Mariantonia si laurea a pieni voti con lode con una tesi in astrobiologia

Mariantonia si laurea a pieni voti con lode con una tesi in astrobiologia

“Astrobiologia e complessità: la vita oltre la dicotomia di contingenza e necessità”. Detto altrimenti: la vita è un imperativo cosmico, cioè una conseguenza necessaria delle leggi fisico-chimiche, o un evento contingente, risultato di incidenti ed eventi casuali? Questa è la domanda da un miliardo di euro che non ha spaventato Mariantonia Delli Gatti, fresca laureata Magistrale in Filosofia con 110 e lode. Più specificamente, in Filosofia della Scienza con focus sull’astrobiologia, “un nuovo settore scientifico – spiega l’ex studentessa – che si occupa di come si è organizzata, diffusa e come sarà la vita nell’universo”. A quanto pare, una tesi assai atipica, perché concentrata su “un ambito poco diffuso, se non in Spagna e America”.

A supportare la giovane – come anche in altre occasioni, quando si tratta di una commistione tra filosofia e scienza – il relatore, prof. Giovanni Covone sul fronte fisico, e il correlatore, prof. Luca Lo Spaio, su quello più squisitamente filosofico. “Mi sono concentrata su questa domanda di carattere epistemologico che ho ripreso proprio dal dibattito tra diversi scienziati. Quesito al quale soggiace un sostrato metafisico evidente”. Sulla struttura della tesi, Mariantonia ha raccontato: “Innanzitutto ho introdotto la filosofia dell’astrobiologia, poi mi sono focalizzata sulla posizione di tre astrofisici e tre biologi, dei quali due sono stati premi Nobel. Alcuni propendono per la contingenza, altri per la necessità dei processi che hanno generato la vita. Io ho descritto le prospettive e le ho messe in fila”.

La descrizione della dicotomia, poi, lascia spazio alla parte più interessante della tesi: il superamento della stessa attraverso una terza via, che la 26enne prova a spiegare a partire dal filosofo Edgar Morin: “Nel parlare di biologia, ha trattato la questione tra caso e necessità, mostrando che un fenomeno complesso come quello del vivente non si può ricondurre a due contraddizioni, figlie di mero riduzionismo. Secondo lui la dicotomia è dettata più da un sostrato metafisico che da evidenze empiriche, che invece conducono a tutt’altra strada. Morin propone un paradigma, aperto, in grado di articolare la complessità del vivente”.

Il sipario sul percorso Magistrale non calerà allo stesso modo sulla speculazione a proposito di astrobiologia e filosofia per Mariantonia. Che, infatti, ha vinto un Erasmus Traineeship: “l’obiettivo è scrivere un articolo, sotto l’egida di un docente, a Parigi o in Inghilterra, a partire dai capitoli più originali della tesi”.

Volgendo infine uno sguardo al passato, è interessante capire come sia nata l’idea di approfondire temi legati alla filosofia della scienza, nonostante la Triennale conseguita al tempo sia stata in Lettere Moderne: “Io ho studiato in un liceo scientifico e, nonostante la predilezione per le materie umanistiche, me la sono sempre cavata anche in quelle apparentemente più lontane. Dopo Lettere, a Filosofia ho conosciuto il prof. Covone, che è stato decisivo, assieme ai corsi seguiti durante l’Erasmus a Parigi lo scorso anno, nell’avvicinamento all’ambito bioetico e alla filosofia della scienza in generale”.

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