Quasi 500 candidature internazionali in un anno, oltre il 91% di laureati soddisfatti e un tasso di occupazione intorno al 90%. Sono i dati della Magistrale in Fashion, Art and Food Management del Disae, erogata interamente in lingua inglese, che in circa cinque anni dalla sua attivazione ha consolidato la propria identità, diventando un punto di riferimento per i futuri professionisti nei settori della moda, dell’arte e dell’enogastronomia. Dal prossimo primo novembre il coordinamento passa al prof. Rocco Agrifoglio, Ordinario di Organizzazione Aziendale.
“Se oggi il Corso è arrivato a risultati così soddisfacenti è soprattutto grazie allo sforzo dei precedenti Coordinatori”, sottolinea il prof. Agrifoglio, riconoscendo il lavoro del prof. Raffaele Fiorentino, oggi Direttore del Dipartimento, e della prof.ssa Rita Lamboglia, che concluderà il proprio mandato a ottobre. Il biennio unisce preparazione accademica, competenze manageriali ed esperienze sul campo “per rispondere alle esigenze di tre comparti centrali per il Made in Italy”.
Sono i numeri a raccontare l’andamento della Magistrale: “Gli iscritti superano quota cento e nell’anno accademico 2025-2026 le nuove matricole sono state 38. Circa la metà degli studenti ha conseguito la laurea precedente fuori dall’Unione Europea, confermando la vocazione internazionale del percorso”. A testimoniare l’interesse verso il percorso di studi sono anche le candidature presentate quest’anno – “circa 500” – attraverso la piattaforma Universitaly, provenienti soprattutto “dall’Asia meridionale, in particolare da Pakistan, India e Bangladesh, ma anche dal Medio Oriente, dal Nord Africa e dall’Asia orientale”.
Il numero di domande, però, non coincide con quello delle immatricolazioni: “una parte consistente delle candidature è stata valutata positivamente, ma poi gli studenti che riescono effettivamente ad iscriversi sono molti meno”. Tra le difficoltà principali ci sono le procedure e i tempi per ottenere il visto, “oltre ad altri possibili ostacoli economici o alla scelta di un’università diversa”. L’obiettivo posto dal docente, in questo senso, è “capire meglio dove si interrompe questo passaggio e quali strumenti si possono utilizzare per favorire l’arrivo degli studenti”.
L’attenzione si concentrerà quindi sull’orientamento e sulla comunicazione, “per rendere più chiari l’impianto interdisciplinare della Magistrale, le sue specificità rispetto ai percorsi più generalisti e gli sbocchi professionali”. Agrifoglio intende inoltre ampliare i rapporti con gli “Atenei europei ed extraeuropei, rafforzando i canali attraverso cui il Corso può raggiungere nuovi potenziali iscritti”.
Anche il dialogo con le imprese è destinato a svilupparsi a partire dalle attività già esistenti: “Tirocini, seminari, incontri con professionisti e visite aziendali permettono agli studenti di conoscere da vicino i contesti lavorativi; vorremmo dunque allargare la rete delle aziende e rendere più strutturati questi rapporti”. Tra le collaborazioni figura quella con l’Associazione Verace Pizza Napoletana, “presso la quale stanno attualmente svolgendo il tirocinio 23 studenti”. Un contributo potrà arrivare anche dal Laboratorio di Fashion, Art and Food, diretto dal prof. Fiorentino, e dalle nuove opportunità di ricerca legate al PRIN sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel Made in Italy, recentemente vinto dal prof. Agrifoglio.
Ad orientare il mandato del neo-eletto sarà, infine, il metodo di lavoro. Afferma: “Vorrei una governance partecipata, con il coinvolgimento attivo di tutti i componenti e di tutti i docenti del Corso”. Per Agrifoglio, la dimensione contenuta del gruppo accademico è un fattore da sfruttare in quanto “può favorire una collaborazione concreta, in cui ciascuno metta a disposizione le proprie competenze con l’obiettivo comune di crescere sempre di più e di valorizzare ciò che è stato costruito”.
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Ateneapoli – n.17 – 2026 – Pagina 25–26







