Giornate della matricola in Ateneo. “La vita universitaria per noi è dialogo, ascolto, incontro”

Nuovi volti, prime indicazioni sul percorso universitario e l’occasione per iniziare a conoscere docenti e compagni. Sono le giornate della matricola dell’Università Suor Orsola Benincasa, che il 22 e 23 settembre hanno accolto le nuove matricole dei diversi Corsi di Laurea dell’Ateneo. Gli appuntamenti proseguiranno il 9 ottobre con Scienze della formazione primaria e il 13 ottobre con Conservazione e restauro dei beni culturali.
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“La vita universitaria per noi è dialogo, ascolto, incontro”. È il messaggio rivolto alle matricole dal Rettore Lucio d’Alessandro, che ha indicato nella dimensione della comunità uno degli elementi centrali dell’esperienza universitaria. Gli anni dell’università, ha sottolineato, sono quelli in cui i giovani “si avviano ad essere pienamente adulti” e verso le attività professionali.

Un periodo che, nella visione dell’Ateneo, non dovrebbe essere vissuto soltanto davanti a un computer, ma attraverso l’incontro con altri studenti e con i docenti. “Avete diritto ad avere una vita di comunità”, ha detto d’Alessandro, perché il confronto con gli altri giovani permette alla mente di “accrescersi” e di creare anche relazioni destinate a proseguire nel futuro, comprese quelle professionali. Un percorso che il Rettore ha immaginato fino al momento della laurea, quando, dopo “un percorso sereno, tranquillo, di benessere, accoglienza, crescita e amicizia”, arriverà il momento di festeggiare il traguardo raggiunto.

Tra gli appuntamenti delle due giornate anche quello dedicato a Scienze del servizio sociale: diritti e inclusione, che si è svolto nella sede di Corso Vittorio Emanuele. Una prima occasione per presentare alle matricole il percorso formativo, le attività e i servizi dell’Ateneo. La partecipazione all’incontro è stata numerosa e tra le matricole non sono mancati i primi gadget dell’università, dalle borse in tela alle borracce con il logo del Suor Orsola. “La giornata è fatta per far conoscere il Corso”, spiega il prof. Ciro Pizzo, docente di Sociologia del diritto e della devianza.

“C’è una buona adesione”, anche perché, sottolinea, a Napoli e nell’hinterland c’è “sensibilità per i temi sociali” e per le questioni legate ai diritti. Un’impostazione che, secondo il docente, distingue il percorso dall’idea di semplice assistenzialismo: l’obiettivo è “far partecipare direttamente le persone alle scelte”. Il Corso, aggiunge Pizzo, è ancora relativamente giovane ma può contare su un numero di iscritti già superiore a quello dello scorso anno. L’auspicio è che le matricole possano contribuire, attraverso la propria formazione, “a fare del bene per i territori e per la città”. Ma, prima ancora dell’inizio delle lezioni, per il docente, è importante che la scelta del Corso sia ponderata.

“Non siamo un’università che dice di iscriversi a prescindere”, sottolinea. Per questo il Corso offre orientamento in ingresso, tutoraggio e servizi rivolti agli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), disabilità e bisogni educativi speciali (BES), ma chiede anche alle matricole di arrivare alla scelta con consapevolezza. “Ci teniamo che poi chi intraprende questo percorso sia convinto e lo porti al termine consapevole di quello che sta facendo”, spiega Pizzo. Il consiglio alle nuove matricole è quindi quello di “pensarci bene e di non esitare a chiedere tutte le informazioni possibili”.

Tra gli studenti presenti alla giornata le motivazioni sono diverse, ma accomunate da un interesse già concreto per il lavoro sociale. Una delle nuove iscritte racconta di lavorare già in una cooperativa sociale insieme a una collega e di aver scelto il percorso anche in vista della possibilità di proseguire il tirocinio all’interno della stessa realtà.

“Ci serve per diventare assistenti sociali”, spiega, anche in prospettiva di una crescita professionale. Per un’altra matricola, invece, la scelta nasce da un’esperienza personale: “Ho scelto questo percorso perché mi spinge ad aiutare le persone, proprio perché ho affrontato questi disagi”.
Daniela Francesca De Luca

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Ateneapoli – n.16 – 2026 – Pagina 42

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