Meno esami da più crediti al primo anno

“Lo studio è duro però offre molte soddisfazioni”, soprattutto sotto il profilo lavorativo. “La situazione occupazionale per gli ingegneri è eccellente. Attualmente il tempo che intercorre tra la laurea e il primo contatto di lavoro è di due o tre giorni. Ci sono settori che stanno beneficiando del boom del comparto petrolifero come l’ingegneria chimica o meccanica, ma in generale anche le altre aree seguono un trend molto positivo”, afferma il prof. Piero Salatino, coordinatore dei Presidenti di Corso di Laurea. Forte l’attenzione delle aziende per la Facoltà “testimoniata anche dalle numerose presentazioni aziendali che si svolgono nelle nostre sedi o dalla nostra partecipazione a importanti competizioni a livello nazionale come il Premio Rocca”. 
Diciassette Corsi di Laurea triennale, la Laurea quinquennale in Ingegneria Edile e dell’Architettura, diciannove Specialistiche: è l’offerta didattica della Facoltà, aggiornata secondo i nuovi dettami del decreto ministeriale 270/2004. “Il primo anno di tutti i Corsi di Laurea triennale e del Corso in Edile ed Architettura è stato adeguato al 270 già da quest’anno  – spiega Salatino – Dal prossimo verranno adeguati anche il secondo, il terzo anno e le Specialistiche. Sono stati, comunque, definiti tutti i regolamenti didattici completi, in modo da poter offrire allo studente che intende immatricolarsi un quadro chiaro del percorso di studi”. Le matricole troveranno, dunque, un primo anno snellito, con meno esami da più crediti, maggior peso alle discipline di base e omogeneità tra i corsi soprattutto all’interno della stessa area. “Nel primo anno si vedranno gli aspetti più vistosi del 270, grazie al quale si è potuto operare uno sforzo di decongestionamento, abbassando il numero degli insegnamenti, massimo sei, ed in particolare di quelli del primo semestre. In questo modo, lo studente appena iscritto non verrà sommerso da un carico di lavoro enorme e svariato, ma potrà concentrarsi solo su due o tre esami in particolare”.
La Facoltà sembra, dunque, pronta ad accogliere le nuove matricole che inizieranno tutti i corsi il 29 settembre e proseguiranno fino al 19 dicembre, secondo una logica sincrona di organizzazione degli orari.
TEST DI VALUTAZIONE. Chi ha intenzione di accedere a questa Facoltà non deve però dimenticare di prepararsi per il test di valutazione che, se svolto in maniera non sufficiente, può portare ad accumulare un Obbligo Formativo Aggiuntivo (OFA), che secondo il prof. Salatino “si è ritenuto giusto riproporre anche quest’anno perché sembra che questo Obbligo da 3 crediti abbia spinto molti ragazzi a colmare subito le proprie lacune. L’OFA non ha una finalità dissuasiva ma nasce dalla constatazione statistica che lo studente che andava male al test, dopo aveva problemi a completare gli studi perché si trascinava le proprie lacune in matematica. Insomma, meglio prevenire che curare. Anche se si ha un OFA non bisogna scoraggiarsi, ma riflettere bene sulla propria scelta e pensare a recuperare subito il debito”.
La didattica della Facoltà si svolge, dunque, su quattro sedi: via Claudio, Piazzale Tecchio, Agnano e Monte Sant’Angelo, dove sono concentrati i corsi del primo anno, vista la struttura di recente costruzione e con aule più capienti.
LINGUA INGLESE. La Facoltà sta impegnando grosse energie anche verso l’internazionalizzazione, parola d’ordine per l’accesso rapido sul mercato, attraverso la riconferma dei quaranta corsi in lingua inglese e l’incremento dell’Erasmus. “Quello dei corsi in lingua inglese è un segnale forte che la Facoltà vuole dare in questo senso. I corsi danno titolo a crediti addizionali e sono stati seguiti da diversi studenti. La conoscenza della lingua inglese, oggi, è un pre-requisito essenziale per ogni ingegnere”, afferma il prof. Salatino che segnala la forte ripresa del programma di mobilità europeo “grazie al lavoro del prof. Giorgio Serino. Sono sempre di più i nostri studenti che si spostano per studiare all’estero attraverso questo canale. Ancora zoppicante l’Erasmus in entrata, anche per la carenza di strutture ricettive”.
 Valentina Orellana
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