Morlicchio: va conservata intatta la specificità dell’Ateneo

“Mi sono messa in attività già dal 23 agosto in modo da consentire un avvio regolare dell’attività didattica per gli studenti”, spiega la prof.ssa Elda Morlicchio, Pro Rettore con delega alla Didattica. Una delle priorità che dovrà affrontare, in collaborazione con le altre componenti universitarie, il transito verso la nuova riforma introdotta dal decreto legge 270. “La Facoltà di Scienze Politiche ha già attivato il triennio secondo il 270 da quest’anno accademico. Per quanto riguarda le altre tre Facoltà, si è ritenuto più saggio riflettere e lavorare ancora un anno sulla realizzazione del progetto, anche sulla base degli errori che sono stati compiuti con un’introduzione della 509, sviluppata in due tempi, per il triennio e per il biennio, e che ha creato non poche difficoltà. Questa volta abbiamo un quadro su cui lavorare che interessa l’intero quinquennio, e stiamo facendo tesoro della vecchia esperienza prestando anche una maggiore attenzione ai corsi del secondo livello”, afferma il ProRettore. Si prosegue su una linea di continuità rispetto al lavoro svolto dalla squadra dell’ex Rettore Ciriello. “Ho il vantaggio di aver conosciuto da vicino il lavoro del prof. Guarino (ex ProRettore alla Didattica e attuale Preside della Facoltà di Lingue, n.d.r.). Il mio compito, quindi, è in parte facilitato perché ho avuto la possibilità di discutere più volte col professore su questo argomento, visto che era un collega con il quale lavoravo quotidianamente. Sto facendo tesoro di tutte le nostre conversazioni e devo dire che continuo a condividere tutte le sue posizioni. Inoltre all’Orientale, non essendo un  Ateneo di grandi dimensioni, c’è la possibilità di lavorare in sinergia con i Presidi e con il Nucleo di Valutazione”.
Tra gli obiettivi, facilitare l’accesso alle lauree di secondo livello anche per gli studenti provenienti da altri Atenei: “tenendo conto dei contenuti qualitativi dei loro studi. Oggi questo passaggio è molto difficile e spesso i ragazzi si trovano ad iniziare il biennio già con un grosso fardello di debiti formativi”. A questo proposito, tenendo conto dei vincoli della riforma, si punta verso un percorso triennale che privilegi una formazione di base, spendibile in seguito in diversi ambiti: “il nostro orientamento è di prevedere competenze di base al triennio con insegnamenti che sono forniti in tutti gli atenei italiani come la Letteratura Italiana, o gli studi sulla funzione della lingua, senza porre altri limiti che possano poi comportare dei debiti formativi per l’iscrizione alla Magistrale”.
Altra questione fondamentale che riguarda l’Orientale, è la necessità di conservare intatta la specificità dell’Ateneo, rientrando nei confini del 270. “Crediamo moltissimo nella peculiarità dell’offerta formativa dell’Orientale e i nostri sforzi- spiega Morlicchio-  sono tutti tesi a garantire la pluralità culturale che ci contraddistingue da sempre”. Quindi non sarà compressa l’offerta linguistica, assicura il ProRettore, sia per quanto riguarda le lingue maggiori come l’Inglese, lo Spagnolo, l’Arabo, il Cinese, sia per lingue con meno affluenza di studenti. Resteranno attive quindi le Classi di Laurea 11, Lingue e Culture Moderne, 12, Mediazione Linguistica, e 10, Lettere. “Continueremo l’offerta in tutte e tre le Classi ma- anticipa Morlicchio- con qualche novità ancora in fase di studio. Per quanto riguarda la Classe 12, ad esempio, si sta istituendo un Collegio interfacoltà per includere gli studi sull’Europa Orientale e allargare la mediazione culturale anche con il contributo di questa area linguistica. Per la Classe 11 si sta, invece, cercando di rivedere l’offerta didattica per offrire percorsi di studio differenziati e una formazione spendibile sul mercato. Un buon percorso metodologico può dare un valido inserimento nel lavoro. Molti nostri studenti, inoltre, completano i loro studi all’estero e con un percorso triennale così strutturato potranno gestire più liberamente la loro formazione”.
Formazione post laurea: l’Ateneo punta sempre di più verso le Scuole di Dottorato, gli assegni di ricerca e i Corsi di perfezionamento, piuttosto che sui Master, restando fedele alla sua vocazione di università come centro di ricerca.
Conservare intatta la peculiarità dell’Ateneo in questo momento significa, però, anche dovere fare i conti con la legge 133 sul turn over, che limita di molto l’assunzione di nuovi docenti: “Cercheremo di dare ossigeno ai corsi di lingue numerosi e che hanno bisogno di altri docenti, non penalizzando però le lingue minori. Una scelta coraggiosa fatta ultimamente è stata proprio quella di emettere un bando per un docente di Neerlandese, dopo il pensionamento della prof.ssa Koch”.
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