Policlinico, Palazzo dell’Innovazione, Protocollo d’intesa con la Regione: il punto

Intervista al Rettore dell’Università Vanvitelli Gianfranco Nicoletti

Rettore dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, confermato alla CRUI con ruolo di Segretario Generale poche settimane fa, il prof. Gianfranco Nicoletti risponde alle nostre domande sulla cronaca universitaria: dalle classifiche internazionali degli Atenei al Protocollo d’intesa con la Regione Campania, fino all’accesso libero al Corso di Laurea in Medicina.
Nella classifica mondiale del Center for World University Rankings basata su qualità dell’istruzione, occupabilità, qualità dei docenti e ricerca, nei giorni scorsi ha fatto clamore la perdita di posizione del 75% degli Atenei italiani. Non è invece emerso il dato positivo relativo alla crescita di 16 Università, come la Vanvitelli. Come siete riusciti ad andare controtendenza?
“La ricerca è uno dei settori su cui puntiamo molto, lo facciamo in vari settori con grande qualità e con un lavoro sinergico tra ricercatori e personale tecnico-amministrativo, ma anche con la capacità di avere nuove idee. Un esempio su tutti è l’importante lavoro del gruppo di ricerca dei professori Giuseppe Paolisso e Raffaele Marfella, pubblicato sul The New England Journal of Medicine, che ha avuto evidenza mondiale. Noi ci crediamo e siamo convinti di avere grandi potenzialità per il futuro”.
Perché le nostre Università sono in sofferenza e perdono competitività nel campo dell’istruzione e della ricerca?
“È un problema di investimenti pubblici su ricerca e sviluppo dove siamo fanalino di coda, se non si inverte la rotta rischiamo, come nazione, ulteriori cali nei posizionamenti”.
Altro importante tema di attualità è il progressivo calo delle immatricolazioni, dovuto anche alla crisi demografica. Una soluzione più volte annunciata sembra essere l’apertura ai paesi del Mediterraneo, cosa ne pensa?
“Al netto dei cali generalizzati, gli Atenei campani stanno reggendo a questa sfida complessa, così come alle Università telematiche, perché insieme abbiamo una variegata offerta formativa di qualità. Ragionando di sistema, va detto che la nostra regione produce il 12% della capacità del complessivo numero degli studenti iscritti in Italia, un dato importantissimo. Se riuscissimo ad avere la capacità di trattenere gli studenti che spesso sono costretti ad andare a studiare altrove, la situazione sarebbe meno problematica”.
Perché costretti ad andare via dalla nostra regione?
“Per carenza di servizi e investimenti. Nel territorio casertano, per esempio, dove abbiamo quattro poli, purtroppo le varie realtà locali non hanno mai investito seriamente a favore delle Università per renderle ancora più competitive, mentre siamo spesso sollecitati ad intervenire a tutela degli spazi esistenti. Nelle Università invece si investe, non si chiede, perché realizziamo un ‘prodotto’finito’ e la nostra presenza sul territorio genera economia”.

Accesso libero a Medicina? “Va prima individuato il sostegno agli Atenei per 1 miliardo di euro”

Nel suo programma elettorale due importanti punti sono l’apertura del Policlinico di Caserta e la realizzazione del Palazzo dell’Innovazione, ci sono novità?
Entro la fine del 2024 ci sarà l’inaugurazione ‘attiva’ del blocco dedicato alla didattica e ricerca del Policlinico, una sfida avviata con il Rettore Paolisso che mi rende gioioso portare a compimento. Nei primi mesi del 2025 partirà anche il Palazzo dell’Innovazione. Sarà un’area nella struttura del nascente Policlinico disponibile per tutte le attività di ricerca dell’Ateneo (non solo Medicina). La scelta della sede è legata alla disponibilità immediata di ampi spazi, nuove tecnologie e servizi moderni per tutti i nostri ricercatori”.
Protocollo d’intesa con la Regione Campania, un modello che va verso un’azienda integrata ospedaliero-universitaria. L’Università della Campania, a differenza della Federico II, non ha ancora raggiunto un accordo con la Regione Campania, quali sono gli ostacoli?
“È in corso una continua comunicazione con la Regione Campania e lo stesso governatore De Luca sta seguendo con attenzione la questione. Non condivido il protocollo d’intesa che l’Università Federico II ha firmato, non abbiamo lo stesso punto di vista”.
Il Rettore Nicoletti si astiene dall’approfondire l’argomento. Tra il corpo docente serpeggia il timore che un Protocollo d’intesa stilato male possa favorire il passaggio dell’intera organizzazione assistenziale alla Regione, facendo sfumare la peculiarità didattica ed assistenziale che caratterizza un Policlinico a gestione diretta. Le interlocuzioni in corso mirano a preservare la capacità di continuare a fare formazione e gestione dell’Ateneo.
Residenze universitarie, strutture ormai indispensabili. Mesi fa sono stati annunciati sviluppi, come si procede?
“L’obiettivo è quello di realizzare residenze in ogni sede dei Comuni che ospitano l’Ateneo. A Caserta sta nascendo una struttura da 120 posti letto con servizi annessi e stiamo intercettando soluzioni simili ad Aversa e a Capua”.
Poche settimane fa è stato rieletto alla CRUI, confermato nel ruolo di Segretario Generale. Qual è l’opinione dei Rettori relativamente alla complessa e burrascosa questione del test di ammissione a Medicina?

“Sono una persona che ha sempre sostenuto il diritto allo studio, ben venga qualsiasi soluzione, anche quella di aprire a tutti, ma va prima individuato il sostegno agli Atenei che offrono il Corso di Laurea in Medicina. Facendo un ragionamento generale, per consentire l’accesso a tutti, senza test selettivo, occorre un notevole adeguamento di: strutture, aule, spazi, personale tecnico e docenti. A livello nazionale bisogna prevedere un investimento di 1 miliardo di euro per i Policlinici. Va però considerata anche una potenziale controindicazione: aprendo a Medicina probabilmente si svuoterebbero, contestualmente, i Corsi delle Professioni Sanitarie”.

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Ateneapoli – n.09 – 2024 – Pagina 3

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