Migrazione degli studenti dopo la Laurea Triennale: una delle questioni sul tappeto

Presidenza della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base della Federico II Intervista al prof. Andrea Prota, unico candidato

“Mi sono candidato perché ho vissuto già tutti i diversi momenti di evoluzione della Scuola. Sono stato lì come rappresentante della Giunta di Dipartimento all’epoca della presidenza Salatino e poi come Direttore di Dipartimento. Alla luce di questo retroterra e della circostanza che negli ultimi quattro anni sono stato anche rappresentante dei Direttori di Dipartimento in Senato Accademico è maturata la scelta di propormi.
Decisive sono state le sollecitazioni, le idee e gli spunti che negli ultimi mesi ho ricevuto dai colleghi che vivono il Consiglio di Scuola. Mi hanno stimolato a valutare la possibilità di candidarmi, sapendo anche che sto per completare il mio secondo mandato alla guida del Dipartimento”: il prof. Andrea Prota, 50 anni, docente di Tecnica delle Costruzioni, attualmente al timone del Dipartimento di Strutture per l’ingegneria e l’architettura, il 20 giugno sarà eletto alla presidenza della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base della Federico II. Ha presentato la sua candidatura il 6 giugno in un incontro che si è svolto nella sede universitaria di Monte Sant’Angelo.
Ha già definito la squadra che collaborerà con lei nella nuova esperienza? “No. Io ho grande rispetto dell’Istituzione ed ora sono molto concentrato ad ascoltare i consiglieri di Scuola e le componenti dei Dipartimenti che sto incontrando. Sono in una fase nella quale indirizzo le mie idee ascoltando le esigenze e quello che mi espongono colleghi e personale tecnico-amministrativo. Poi penserò alla squadra”.
Le priorità? “Abbiamo una situazione di Ateneo e Scuola che ci vede attenti sul tema della migrazione degli studenti verso altre aree del Paese. La Scuola può supportare i Dipartimenti affinché siano analizzate le motivazioni degli abbandoni del primo anno e del trasferimento in altri Atenei dopo il conseguimento della Laurea Triennale. So bene che ogni Dipartimento è presente su questi temi, ma la Scuola può essere un luogo dove ci confrontiamo”.
Prosegue: “Un tema che sarà discusso è quello dell’utilizzo delle tecnologie digitali nella didattica. La posizione più condivisa è che la Scuola mantenga una forte impronta di didattica in presenza, motivata dalla disponibilità di ottimi docenti e spazi adeguati. Senza naturalmente trascurare le opportunità della didattica a distanza, aggiuntive rispetto a quella in presenza, che abbiamo già sperimentato in diverse situazioni di emergenza”. Altro obiettivo: “Una forte contaminazione ed interazione tra i laboratori sperimentali e didattici e la promozione di varie iniziative che vedranno l’Ateneo coinvolto in progetti di ricerca nazionali ed internazionali”.
Sottolinea, poi, il prof. Prota: “Naturalmente, se vogliamo che gli studenti vengano a seguire i corsi, dobbiamo lavorare per mantenere aule e spazi funzionali. C’è grande necessità di completare gli interventi necessari affinché tutti i banchi siano dotati di presa elettrica per collegare il computer. Bisogna incrementare la disponibilità di aule studio e fornire spazi dove gli studenti possano fare una sosta e magari consumare un pasto veloce. A Fuorigrotta abbiamo l’esperienza dei gazebo all’aperto e su quella traccia dobbiamo lavorare”.
Prota fa riferimento, poi, “alla necessità di favorire l’attivazione di ulteriori Corsi di Studio in inglese e di intensificare le opportunità di scambio con gli altri Atenei. A partire dal prossimo semestre, la Federico II sperimenterà l’Erasmus italiano, in base al quale i nostri iscritti avranno l’opportunità di trascorrere alcuni mesi in altri Atenei nazionali, frequentando corsi e sostenendo esami. Ecco, la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base potrà svolgere un ruolo di coordinamento anche su questo. Come del resto ed insieme ai Dipartimenti, a supporto del Presidio di Qualità dell’Ateneo in previsione della visita dell’Anvur”.
Capitolo orientamento: “Vorrei che la Scuola lavorasse per rendere ancora più efficaci le iniziative di orientamento in uscita. Abbiamo già numerose aziende che lavorano con i Dipartimenti e sono interessate a proporre offerte di lavoro ai nostri laureati. Con esse si può intensificare la sinergia per i tirocini e per le collaborazioni su dottorato e progetti di ricerca”.
Fabrizio Geremicca

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Ateneapoli – n.10 – 2024 – Pagina 3

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