Residenze universitarie: i progetti degli studenti

Esperienza nell’ambito del Laboratorio di Progettazione architettonica 2B del prof. Gianluca Cioffi

66mila metri cubi di volume come parametro iniziale, per arrivare, a progetto ultimato, a un volume di 33mila metri cubi, valorizzando la funzionalità e al contempo l’estetica dell’edificio. Questi i criteri per la progettazione di una residenza universitaria, compito assegnato dal prof. Gianluca Cioffi, docente di Composizione architettonica e urbana, agli studenti del Laboratorio di Progettazione architettonica 2B, previsto al secondo anno del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Architettura. “Dato un parallelepipedo di dimensioni 110m x 20m x 30m, gli studenti hanno progettato da zero gli spazi pubblici e privati della struttura, effettuando sottrazioni di volume dal blocco principale”, spiega il docente.
Un progetto di non facile realizzazione, inaugurato all’inizio dell’anno accademico e i cui risultati sono stati esposti in una mostra didattica nel blocco ottocentesco del Dipartimento e presentati lo scorso 3 aprile. La genesi dell’incarico si deve a una riflessione: “Negli ultimi anni, si è osservata una significativa diffusione nella costruzione di residenze per studenti universitari. La necessità di diffusione di strutture residenziali per studenti è stata alimentata da diversi fattori, tra cui l’aumento del numero di studenti, la proliferazione delle sedi universitarie, l’espansione dell’offerta formativa per accogliere una vasta gamma di interessi e la crescente mobilità di studenti, ricercatori e docenti”. Queste residenze, tuttavia, “sono strettamente legate al concetto di temporaneità”.

Aree della privacy e della socializzazione

Non solo, bisogna considerare che le esigenze degli studenti variano a seconda del percorso intrapreso, età e origine, ragion per cui: “Gli alloggi per studenti devono essere in grado di soddisfare una gamma diversificata di richieste, in particolare nelle aree della privacy e della socializzazione. Questa diversità di esigenze influenza la progettazione: si devono includere spazi privati per lo studio e per la vita quotidiana, nonché spazi comuni per la promozione dell’interazione sociale”.
In ultimo, ma non naturalmente per importanza, è essenziale tener conto anche delle necessità delle persone con disabilità. Divisi in gruppi di due, gli studenti hanno dunque iniziato la loro progettazione, realizzando successivamente il plastico. “Io e il mio collega abbiamo progettato una residenza per 350 studenti, dotata di camere doppie e triple, una mensa, aule studio, un bar e delle lavanderie”, spiega la studentessa Lidia Mezzacapo, in coppia col collega Davide Gravina. “Ci siamo soffermati sul concetto di socialità e sull’esigenza di rendere la struttura accessibile a tutti senza escludere naturalmente le persone con disabilità”.
All’inizio qualche difficoltà, derivante dalla complessità oggettiva del lavoro: “In alcuni momenti in aula si è avvertita un po’ di frustrazione perché molti di noi credevano di non disporre degli strumenti adeguati. Il prof. Cioffi però ci ha rivelato di aver scelto un compito difficile per abituarci a trattare figure geometriche diverse da quelle usuali. Comunque non ci è mai mancato il suo sostegno e quello delle sue assistenti”.
Per quanto riguarda l’inclusione di persone con disabilità, illustra Cinthia Laezza: “abbiamo previsto nel nostro progetto degli ascensori e delle rampe, così da facilitare l’ingresso a persone con deficit motori”. Quello della disabilità è infatti, nell’opinione della studentessa, un tema che non può essere trascurato. “Proprio per questo – aggiunge la collega Sabrina Mincone nelle tavole della nostra residenza abbiamo previsto che la biblioteca si sviluppasse intorno a una rampa, vicina a tutti i servizi”. Anche le due colleghe hanno riscontrato delle difficoltà iniziali, come lo spaesamento dovuto alla vastità della struttura che avrebbero dovuto realizzare. “All’iniziale sgomento, tuttavia, – riprende Sabrina – è seguito il desiderio di mettersi in gioco e fare del proprio meglio. Alla fine, come abbiamo visto, abbiamo portato a casa un ottimo risultato”.
Nicola Di Nardo

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Ateneapoli – n.06 – 2024 – Pagina 24

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