La sostenibilità non è solo un concetto astratto o una tendenza del momento, ma una lente macroeconomica attraverso cui guardare il futuro. Ne è convinto Siro De Pascale, laureato Magistrale in Economia, Management e Sostenibilità, che del connubio tra economia e ambiente ha fatto non solo un percorso di studi, ma una professione.
“Quando mi sono iscritto sei anni fa, la sostenibilità la associavo solo al riciclo o alle energie rinnovabili. Questo Corso mi ha aperto un mondo: ho capito come la sostenibilità riscriva le logiche economiche, burocratiche e legislative”, racconta Siro, che oggi mette a frutto queste competenze in Tecno Group, azienda partenopea. Grazie al SuLAB, il laboratorio di ricerca dell’Ateneo, Siro ha sviluppato la tesi dal titolo ‘Between Europe, Italy and Portugal: governance dynamics in energy communities’, un elaborato interamente in inglese dedicato alle comunità energetiche.
Ma l’idea è partita dall’esperienza Erasmus in Portogallo, durata sei mesi. “Lì ho respirato una cultura green diversa, radicata nella quotidianità. Non ci si limita a installare un pannello solare, c’è la consapevolezza di voler sapere da dove proviene l’energia, persino nel bar sotto casa!”, esclama con entusiasmo. Questo interesse ha dato vita a un confronto internazionale, arricchito da video-colloqui con i ricercatori portoghesi, in un lavoro strutturato in tre parti che è partito dalle comunità energetiche per passare all’analisi giuridica europea, fino al ‘caso’ Portogallo.
“Costruire una comunità energetica significa istituire un soggetto giuridico che produce e condivide energia; un passo oltre l’autoconsumo collettivo”, chiarisce Siro. Una realtà che sta prendendo piede anche in Italia, come testimonia un caso, scoperto proprio grazie agli studi, a San Giovanni a Teduccio, sebbene il processo richieda tempo e infrastrutture adeguate. Per Siro, la sostenibilità è un puzzle a 360 gradi dove ogni tessera conta: “credo nell’effetto farfalla: le nostre azioni quotidiane sono fondamentali.
Capire i dati, leggere l’impatto reale che ha anche solo un mozzicone di sigaretta gettato a terra, trasforma la sensibilità in consapevolezza”. Per chi vuole intraprendere questo percorso, Siro non ha dubbi: “serve passione per l’economia, ma soprattutto un’apertura mentale totale, la volontà di rimettere in discussione le proprie convinzioni”.
Agli studenti un consiglio prezioso: “non fermatevi mai ai libri: siate curiosi, andate oltre l’esame. È proprio quel quid in più, quella ricerca extra, che vi darà la marcia giusta ai colloqui”. Perché, come dimostra il percorso di Siro, formarsi alla Green Economy significa cambiare davvero il proprio sguardo sul mondo, portando il cambiamento non solo in azienda, ma nelle piccole battaglie sociali di ogni giorno.
Lu. Es.
Scarica gratis il nuovo numero di Ateneapoli
Ateneapoli – n.11-12 – 2026 – Pagina 19








