“Orientamento narrativo” ai Corsi di Laurea Magistrale

Un’intera mattinata e ben cinque aule per aiutare i futuri laureati triennali, già orsolini e non, nella scelta del Corso di Laurea Magistrale. Tra incontri con docenti, studenti ed ex-laureati dell’Ateneo, ormai professionisti affermati, prende vita un “orientamento narrativo”, come lo definisce la prof.ssa Paola Villani, Delegata al Servizio Orientamento e Tutorato, per raccontare i percorsi (a numero chiuso) che caratterizzano l’offerta formativa: Digital Humanities (canale ‘Beni culturali’ o ‘Materie Letterarie’), Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale, Programmazione, amministrazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali, Consulenza pedagogica, Comunicazione pubblica e d’impresa, Economia, management e sostenibilità e Psicologia, nei canali di ‘risorse umane’, ‘ergonomia cognitiva’ o ‘neuroscienze cognitive’.
Ad accogliere i ragazzi il 21 maggio in un primo momento introduttivo è la prof.ssa Natascia Villani, Manager didattico, che fin da subito mette in chiaro la condicio sine qua non per l’iscrizione: il conseguimento del titolo Triennale che, in base al Corso Magistrale, può essere indicato o nelle vesti di una specifica classe di laurea o, semplicemente, di alcuni settori scientifico-disciplinari specifici. Un tutor, poi, verificherà la sussistenza dei requisiti che lo studente avrà dichiarato sulla piattaforma online in fase di immatricolazione e, qualora non dovesse risultare ‘idoneo’, si occuperà di aiutarlo nel reindirizzamento verso un altro Corso o potrà suggerire con quali esami colmare un’eventuale lacuna di CFU.
Nella fase di orientamento lo studente potrà contare sul supporto offerto dall’associazione ALSOB, nata inizialmente per i laureati per poi aprirsi anche agli studenti ancora in corso affinché, come illustra la presidente Maria Cristina Gaeta, “i ragazzi possano iniziare già negli anni dell’università a fare rete”. Ecco allora la possibilità di avere un punto di riferimento nei più grandi, che siano studenti di anni superiori o laureati con già alle spalle importanti traguardi professionali, con i quali vengono organizzate attività di networking per poter ricevere consigli o suggerimenti sulla strada da intraprendere per conquistare determinati obiettivi. A proposito del guardare ai più grandi, preziose sono state le testimonianze dei tanti professionisti che, grazie alle convenzioni istituite dal Suor Orsola, hanno potuto svolgere da studenti importanti esperienze di tirocinio, che li hanno portati poi ad essere assunti in pianta stabile dalle stesse aziende presso le quali si erano formati.
Tra le varie storie spicca quella di Claudia Perrella, laureata in Economia, Management e Sostenibilità, che racconta del suo ingresso in STMicroelectronics, importante multinazionale con sedi in Europa, Asia e America: “avevo trovato l’opportunità di stage online, per caso, e l’Ufficio Job Placement si è subito attivato per istituire una convenzione. Ora gestisco l’Area Francia e sono in un ambiente internazionale”.
Da sempre affascinata, invece, dal settore delle risorse umane è Giovanna Fazio, laureata in Psicologia, che ha svolto il suo tirocinio professionalizzante di un anno presso la multinazionale italiana GiGroup, dove oggi si occupa di recruitment. Ha trovato “il lavoro dei miei sogni” e realizzato il desiderio di “rimanere nella mia città” Fiorella Varcaccio Garofalo, dottoressa in Comunicazione Pubblica e d’Impresa, presenza consolidata nel team di Tecno, una società di consulenza 100% napoletana della quale apprezza la trasversalità e lo scambio continuo con colleghi che hanno specializzazioni in aree differenti, per imparare quotidianamente qualcosa di nuovo.
Altro finale ha invece la storia di Serena Stasi, dottoressa in Lingue Moderne per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale: per lei il tirocinio non è stato un punto di arrivo, ma un trampolino di lancio. È riuscita a far combaciare un’esperienza professionalizzante con un periodo all’estero, i suoi sei mesi a Madrid presso una scuola di spagnolo per stranieri hanno rappresentato per lei “una chicca nel curriculum”: un vero e proprio asso nella manica da sfoderare ai colloqui di lavoro con il quale è riuscita ad ottenere un contratto a tempo indeterminato senza passare per il tradizionale “periodo di prova”.
Giulia Cioffi

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Ateneapoli – n.09 – 2024 – Pagina 38

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