Aumentano le tasse, protestano gli studenti

Aumentano le tasse al Federico II. Altra novità: Così come è prevista una fascia di contribuzione in più, la XVI. L’introduzione – necessaria per adeguarsi alla normativa vigente- di un nuovo sistema per la valutazione della condizione economica, l’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) che va a sostituire l’ICE (Indicatore di Condizione Economica), ha comportato come conseguenza una modifica nell’importo delle tasse dovute dagli studenti. Con l’ISEE non si prende più in riferimento il reddito netto della famiglia ma quello lordo; inoltre si tiene conto anche dei beni immobili, sempre che abbiano un valore catastale superiore ai 51.650 euro. 
La forte mobilitazione studentesca, nel mese di luglio, ha prodotto una rivisitazione –parziale- della proposta ipotizzata dalla Commissione d’Ateneo che prevedeva una correzione del 18 per cento delle vecchie fasce ICE. Il Consiglio degli Studenti d’Ateneo ha ritenuto che questa correzione non fosse sufficiente a garantire che nel passaggio Ice-Isee non ci sarebbero stati cambiamenti di fasce.  
“Con l’introduzione del nuovo sistema di tassazione – ha dichiarato Luigi Napolitano, Presidente del Consiglio degli Studenti – c’è l’interesse celato di un aumento delle tasse. Ci siamo battuti contro la proposta presentata dalla Commissione ‘Mayol’, avanzando l’idea di una lordizzazione al 45%, che impedirebbe lo slittamento in una fascia superiore”. Nell’adunanza del 7 luglio, infatti, il Consiglio studentesco ha approvato la proposta presentata dal gruppo di Confederazione di “lordizzare il netto così come da vecchie fasce calcolate con l’ICE dividendo per il completamento ad 1 del 45% (netto 55%)”. La proposta, presentata nel Senato Accademico del 14 luglio e poi in Consiglio di Amministrazione, non è stata però approvata, facendo scatenare la protesta dei rappresentanti che hanno occupato la sede del Senato.
La mobilitazione dei rappresentanti in un fronte compatto e bipartisan ha consentito l’apertura di un tavolo di confronto con il Rettore e con gli organi collegiali d’Ateneo. “Il Senato ha approvato la proposta dei docenti di una correzione al 19% – specifica Pasquale Rescigno- che poi in Consiglio di Amministrazione, dietro nostra pressione, è arrivata al 20%. Inoltre, il Rettore ha previsto agevolazioni per le famiglie con più di un figlio iscritto all’università”. In questo caso “si scalerà di una fascia. Siamo riusciti ad ottenere questa agevolazione – aggiunge Antonio Chianese – per compensare il fatto che con l’introduzione dell’ISEE verrà calcolato anche il reddito di un eventuale fratello lavoratore”.
Agevolazioni per le famiglie con più universitari, inflazione calcolata al 3 per cento (rispetto al 3,7 proposto dai docenti), afferenza alle ultime fasce a partire da redditi più elevati così da includervi meno studenti: le proposte studentesche accolte. Ma già si guarda oltre. L’obiettivo del parlamentino studentesco è un sistema di tassazione ad personam, “come avviene già in atenei come quello di Milano”, specifica Chianese. Da ottobre sarà costituita una Commissione, composta da studenti, docenti e tecnici, con l’incarico di valutare e progettare questo sistema. “Il modello contributivo ad personam è il migliore perché, scomparendo le fasce, ognuno paga in base al proprio reddito”, afferma Chianese. “Inoltre – aggiunge Napolitano – si evita di finire in una fascia superiore magari per 5 euro. Tutti noi riteniamo questo il sistema più equo, bisogna solo lavorare per trovare un giusto algoritmo di calcolo. Poi saranno le tecnologie a metterlo in pratica. I tempi naturalmente sono lunghi e quindi per quest’anno ci dovremo accontentare della lordizzazione al 20%, ma seguiremo attentamente tutte le fasi di sviluppo della faccenda”. E conclude: “in questo ateneo ci sono troppi sprechi, a partire dagli stipendi dei professori ordinari più alti del 7,5% rispetto alla media nazionale. Bisogna razionalizzare le risorse ed evitare gli sprechi, per far sì che i tagli del Governo non ricadano sugli studenti ”.
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