ateneo (inclusi i corsi in lingua inglese). La selezione avviene sulla base del merito accademico e di un colloquio motivazionale e linguistico: “Durante il colloquio valuteremo certamente le competenze linguistiche. Ma la conoscenza linguistica, da sola, non è sufficiente. Una parte importante della valutazione riguarda la motivazione e le capacità comunicative e relazionali”.

Sono considerate anche eventuali esperienze in contesti internazionali e precedenti esperienze Erasmus. “Il Buddy deve saper ascoltare, comprendere le esigenze di chi si trova in un contesto diverso e sapere quando può aiutare direttamente e quando, invece, deve indirizzare lo studente verso l’ufficio o il referente competente”. Gli studenti possono candidarsi per una sola tipologia di attività entro il 7 ottobre. Oltre al compenso previsto per le ore di collaborazione, il ruolo di Buddy offre un’opportunità unica di crescita personale e formativa: competenze trasversali, intelligenza culturale, problem solving e pratica quotidiana con le lingue straniere.

L’invito finale rivolto a tutti gli studenti dell’Ateneo riassume lo spirito dell’iniziativa: “Direi loro di considerare questa opportunità non soltanto come una collaborazione part-time, ma come una vera esperienza universitaria. Essere Buddy significa acquisire competenze che difficilmente si imparano soltanto in aula. Per internazionalizzare la propria esperienza universitaria non è sempre necessario partire. Si può cominciare anche restando alla Vanvitelli. E spesso accade qualcosa di ancora più interessante: mentre si aiuta un altro studente a sentirsi un po’ più a casa nel nostro Ateneo, si comincia a guardare con occhi diversi anche alla possibilità di partire e vivere in prima persona un’esperienza internazionale. Non si tratta semplicemente di dare informazioni: si tratta di contribuire, in prima persona, a costruire una comunità universitaria più aperta, multiculturale e internazionale”.
Angelica Cioffo

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Ateneapoli – n.16 – 2026 – Pagina 31

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